MotoGP Starting Grid: Misano si prepara ad abbracciare Valentino

A distanza di un mese dalla prima gara si torna a correre al Marco Simoncelli, per un fine settimana forse decisivo nella lotta al titolo. Quartararo ha il primo match point, ma Bagnaia ha un rapporto speciale con la pista romagnola

MotoGP Starting Grid: Misano si prepara ad abbracciare Valentino
Ci siamo: il weekend del gran premio del made in Italy e dell'Emilia Romagna è arrivato, e Misano si prepara ad abbracciare per l'ultima volta Valentino Rossi in veste di pilota del motomondiale. Andiamo allora a vedere tutte le novità sulla griglia di partenza insieme al nostro Guido Sassi, con MotoGP Starting Grid.

La novità
Per il secondo anno consecutivo il mondiale fa una doppia tappa a Misano, ma a differenza del campionato scorso si corre molto più in là nella stagione e non più in due settimane consecutive. Nel 2020 i due gp si erano tenuti il 13 e 20 settembre, quest'anno il primo è stato calendarizzato il 19 settembre e quest'ultimo il 24 ottobre. Cosa significa? Innanzitutto temperature diverse: la gara dell'anno passato è stata disputata con 28 gradi nell'aria, mentre domenica prossima è attesa una massima di 15. Le gomme andranno gestite in maniera differente e rappresenteranno una certa incognita; per contro tutte le case arriveranno con una banca dati di un intero gran premio, più due giorni di test alle spalle.
Ma il secondo week end di Misano sarà molto di più che una gara: se la domenica rappresenterà in gran parte la celebrazione di Valentino, il sabato sarà dedicato a Marco Simoncelli, sul circuito che porta il suo nome. Il programma prevede iniziative all'interno del paddock, sugli spalti e in tv, per un fine settimana davvero indimenticabile. Alle tribune dell'impianto romagnolo potranno accedere 35mila spettatori al giorno, per un'autentica festa del motorsport italiano.

Che numeri
52 sono i punti che separano Fabio Quartararo da Pecco Bagnaia, il che significa che al francese basterà arrivare davanti al rivale nelle prime quattro posizioni per laurearsi campione. In alternativa El Diablo potrà classificarsi quinto con il ducatista quarto, sesto o settimo con Pecco quinto, o solo due posizioni dietro all'italiano dal settimo posto al quindicesimo per assicurarsi il titolo. Insomma, se Francesco vuole tenere aperta la lotta iridata deve puntare al bis del successo raggiunto nel mese scorso. Se poi El Diablo dovesse incappare in una giornata no o addirittura in un ritiro, i giochi potrebbero davvero riaprirsi.
Per quel che si è visto fino a oggi, l'impressione è che la festa possa essere solo rimandata: Quartararo sembra destinato a diventare il primo francese campione in classe regina, oltre che il più vincente, primato che si è già assicurato. Se Fabio diventasse il nuovo campione MotoGP, a 22 anni sarebbe il sesto più giovane di sempre, ma il più giovane in assoluto per Yamaha, che completerebbe così al meglio il cambio generazionale imposto dal ritiro di Valentino. Fabio diventerebbe anche il primo campione non spagnolo dal 2011, anno dell'ultimo titolo di Casey Stoner. Per l'Italia ci sarebbe l'ennesimo piazzamento al secondo posto: dopo Rossi (2014, 2015, 2016), Dovizioso (2017, 2018, 2019) e Morbidelli (2020), Bagnaia regalerebbe al tricolore l'ottavo anno di fila da vice campioni.

La sfida
Al di là del campionato, Misano è una gara davvero importante per molti degli italiani: Bastianini è chiamato a confermare la domenica strepitosa del mese scorso, Marini punta a un passo in avanti nella direzione trovata dal compagno di team. Per Morbidelli si tratta di proseguire una difficile riabilitazione in moto, mentre Dovizioso deve provare almeno ad arrivare in top ten, perché il suo apprendistato possa risultare davvero in crescita. E Valentino? Gli ultimi test non sono stati negativi, ma bisogna imbroccare le qualifiche giuste per sperare di disputare una gara tra i primi dieci. Altrimenti si rischia una rimonta come quella di Misano 1: da 23esimo a 17esimo, 6 posizioni guadagnate ma nessun punto in saccoccia.

Questa è storia
L'ultima vittoria di Rossi a Misano risale al 2014: sette anni fa, in una domenica nella quale si era messo all'inseguimento di Lorenzo, lo aveva passato al terzo giro e da lì aveva fatto gara con Marc Marquez. Lo spagnolo era poi caduto nel tentativo di tenere il passo del pesarese: una innocua chiusa all'anteriore alla Rio, che lo aveva però obbligato a ripartire in ultima posizione. Per Valentino era stata la terza vittoria sul circuito “di casa”, e da allora non ce ne sono state altre. In compenso la sua Academy ha sfornato due degli ultimi tre vincitori al Marco Simoncelli, con Morbidelli e Bagnaia degni allievi del maestro.

Hot spot
Bagnaia e Quartararo si sono divisi equamente i settori di Misano nell'ultima gara: il ducatista era più veloce nel secondo e nel terzo, cioè dal rettilineo prima della Quercia fino al Carro; El Diablo nella parte rimanente. La divisione, tutto sommato, ha giocato in favore del ducatista, perché nei punti più veloci e alle staccate più toste Pecco poteva arrivare con sufficiente margine, eccezion fatta per la frenata di curva 1. Non è detto però che quel che è riuscito la prima volta possa succedere ancora, anche perché le condizioni della pista non saranno le stesse. Occhio alle Aprilia: con temperature basse la RS-GP lavora bene, e domenica potrebbero esserci le giuste condizioni.

 



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