PROVATA DA VOI

Triumph Bonneville 865 SE 2006

Provata da:
Valutazione: 
3.7
Purezza a due cilindri
  • Comfort: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Posizione di guida: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Tenuta di strada: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Finiture: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Consumo: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Prestazioni: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Cambio: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Freni: 
    2
    Average: 2 (1 vote)
  • Vano sottosella: 
    1
    Average: 1 (1 vote)
  • Sospensioni: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
Perché l'ho comprata o provata:
L'ho sempre amata per il suo stile unico e senza tempo che si sposa a comfort e piacere di guida.
Com'è
Una "moto vera", come disse il mio meccanico... Tanto metallo di qualità, zero plastica, finiture senza pecche, e semplicità tecnica. Strumentazione analogica, bicilindrico raffreddato ad aria e olio (ma alimentato ad iniezione elettronica), telaio a culla con doppio ammortizzatore posteriore e forcella tradizionale senza regolazioni, frizione a cavo, un disco anteriore e uno posteriore con pinze a 2 pistoncini. Insomma, nessuna concessione al superfluo, ma tanta semplicità, consistenza e robustezza. Questa versione SE monta però cerchi in lega da 17 che le danno un carattere completamente diverso rispetto alle Bonnie classiche, rendendola molto più agile.
Alla guida
La moto è compatta, ha un baricentro molto basso, si lascia manovrare facilmente anche "da fermo". La posizione in sella è molto confortevole, con schiena dritta e braccia leggermente piegate, le padane sono un filo arretrate ma non tanto da risultare scomode. La frizione è morbida e il cambio silenzioso e privo di impuntamenti. Il propulsore ha un'erogazione molto dolce e lineare, con una ripresa senza incertezze dai 2000 giri, che diventa una spinta piena e corposa dai 3500 fino ad oltre i 6500 giri. La dolcezza e prontezza di erogazione, la frizione morbida, il baricentro e la sella bassi, permettono alla moto di muoversi in città con agilità e facilità. Nei percorsi extraurbani ricchi di curve emerge invece la ciclistica neutra ed equilibrata di questa versione SE che, anche grazie ai nuovi cerchi da 17, permette di danzare da una curva all'altra in scioltezza, con gusto e sicurezza. Se si cerca una conduzione sportiva (oppure si è carichi di bagagli e passeggero) si trovano invece i limiti di questa moto: il telaio non si dimostra rigido a sufficienza per le condizioni limite, e altrettanto vale per i freni, che hanno un attacco dolce ed una potenza solo discreta. Anche l'appoggio offerto dai pneumatici di serie, piuttosto ridotto, invita alla prudenza in queste condizioni. In autostrada ci si può andare tranquillamente, il motore gira a riposo fino ai 120, e le vibrazioni sono inesistenti fino ai 140. Senza un cupolino si soffre, ovviamente, già oltre i 100 orari, ma montando un parabrezza (ottimo quello Summer di Triumph) il mototurismo, anche a medio raggio, è assolutamente alla sua portata; l'unico consiglio è di non esagerare col bagaglio, telaio e freni non gradiranno affatto. Infine i consumi: ottimi! Si sta sempre sui 20 al litro.
La comprerei o ricomprerei?
Sarò sempre innamorato di quella linea e di quella guida leggera e spensierata, ma le mie esigenze turistiche e sportive richiedono qualcosa di più. Forse la nuova Street Twin, con la maggiore stabilità offerta dall'anteriore da 18 pollici e dal posteriore da 150, e con la sicurezza dell'ABS potrebbe colmare queste lacune... forse!
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