MotoGP, dall'Igna difende Ducati dall'accusa di pressione irregolare delle gomme

Il direttore generale smorza la polemica sull'anteriore di Pecco Bagnaia, vincitore a Jerez: "Ognuno può misurare la pressione come vuole, sono dati che hanno una validità puramente indicativa". La lamentela era partita da un tecnico di un team concorrente rimasto anonimo

MotoGP, dall'Igna difende Ducati dall'accusa di pressione irregolare delle gomme
In giornata è circolata la notizia di una presunta irregolarità nella pressione della gomma anteriore da parte di Ducati, infrazione che sarebbe stata commessa nel corso del gran premio di Spagna sulla moto di Pecco Bagnaia. La voce è circolata dopo la pubblicazione di un articolo da parte di Motorsport Magazine, sulla base di un documento riservato alle case, passato dal tecnico di una squadra che lamenta continue violazioni da parte di alcuni costruttori.

Valori non conformi
Secondo “l'accusa”, Ducati avrebbe commesso una infrazione, perché i dati rilevati indicano come Pecco Bagnaia abbia corso per 25 giri con la pressione sotto il minimo indicato, limitatamente alla ruota anteriore. Le regole stabiliscono che per almeno metà gara il valore deve essere uguale o superiore al minimo, che equivale a 1.9 bar per lo pneumatico anteriore e 1.7 bar per quello posteriore.

L'accordo tra le case e Michelin
Non sembrerebbero esserci quindi dubbi sull'infrazione commessa, se non che ogni costruttore rileva autonomamente la pressione, con propri sensori, mettendo in comune i dati a fine gran premio. Ed è qui che interviene la difesa di Ducati, direttamente con le parole di Gigi Dall'Igna. “Così facendo ognuno può tarare il proprio sensore come vuole, il sistema non è blindato. Per questo motivo qualcuno potrebbe anche correggere valori non corretti per farli rientrare nei parametri”.
In buona sostanza Borgo Panigale contesta il fatto che, fino al 2023, quando il sistema di misurazione sarà unificato, ognuno può fornire i dati che vuole, rendendo il sistema di rilevazione non sufficientemente affidabile. L'obiettivo di misurare i valori oggi è fornire dati disponibili e utili a tutti, non controllare e tanto meno sanzionare.

Altri casi
Nel gp di Spagna anche Andrea Dovizioso, Alex Rins e Jorge Martin hanno mostrato valori non conformi, ma non è semplice trovare la soluzione perfetta. Si sa infatti che la gomma anteriore si scalda e sale di pressione nel seguire altre moto, ma non è possibile stabilire prima dell'inizio di una gara se ci si troverà in un gruppetto o da soli. D'altro canto, tenere la pressione troppo bassa rischia di “stracciare” lo pneumatico.
Dall'Igna torna sulla questione per parlare dei precedenti gran premi. “Ci sono stati altri piloti che in passato avevano pressioni troppo basse e hanno vinto gare anche loro, ma noi non abbiamo sollevato la questione, che avrebbe validità nulla davanti a un giudice”.

 



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