PROVATA DA VOI

Royal Enfield Himalayan 2018

Provata da:
Valutazione: 
3.3
L’inarrestabile Indiana
  • Comfort: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Posizione di guida: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Tenuta di strada: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Finiture: 
    2
    Average: 2 (1 vote)
  • Consumo: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Prestazioni: 
    2
    Average: 2 (1 vote)
  • Cambio: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
  • Freni: 
    1
    Average: 1 (1 vote)
  • Vano sottosella: 
    2
    Average: 2 (1 vote)
  • Sospensioni: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
Perché l'ho comprata o provata:
Per lo stile spartano ed agguerrito, per la sua essenzialità ed estrema facilità di guida… ed anche per la sua economicità.
Com'è
La Royal Enfield Himalayan è una moto unica nel panorama motociclistico attuale. Una vera esploratrice slow ride, a suo agio in città, sul misto ma soprattuto dove l’asfalto è malmesso o si trasforma in sterrato. Finiture, materiali ed assemblaggio sono piuttosto “grossolani”, ma certamente a prova di maltrattamenti. La moto offre di serie ABS, cavalletto centrale e laterale, portapacchi in acciaio con maniglie integrate, paracoppa in alluminio, trip computer. La sella ha un’altezza di soli 80cm nonostante sospensioni con 200mm di corsa.
Alla guida
Tra le mura urbane fa valere le dimensioni compatte, la sella bassa, la frizione morbida, le sospensioni che incassano di tutto senza fatica, ed anche il suo docile monocilindrico ricco di coppia ai bassi regimi. Fuori città, tra le curve, si dimostra insospettabilmente piacevole, grazie ad un equilibrio ciclistico invidiabile, offerto dal telaio monoculla in acciaio realizzato da Harris Performance e da sospensioni certamente semplici ed economiche, ma molto ben tarate per offrire un azzeccato compromesso tra assorbimento delle asperità e stabilità di marcia. Richiede una guida rotonda e fluida, assecondando la velocità di inserimento offerta dal 21 anteriore, senza forzare. Così facendo si riesce a prendere un buon ritmo e danzare tra le curve speditamente e con gusto. Il suo motore sembra arrivare direttamente dal passato. Un monocilindrico a corsa lunga, con due valvole e raffreddamento ad aria/olio, che offre una potenza ridotta di soli 24cv, ma caratterizzato da una coppia di 32nm offerta a basso regime. È proprio questa a rendere il motore piacevole. L’accelerazione è sempre modesta ma corposa, ed anche in montagna con passeggero il motore spinge, sornione ma infaticabile. Note positive arrivano anche dalla fluidità di marcia, dalla regolarità d’erogazione, dall’assenza di vibrazioni e di calore (anche in estate!), e soprattutto dai consumi sempre irrisori. Fuori dall’asfalto poi, si gode di un mezzo che sorprende per la facilità con cui affronta i terreni più malmessi, piacevole da condurre in piedi sulle pedane, ad andatura sciolta. Merito innegabile delle doti di polivalenza del mezzo, va dato ai pneumatici Pirelli MT60, che offrono buon feeling sia su strada che su sterrato. Inutile poi negare che chi possiede un’Himalayan lo fa anche per il suo stile, unico e inconfondibile, spartano e rude, che riporta ai tempi del motociclismo eroico, e permette di viaggiare anche con la mente a moto ferma. Ma i detrattori che la considerano una moto per squattrinati che impone tante rinunce, sappiano che è in grado di offrire una concretezza sorprendente. Tutto rose dunque? Non proprio… Unico terreno in cui la moto non può esprimersi al meglio è l’autostrada. La ridotta cavalleria a disposizione non permette di mantenere velocità di crociera superiori ai 110km/h… davvero pochini per affrontare lunghe trasferte. Ed è un vero peccato, perché la triangolazione sella/pedane, l’imbottitura soffice il giusto, e l’efficace protezione offerta dal cupolino, permettono un comfort autostradale più che buono. La ridotta cavalleria, in verità, limita un po’ anche il divertimento su strada nei momenti in cui si sente voglia di un po’ di sana grinta… Note poco lusinghiere arrivano anche dall’impianto frenante. Con un uso “deciso” delle leve, avvalendosi della vigilanza dell’ABS, si riesce anche a frenare decentemente… ma in caso di fondo viscido o sporco, l’ABS allunga pericolosamente gli spazi d’arresto… lo stesso accade in caso di frenate “d’emergenza”… consigliando quindi una guida sempre molto attenta, e possibilmente frenate anticipate. Insomma, l’Himalayan va vissuta come piace a lei: in esplorazione mid-slow, su statali e fuori strada… gustando pienamente l’esperienza di guida ed il mondo che si attraversa. Con comfort, facilità di guida, e zero stress. Davvero un bel modo di stare in sella.
La comprerei o ricomprerei?
La ricomprerei come seconda moto, per fare fuoristrada la domenica e per l’uso utilitario. Ma per viaggiare ci vuole qualche cavallino in più
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