MotoGP, Promossi&Bocciati: festa grande in Suzuki, è l'anno del mondiale?

Brivio celebra sia la vetta del mondiale con Mir che il successo con Rins: Dovizioso non dimentica i malumori con Petrucci ma continua a raccogliere punti per tenere accesa la speranza: sono 15 le lunghezze di distanza dal primo. Yamaha, problemi di pressione: le gomme si rivelano decisive ancora una volta

MotoGP, Promossi&Bocciati: festa grande in Suzuki, è l'anno del mondiale?
Dopo il gp d'Aragona la MotoGP ha un nuovo leader del mondiale e l'ottavo vincitore in dieci gare corse. Usando una frase cara ai piloti dell'Academy, la stagione più incredibile di sempre non smette di stupire: andiamo a rivivere l'ultima gara con Promossi&Bocciati e il nostro Guido Sassi.

Chi piange, chi ride
Festa grande nel box Suzuki: Davide Brivio festeggia la vittoria con Alex Rins e la leadership nel mondiale con Joan Mir. La casa di Hamamatsu non vince un titolo dal 2000, quando Kenny Roberts Junior si portò a casa il penultimo campionato della classe 500. Dal ritorno alla MotoGP nel 2015 questa è solo la quarta vittoria per la GSX-RR, che però oggi sembra davvero la moto migliore del lotto. Ride anche Alex Marquex, ancora secondo dopo la gara bagnata di Le Mans. La Honda sembra rinata da tre gare a questa parte e il fratello di Marc sta facendo rimpiangere ad Alberto Puig la scelta di parcheggiarlo in LCR nel 2021. Il fratellino del 93 si è messo ad andare forte e quando il Marcziano tornerà si troverà un altro Alex nel box.
Piangono, disperate, le Yamaha. Tanto nel box Petronas quanto in quello ufficiale la delusione è cocente: dopo avere dominato le prove, le M1 hanno raccolto la miseria di un quarto e un sesto posto, con Fabio Quartararo addirittura fuori dai punti per una gomma dalla pressione impazzita. Robe da non credere: ci si gioca il mondiale e qualche imprevisto ci può stare, ma così il campionato diventa più simile al gioco della roulette.

Oscar del sorpasso
O dei sorpassi: ancora una volta è AM73 che si prende la scena, perché se a Le Mans era arrivato secondo partendo 18esimo, questa volta lo stesso risultato è stato ottenuto lanciandosi dalla undicesima casella con la fionda. A chi dice – noi compresi- che nella MotoGP di oggi per andare forte bisogna qualificarsi bene, queste 27 posizioni guadagnate in due gare danno da pensare. Lo spagnolo della Honda ad Aragon sembrava indemoniato: il modo con cui affrontava l'ultimo curvone prima del rettilineo del traguardo – tutto interno a scapito di Ducati e Yamaha- faceva davvero paura.

Data check
Qui più che i dati serve guardare la classifica, uno dei misteri incomprensibili di questo 2020: in testa c'è Mir, un pilota che non ha vinto nemmeno una gara. Il maiorchino ha 121 punti, contro i 115 di Quartararo che di gp ne ha vinti ben 3. Il francese tra l'altro è l'unico della comitiva che è salito sul gradino più alto del podio per più di un festeggiamento, e ha 6 punti di vantaggio su Vinales. L'ufficiale Yamaha a sua volta ha 3 punti di margine su Dovizioso. Il ducatista, che il parco chiuso invece non lo ha proprio mai visto nelle ultime 6 gare, è comunque in lotta nel mondiale, perché in fin dei conti Mir rimane a soli 15 punti. Certo, anche se stiamo parlando di meno di un terzo posto di distacco, un acuto serve come l'acqua a innaffiare le speranze del romagnolo. Anche perché ormai di gran premi ne mancano solo quattro, Covid permettendo.

Meditate gente
La prossima gara si corre ancora ad Aragon: temperature piuttosto basse, almeno al mattino, e una pista sulla quale Ducati ha qualche chance di migliorare, ma non sembrerebbe abbastanza per puntare davvero al podio. Poi arrivano due gran premi a Valencia, non proprio il massimo per la Desmosedici, a cui va aggiunta la tappa finale di Portimao. Il vento sembra tirare nella direzione della Suzuki, forse della Yamaha, meno in favore della marca italiana. Ma sotto la pioggia il prototipo di Dall'Igna si è sempre comportato bene e non è utopico pensare che da qua a fine anno ci sia almeno un'altra gara bagnata. Insomma tutto rimane aperto, e se questo mondiale ci sta proponendo gp senza nemmeno un campione del mondo di categoria in pista, per lo meno ci regala almeno quattro candidati nuovi con più o meno le stesse possibilità di diventarlo.

 



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