2021 magico per Yamaha: vittoria nel mondiale MotoGP e SBK

La casa di Iwata ha fatto incetta di titoli, la doppietta non riusciva dal 2009 con Valentino e Spies. Tra le derivate di serie è stato un trionfo: conquistati anche il British Superbike e il MotoAmerica. Ma nei successi della casa giapponese buona parte del merito va ai piloti

2021 magico per Yamaha: vittoria nel mondiale MotoGP e SBK
Era dal 2009 che Yamaha non vinceva sia il mondiale MotoGP che il titolo superbike: 12 anni dopo la doppia corona conquistata da Valentino Rossi e Ben Spies, Iwata torna a fare piazza pulita dei due campionati più prestigiosi della velocità con Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu.

Un successo prezioso
La stagione 2021 rimarrà per sempre un capitolo prezioso della storia Yamaha: nell'albo d'oro delle derivate di serie il costruttore giapponese poteva fregiarsi di un solo altro campionato vinto, proprio quello del 2009. La R1 non è mai stata una moto particolarmente vincente in superbike, nonostante un'ottima base su cui lavorare, un prodotto che sul mercato si è mostrato sempre all'avanguardia. Per la casa dei tre diapason l'annata è quindi davvero da incorniciare, anche perché di titoli ne sono arrivati altri.

Vincenti ovunque
Chiaramente il titolo piloti MotoGP è il più prestigioso, anche se in superbike Yamaha ha conquistato pure l'alloro marche, il campionato indipendenti (con Garrett Gerloff), il titolo di rookie of the year (con Andrea Locatelli) e il mondiale supersport (con Dominique Aegerter), campo da gioco nel quale la “sorellina” R6 spadroneggia da anni, con 5 titoli consecutivi.
E la festa non finisce qua: Tarran Mackenzie ha conquistato il British Superbike, campionato tra i più difficili nelle derivate di serie, che mancava all'appello dal 2015, mentre dall'altra parte dell'oceano Jake Gagne ha vinto il MotoAmerica (il vecchio AMA Superbike).

Che piloti!
C'è da dire che, tanto nel campionato di MotoGP che in quello superbike, buona parte del merito va a chi ha guidato le moto di Iwata. Fabio Quartararo ha dominato la prima parte della stagione, sfruttando al meglio una M1 che soffre di una cronica carenza di cavalli e che, per quanto eccellente sul giro secco, in gara non ha le carte per rimontare gli avversari. Su Toprak Razgatlioglu c'è poco da aggiungere, oltre a quello che si è visto in pista: il ragazzo ha moltissimo talento, dote assolutamente necessaria per tenere dietro uno come Jonathan Rea.
Anche la linea verde cresce bene, soprattutto tra le derivate di serie, dove Andrea Locatelli ha portato a casa una solida quarta posizione in classifica, mentre Garrett Gerloff, pur non rendendo secondo le aspettative, ha velocità e ampi margini di miglioramento. In MotoGP invece, con Quartararo e Morbidelli, Yamaha ha un presente di altissimo livello e deve solo pensare a tenersi stretti i suoi piloti.

Sviluppo tecnico
La "sbornia" di successi non deve però fare dimenticare che Yamaha non è in una condizione di superiorità tecnica. In superbike, Kawasaki ha sofferto quest'anno pesanti limitazioni di giri motore, Ducati non ha trovato il giusto match con i propri piloti. In MotoGP, la distanza dalla Ducati Desmosedici – il vero riferimento della categoria- c'è e si vede, e se Marc Marquez tornerà anche solo quello del finale di stagione 2021, saranno dolori in pista anche nel confronto con Honda.

 



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