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L’altra metà di Moto Guzzi: quando l’aquila faceva il nido a Genova

Mandello del Lario è stata e continua ad essere la casa di Moto Guzzi, il luogo dove sono nate le moto, i motori e le grandi innovazioni tecniche. Ma alle origini dell’azienda c’è anche un’altra città, Genova, e soprattutto un’altra famiglia. È la metà della storia che oggi si ricorda meno: quella di Giorgio Parodi, aviatore e imprenditore che insieme a Carlo diede via al tutto

Due città, una sola Guzzi

Quando si parla della storia di Moto Guzzi, il pensiero corre inevitabilmente a Mandello del Lario. È lì che ancora oggi si riconosce l’identità della Casa, è lì che sono nate alcuni dei modelli più celebri del motociclismo italiano ed è lì che Carlo Guzzi sviluppò gran parte delle sue intuizioni tecniche. Ma la Guzzi delle origini aveva in realtà due città e due anime. Una era Mandello, dove si progettava e si costruiva, l’altra era Genova, dove viveva la famiglia Parodi e dove Giorgio, figlio dell’armatore Emanuele Vittorio, avrebbe fornito al progetto di Guzzi il sostegno economico e imprenditoriale necessario per trasformare un’idea in un’azienda. Inevitabilmente, la storia più conosciuta è quella di Carlo Guzzi, il tecnico che progettò la prima moto. Quella meno raccontata è invece quella di Giorgio Parodi, aviatore, imprenditore e personaggio dal carattere molto particolare. Fu lui a credere nel progetto dell’amico, a coinvolgere il padre nel finanziamento dell’impresa e a partecipare alla costruzione della società che nel 1921 avrebbe dato vita alla Moto Guzzi. Due uomini, due città, due ruoli diversi. 

L’incontro durante la guerra

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Giorgio Parodi nasce a Venezia alla fine dell’Ottocento, in una famiglia genovese legata al mondo dell’armatoria. Eppure, la sua vita prende presto una direzione quasi opposta: quella del volo. Durante la Prima guerra mondiale entra nel Servizio Aereo della Regia Marina. È qui che incontra Carlo Guzzi, che presta servizio come motorista, e Giovanni Ravelli, aviatore e appassionato di motociclismo. I tre - questa storia la conosciamo tutti - condividono la passione per la tecnica e iniziano a immaginare una moto tutta nuova, da costruire una volta terminato il conflitto. 
Guzzi è l’uomo capace di trasformare quell’idea in un progetto concreto. Parodi è invece quello che può contribuire a trovare le risorse per farlo decollare. Ravelli, che condivide con gli altri due la passione per i motori e per il volo, non arriverà però a vedere realizzato il progetto: l’11 agosto 1919 muore infatti durante un volo di collaudo. Il suo nome rimarrà comunque legato alla nascita della Casa e, secondo la ricostruzione ufficiale di Moto Guzzi, proprio in sua memoria verrà adottata l’aquila ad ali spiegate, simbolo degli Aviatori Navali, come emblema del marchio.

Moto Guzzi tra Genova e Mandello

Finita la guerra, Carlo Guzzi continua a lavorare alla moto progettata insieme ai due amici. Il progetto viene sostenuto da Giorgio Parodi, che coinvolge il padre Emanuele Vittorio, importante armatore genovese. Il passaggio decisivo arriva il 15 marzo 1921. A Genova, nello studio del notaio Paolo Cassanello di corso Aurelio Saffi, viene costituita la Società Anonima Moto Guzzi. I soci sono Emanuele Vittorio Parodi, suo figlio Giorgio e Carlo Guzzi. L’oggetto della società è la fabbricazione e vendita di motociclette e le attività collegate all’industria metalmeccanica. Non è un dettaglio secondario: la Moto Guzzi nasce ufficialmente a Genova, anche se il suo stabilimento è a Mandello del Lario. 
La distinzione tra le due città rimane anche nei primi anni dell’azienda. A Mandello c’è lo stabilimento dove vengono costruite le moto, a Genova gli uffici amministrativi e la direzione legati alla famiglia Parodi. Giorgio segue così l’attività dell’azienda dal capoluogo ligure, ma mantiene un rapporto molto diretto con la fabbrica e con le moto che vi si costruiscono.  

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Giorgio Parodi stringe la mano al pilota Stanley Woods, vittorioso nel TT 250 del 1935 su Moto Guzzi

Nei ricordi della figlia Marina Parodi, raccolti anni dopo, ci sono i viaggi verso il lago di Como e le prove delle diverse Guzzi. Storie che raccontano di un imprenditore che non considera la motocicletta soltanto un prodotto industriale, ma che la conosce, la guida e ne condivide la passione.

Un aviatore alla guida di una Casa motociclistica

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Per comprendere Giorgio Parodi bisogna però uscire per un momento dalla storia della Moto Guzzi. Così come per molti altri grandi protagonisti del motociclismo italiano e mondiale (uno a caso l'inarrivabile Corradino D’Ascanio), l’aviazione rimane una componente fondamentale della sua vita. Parodi si distingue come pilota e partecipa a diverse imprese, accumulando anche decorazioni al Valor Militare. L’Aeronautica Militare lo ricorda come un aviatore dalle notevoli qualità.  

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Un legame, quello con il volo, che si traduce in Guzzi nella maniacale e ben nota attenzione per l’aerodinamica. La storia della Casa prende infatti una direzione particolarmente innovativa proprio a Mandello, dove nel dopoguerra viene progettata una galleria del vento. La struttura viene inaugurata nel 1954 e diventa uno degli elementi più caratteristici dello stabilimento: è la prima galleria del vento costruita al mondo all’interno di un’azienda motociclistica.
 

Parlando di Guzzi e dei suoi grandi protagonisti: Il mitico Moretto, da garzone a meccanico fidato di Omobono Tenni

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Mihawk
Mar, 18/08/2026 - 12:33
Storia stupenda. Chissà cosa penserebbero oggi?