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Bagnaia vs Marquez: Domenicali storce il naso: “Li capisco ma non li giustifico del tutto”

Bagnaia e Marquez hanno animato il GP di Portimao: sono finiti a terra e anche se lo spagnolo è riuscito a ripartire alla fine entrambi non hanno raccolto punti. Una situazione che non è piaciuta all’AD di Ducati

È vero che quello tra Marc Marquez e Pecco Bagnaia è stato classificato come ”normale incidente di gara”, ma bisogna pure chiedersi se si poteva evitare. Perché dire di un pilota che “è uno che non molla mai” è una bella espressione, ma in questo caso l’essere irriducibile è costato ad entrambi un bel po’ di punti e a Bagnaia anche la leadership in campionato. Ironia della sorte, entrambi guidano una Ducati.

 

Dovevano essere più attenti
Claudio Domenicali, amministratore delegato della Casa di Borgo Panigale, intervistato da Sky TV non è riuscito a trattenere fino in fondo il disappunto.
“Forse due piloti con la loro esperienza potevano stare un po’ più attenti – storce il naso – ma nessuno dei due voleva mollare e quindi, anche se per un 5° posto, se la sono giocata. Hanno rischiato tutti e due: Marc rientrando più velocemente e Pecco cercando di mantenere la posizione. Si sono toccati piano, però con quell’inclinazione è andata così. Sono due grandi professionisti, li capisco, ma non li giustifico del tutto“.
È vero che la posizione di guida di Bagnaia, con la testa più bassa del serbatoio, non gli permetteva di vedere Marquez dall’altra parte, e viceversa lo spagnolo lo aveva alle spalle, ma non sono scusanti: entrambi sapevano bene dov’era l’altro. La Ducati è la moto vincente ma tra ufficiali e private sono numerosi i campioni che guidano una Desmosedici. Troppi galli in un pollaio?
“Avere più moto in pista è un vantaggio perché così crescono tutti ed è la nostra filosofia. Abbiamo investito bene sui ragazzi e sono già cresciuti: Jorge ha sfidato per il titolo Pecco l’anno scorso, Enea ha fatto gare pazzesche come quella di oggi. La scelta di avere più opzioni non è semplice, ma dall’altra è privilegiata".
 

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