PROVATA DA VOI

Moto Guzzi California 1400 Touring 2013

Provata da:
Valutazione: 
4.7
"Sette di Nove" ovvero la Cali 1400 Touring di BeppeTitanium
  • Comfort: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Posizione di guida: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Tenuta di strada: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Finiture: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Consumo: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Prestazioni: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Cambio: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Freni: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Vano sottosella: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
  • Sospensioni: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
Perché l'ho comprata o provata:
Perchè la Moto Guzzi California è "LA MOTO" ... tutto il resto è ... noia
Com'è
Eccomi qui a bocce ferme per parlavi della California 1400 Touring “Sette di Nove”. Al primo sguardo ti ammalia, ti richiama alla storia della Moto Guzzi e ritrovi nelle linee tutto il bello, il vecchio e il nuovo, il già visto e l’inimmaginabile, insomma ti colpisce (duro) al cuore. Si vabbè tu sei un Californista e quindi sei di parte, ma questa ovvia osservazione, per Sette di Nove non vale, si perché questa moto colpisce duro anche chi, a questo tipo di moto, non degnerebbe anche uno sguardo. Ne ho incrociati diversi in occasione del Memorial Spadino, tra più di mille moto in attesa di recarci al Traforo, con una buone di orgoglio, la moto più “visitata” era proprio Sette di Nove, e che gusto, facendo sedere chi temerariamente mi chiedeva “posso?”, guardare le espressioni del viso, si proprio quelle espressioni da ebete che tutti conosciamo, si stampavano sul volto di chiunque. Non mi soffermo ad approfondire l’estetica, basta guardare anche i piccoli particolari, i riser del manubrio sono delle sculture degne di qualsiasi museo di arte moderna Bisogna partire dalla seduta in sella. L’uomo Vitruviano di Leonardo, “Celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, dimostra come esso possa essere armoniosamente inscritto nelle due figure "perfette" del cerchio e del quadrato” (cit. Wikipedia) ci starebbe benissimo, ma ci stanno bene tutti, alti, bassi e anche i più bassi di me, la posizione di guida sembra adattarsi a chi sale in sella, una magia!!! Tanto forte che, come citato da molti “se non ti puoi permettere ‘sta moto, NON provare a sederti!”.
Alla guida
Dopo la seduta è indispensabile parlare del motore, se non fosse perché non esiste un altro termine, è addirittura riduttivo chiamarlo motore. Giri la chiave, anzi prima togli l’antifurto, pulsantino rosso e “brum”, si lo so è solo un “brum”, la moto si scuote, ma non troppo, ti guardi vicino alle ginocchia e vedi che il motore vibra, ma molto di più della moto, potere del motore sospeso. Clak!! Orpo è una Guzzi a tutti gli effetti, la prima fa il classico rumore, godurioso per noi, insopportabile per i dentisti, lasci la frizione e via. La sensazione di peso (comunque molto inferiore al peso reale della moto anche da fermo) svanisce, si succede un po’ con tutte le moto, ma con Sette di Nove è un po’ diverso perché il motore sale svelto e basta superare i 2200-2400 giri che, oltre alla sensazione di annullamento del peso della moto, ecco che le vibrazioni si concentrano solo sul motore, la sella sembra appoggiata su un materasso ad acqua e tu … galleggi, cullato e coccolato, ma mantieni il perfetto controllo della moto. È sufficiente che sposti le chiappe leggermente verso destra e la moto … la moto capisce ce deve andare verso destra, così come a sinistra. Ma come mai?? Il frutto di un bilanciamento pressoché perfetto! L’inclemenza dell’inverno appena passato, mi ha consentito di testare ampiamente un’altra delle caratteristiche ipertecnologiche (e chi l’avrebbe detto una Guzzi che torna a essere piena di tecnologia, delle ultime tecnologie) la possibilità di scegliere tra tre diverse mappature di motore e, visto il tempo, ovviamente ho testato la mappatura “Pioggia”. Il motore rimane corposo, ma il calo di potenza si sente, e cresce la dolcezza dell’erogazione, se provi ad aprire troppo velocemente, lei capisce, non ti insulta perché ti vuole bene, ma ti fa fare (fa tutto lei) la cosa giusta per non scivolare. È una piacevole sensazione che ti da sicurezza e ti insegna un po’ di sana prudenza quando il fondo potrebbe farti brutti scherzi. Quando il fondo è adeguato si può tornare alla mappatura “Turismo”, ma un turismo in pieno stile California! E sappiamo bene che di turistico la Cali … beh non ve lo devo dire io!! In Sardegna ho provato anche la mappature “Veloce”, devo dire che in un primo momento incute un certo timore reverenziale, si perché quando l’ho inserita, sul dritto ho starnutito e il polso destro si è mosso leggermente, quasi impercettibilmente, ma, siccome lei capisce e sei sul “Veloce”, parte una spinta … inaspettata, un calcio nel sedere che ti sembra sollevarti da terra, e sotto il casco … sorridi. Non l’ho mantenuta a lungo perché le strade della Sardegna meritano rispetto, sapete quelle curve belle, ampie, da “folle abbandono”, quelle che fai oltre i 100 km/h e che, quando sei a metà, ti invitano a girare il gas, beh l’ho fatto e, grazie ancora alla superteconologia, in diversi casi sono stato letteralmente salvato dal controllo di trazione che mi ha impedito di fare un burnout a metà curva!! Il controllo di trazione, al momento l’ho lasciato inserito al massimo livello, è tarato talmente bene che riesce a sentire, tentando di inserirsi, anche una semplice buca o un piccolo dosso, facendoti l’occhiolino per tranquillizzarti. Argomento che troverà su 50 persone, 50 pareri diversi, è il sound. Non sono un fanatico del VRAMMM come Pandora, mi piace il suono del motore, con Sette di Nove l’esperienza è quasi mistica, quando si accende il motore, sussurra, ti ammalia come Ella Fitzgerald con la sua voce dolce, suadente e non invasiva, e continua a farlo fino ai 4000 giri, poi in una nemesi mistica, girando la manetta ecco che si inserisce con forza la voce di Mahalia Jackson, calda, corposa, cupa e graffiante … e allora non serve il VRAMM, perché il risultato per chi sta guidando è ancora più soddisfacente, estasiante, ti porta ad accelerare ancora di più, peccato che il limitatore ti obbliga a cambiare marcia, è un istante passare dai 4000 ai 7000 giri, ma che goduria!!!! Sembra incredibile la velocità con cui il motore prende giri, frutto di una coppia da vero e proprio transatlantico (dello spazio, come l’Enterprise, o la Vojager dove è apparsa Sette di Nove nella serie Star Trek). La frenata, sento la mancanza dell’integrale anche se la presenza dell’ABS forse lo rende incompatibile, certo che i Californisti sono abituati bene e il passaggio al doppio canale ABS con un singolo disco al posteriore e i due abbinati all’anteriore si fa sentire. Il posteriore è da capire, serve solo di blando rallentamento, l’anteriore è da modulare molto dolcemente perché è imperiosa e fa affondare le forcelle, certo che da un grande senso di sicurezza nel riuscire sempre e comunque a fermare il bestione pesante, ma non goffo, si ha quasi l’impressione che in caso di necessità con frenata potente si possa alzare il posteriore, tanto è l’effetto frenante. Questo non l’ho provato (e spero di non doverlo provare mai) ma la sensazione che dà è questa. La maneggevolezza: chi conosce o ha semplicemente provato un qualsiasi modello di California sa che la Cali è una moto che ti consente di fare cose inimmaginabili per una moto definita “Custom” o “Custom-Cruiser”, in realtà la Cali ti consente di fare “cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”. Sotto questo punto di vista la California 1400 è una California al 200% nonostante l’interasse allungato è sufficiente pensare alla curva, spostare leggermente le natiche e la moto va giù e segue la traiettoria con una docilità quasi sorprendente (il quasi è legato al mio essere Californista), forse tende ad allargare un po’, ma la correzione viene istintiva, tanto da non accorgersene neppure, forse chi mi visto in terra Sarda avrà notato delle traiettorie un po’ diverse da chi mi precedeva, ma in nessun caso mette in soggezione chi sta guidando. Infine la cosa che mi preoccupava un po’, cioè il capitolo consumi. In realtà dopo i primi giorni di sconforto più o meno apparente perché non controllavo chilometraggio e rifornimenti, per il Calincontro sardo mi sono messo di buzzo buono e ho fatto i compiti a casa. Dobbiamo anche fare “la tara” alle strade sarde e all’invito che danno a usare il gas in maniera … diciamo allegra. Il risultato è stato: 1408 km e 89 litri di benzina per un consumo pari a 15.82 km/l. Una piacevolissima sorpresa, nell’immenso tachimetro, ove trovano posto una sacco di informazioni più o meno utili (che me ne fraga della temperatura dell’aria se non ho la possibilità di tenere sotto controllo la temperatura dell’olio motore??), trovano posto anche le informazioni sul consumo istantaneo e sul consumo medio dall’ultimo azzeramento parziale del conta km, infatti leggendo l’indicazione di consumo medio al termine del Calincontro il risultato era di 6, 4 l.X100km cioè 15.625 km/l, molto, ma molto vicino alla realtà!! Vogliamo parlare dei difetti, anche se Motociclismo afferma “difetti: NESSUNO”? Quello noto e condiviso da molti: l’interruttore dei faretti supplementari, ma quello che meno mi piace, al di là della posizione insulsa, ma che vuole scimmiottare il mercato americano, sono le fattezze dell’interruttore assolutamente inguardabile e che da una sensazione che in caso di pioggia possa andare tutto in cortocircuito (poi non è vero perché ne ha già presa di acqua la mia Sette di Nove, ma l’impressione è quella). Il difetto nascosto invece, sempre riferito ai faretti, è che sono una delusione, non le fattezze perché sono molto belli con una caratteristica che scopri solo viaggiando, infatti se fai cadere lo sguardo verso i faretti ti trovi rispecchiato in esso e ti senti ancora di più il padrone del mondo, ciò che colpisce negativamente è il fascio di luce inconsistente e proprio da “antinebbia” che viene prodotto, ma non era meglio metterci dei faretti di profondità, certamente più utili ai viaggiatori notturni (come spesso capita a me di esserlo?). Possiamo chiudere con i difetti? No di certo, l’ultima “chicca” che mi viene in mente, e che in molti mi hanno già sentito dire, è che “la bellezza estetica di questa moto (che è innegabile), in realtà è la cosa più brutta che ha! Perché il bello è tutto il resto!”
La comprerei o ricomprerei?
Certamente!!!! anzi ad averne tanti (di soldi) mi prenderei come sfizio anche la "Custom" !!!!
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COMMENTI
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