Il recupero di Marc? Potrebbe servire anche un anno per rivederlo in pista

Il dottor Marco Berlusconi, responsabile di unità operativa traumatologia presso l'Humanitas di Rozzano, era intervenuto ai microfoni di Sky Sport già a fine ottobre per chiarire le dinamiche di un recupero di questo tipo, che non fa distinzioni tra un atleta e una persona normale: "ma una volta guarita la frattura, l'omero recupera la sua piena funzionalità"

Il recupero di Marc? Potrebbe servire anche un anno per rivederlo in pista
Tanto tuonò che piovve. Alla fine Marc Marquez si è davvero sottoposto a una terza operazione, resa necessaria per la mancata calcificazione dell'omero del braccio destro. La notizia era nell'aria, l'inizio di dicembre era stato effettivamente indicato come la data entro la quale la sua equipe avrebbe preso una decisione. Ma di questo terzo intervento si parla ormai da più di un mese: già il 24 ottobre, il dottor Marco Berlusconi, responsabile di unità operativa traumatologia presso l'Humanitas di Rozzano, era intervenuto a Sky Sport per spiegare la situazione dell'otto volte campione del mondo.

Il quadro del luminare
“Non mi stupirei se Marquez dovesse essere ancora operato – aveva affermato Berlusconi, intuendo la direzione che sarebbe stata presa poi dall'entourage dello spagnolo-. Il primo intervento è stato fatto in una certa maniera, e il secondo è stato reso necessario perché la riabilitazione non si poteva fare in maniera così aggressiva. Così al trauma dell'incidente si è sommato un secondo trauma dovuto all'operazione. Quindi un terzo legato al fatto che la placca si è spiantata e un quarto per la nuova operazione”. Insomma, l'osso è stato sollecitato più volte e non deve stupire il fatto che la calcificazione non sia avvenuta come nella migliore delle ipotesi.

I tempi di rientro
L'intervista è di fine ottobre, ma Berlusconi aveva visto lungo: “Non prevedo che possa tornare in gara in questo 2020. Un terzo intervento a questo punto non mi sorprenderebbe”. Così è stato infatti, e le previsioni sul recupero non sono tra le migliori. Lo specialista lombardo non era entrato nel merito del caso specifico - che non aveva potuto analizzare nel dettaglio- ma aveva fatto una considerazione di carattere generale che è sempre valida. Una frattura come quella dell'omero di fatti è piuttosto “democratica”: i tempi di recupero di un atleta o di una persona normale non cambiano un gran che, perché la calcificazione dell'osso è un processo che non si può accelerare: “A volte queste fratture impiegano anche un anno per guarire” aveva spiegato. Se non altro Berlusconi aveva anche sgombrato il campo dalle ipotesi peggiori: “Va detto però che una volta guarita, la frattura è guarita. Stessa forza di prima, tutto uguale”. Al netto dei tempi di recupero e rinforzo muscolare, ci sarà insomma la possibilità di rivedere il solito Marc in pista.

 



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