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MotoGP - Tensioni in Medio Oriente, Yamaha salta il Qatar

La casa giapponese salterà la trasferta di questa settimana, la MotoGP valuta sanzioni. Con i forfait di Alex Marquez e Joan Mir, aumentano le possibilità di Martin di andare a punti

C'è un mezzo terremoto in corso in MotoGP, dove metà della griglia non voleva andare in Qatar per i rischi legati al conflitto in Medio Oriente e le defezioni, a conti fatti, effettivamente non mancano. La più importante è quella di Yamaha, che non prenderà parte al gran premio, in programma il prossimo fine settimana sul circuito di Lusail.

Una scelta aziendale

La decisione del costruttore giapponese è legata alle policy interne sulle aree a rischio. “A seguito dell'ultima valutazione della situazione in Medio Oriente, Yamaha non ha individuato motivi sufficienti per modificare le restrizioni di viaggio attualmente in vigore per tutta l'azienda - si legge nella nota diffusa dal costruttore-. Di conseguenza, Yamaha ha informato il gruppo MotoGP della sua decisione di non partecipare al Gran Premio del Qatar del 2026”. Una scelta che comporterà la l'assenza di tutte e quattro le moto del marchio sulla griglia di partenza di Lusail. Anche perché, pure se Pramac avesse voluto partecipare, servirebbe il personale di Iwata per farle funzionare.

La reazione di Liberty Media

La presa di posizione di Yamaha ha provocato la reazione della MotoGP, che ha espresso apertamente la propria insoddisfazione per la decisione. Il campionato, organizzato dagli americani di Liberty Media, ha contestato la necessità di rinunciare alla partecipazione all'appuntamento in Qatar. “MotoGP è delusa dalla decisione di Yamaha di non partecipare al Gran Premio del Qatar. Pur riconoscendo che il team è soggetto a una più ampia politica aziendale che limita i viaggi in Medio Oriente, non riteniamo che questa decisione rispecchi le ampie garanzie fornite a tutte le parti coinvolte nel campionato. Dopo avere consultato lo Stato del Qatar, il Lusail International Circuit, consulenti indipendenti per la sicurezza e aver portato avanti il proprio processo di valutazione dei rischi, MotoGP non ha ricevuto alcuna informazione che giustifichi una modifica degli attuali piani per l'evento”.

La MotoGP ha inoltre ricordato che la decisione di Yamaha non comporta soltanto implicazioni contrattuali rispetto agli accordi sottoscritti con il campionato e con IRTA. "La mancata partecipazione del costruttore comporta anche conseguenze sul piano sportivo”. Eventuali provvedimenti saranno al vaglio della Federazione internazionale, anche se non sembra essere nell'interesse delle parti un ulteriore inasprimento delle tensioni.

Il campionato di Martin

Marc Marquez è ormai lanciatissimo verso il titolo, ma la matematica dà ancora qualche speranza a Jorge Martin, che da questa situazione potrebbe trarre vantaggio. Considerando l'assenza delle quattro Yamaha, della Ducati Gresini di Alex Marquez (che si opera) e della Honda di Joan Mir (alle prese con problemi di salute), le moto in griglia dovrebbero scendere a 16, sempre che anche Raul Fernandez riesca a rientrare. 

Insomma, se solo Jorge riuscisse a portare a termine la gara, riuscirebbe a conquistare qualche punto. Certo, le sue condizioni fisiche sono ben lontane dall'essere buone, ma con tutte queste assenze l'incentivo non è da poco.

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