PROVATA DA VOI

Moto Guzzi V7 III Stone 2017

Provata da:
Valutazione: 
3.7
Aquila Nera
  • Comfort: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
  • Posizione di guida: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Tenuta di strada: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Finiture: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Consumo: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Prestazioni: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Cambio: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Freni: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Vano sottosella: 
    1
    Average: 1 (1 vote)
  • Sospensioni: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
Perché l'ho comprata o provata:
L’ho provata per valutarne l’acquisto
Com'è
Sono stato sul punto di comprarla, stregato dalla sua linea, ma anche attirato dalla personalità del marchio e dalla semplicità di utilizzo da "piccola" moto. Ad un primo sguardo la moto si presenta fatta piuttosto bene, con una buona sensazione di qualità percepita. L'occhio attento però nota particolari di poco pregio, come leve freno e frizione, blocchetti elettrici, rivestimento sella... La verniciatura nero opaco è invece splendidamente eseguita e gli assemblaggi non danno origine a scricchiolii, nonostante le caratteristiche vibrazioni del V2 trasversale.
Alla guida
In sella si nota una posizione di guida caratteristica, che porta il busto a doversi protendere appena in avanti per agguantare il manubrio. Una postura leggermente sportiveggiante, senza però alcun carico sui polsi, che non mi convince; Preferirei una postura totalmente eretta, più comoda quando il tragitto si allunga. Le pedane sono un filo arretrate e rialzate, ma le ho trovate comunque piacevolmente posizionate. La sella ha dimensioni corrette ma un'imbottitura un po troppo cedevole, che in qualche occasione fa sentire la plastica della base, soprattutto per colpa degli ammortizzatori posteriori, ancora insufficienti nell'assorbimento delle asperità più pronunciate ed inclini al fondocorsa già col solo pilota. Maluccio. La frizione è morbidissima e il cambio rapido e piacevole anche se non precisissimo negli innesti. La ciclistica è un compromesso gustoso tra agilità e stabilità e i freni non peccano di potenza se strizzati bene. Il motore ha una bella personalità, con un'erogazione fluida ed elastica e tanta coppia ai medi regimi. Se messo alla frusta non brilla per accelerazione pura, ma da comunque tanto gusto. Altro capitolo dolente: le vibrazioni. Il motore regala i tipici scuotimenti trasversali dei V2 di Mandello e questo non dispiace affatto, è pura personalità, ma le vibrazioni di bassa frequenza al manubrio sono sempre presenti e spalancando il gas diventano un po fastidiose. A velocità elevata e costante poi, dai 100 in su, le mani cominciano a formicolare già dopo poche decine di km. In definitiva una moto fascinosa, piacevole e divertente nel breve diporto, con una spiccata personalità sonora ed estetica. Ma le vibrazioni, la posizione di guida, e soprattutto la rigidità del posteriore, non fanno venire certo voglia di macinare chilometri o di rimanere in sella un po più a lungo a godersi quella meraviglia di motore e la sana ciclistica. Peccato.
La comprerei o ricomprerei?
Non l’ho comprata perché i difetti di cui ho parlato ne limitano l’utilizzo turistico. Ho scelto una Triumph Street Twin, simile nella postura, ma che non vibra ed ha un posteriore più confortevole.
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