MotoGP, in Qatar il primo match point mondiale per Marquez
Il pilota spagnolo può celebrare il decimo titolo iridato già a Lusail, per Martin sarà difficile andare a punti, nonostante la defezione di Yamaha. Attenzione ad Acosta, che proverà a mettere i bastoni tra le ruote al #93
La MotoGP va in Qatar e questa è già una notizia, dopo il tira-molla tra Liberty Media e i piloti, con i team a metà del guado. Si correrà e questo significa che Marc Marquez avrà una ghiotta occasione per laurearsi campione già a Lusail.
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Al weekend, posticipato di 7 mesi per una difficile situazione geopolitica in Medio Oriente ben lontana dal risolversi, non prenderà parte Yamaha, né col team ufficiale né con Pramac. I motivi sono riassunti in una nota di Iwata, che comunica una rinuncia legata a policy aziendale. La trasferta è considerata a rischio e i giapponesi non si sono fatti problemi nel saltare un weekend che - anche sotto il profilo squisitamente sportivo- ha ben poco da offrire a Quartararo e compagni.
Gli altri team saranno presenti, anche se qualche defezione c'è. Alex Marquez ha deciso di operarsi alla spalla (sarà sostituito da Lecuona), Joan Mir soffre di una sindrome da stanchezza cronica associata a vertigini e malessere diffuso (al suo posto Jake Dixon). Raul Fernandez parteciperà? Al momento non è sicuro. In tutto questo, Jorge Martin ha l'occasione di raccogliere qualche punto buono a guastare la festa a Marc Marquez.
Che numeri
Marc Marquez, ha 44 punti di margine su Martin e 67 su Bezzecchi, il che significa che si ritrova con il primo match point per il titolo: dovrà guadagnare 30 punti su Jorge e 8 sul Bez. La missione è tutt'altro che impossibile: Ducati ha vinto in Qatar negli ultimi 4 anni con 4 piloti diversi e l'anno scorso Marc ha avuto vita facile. È del tutto probabile che possa puntare a vincere sia sabato che domenica, anche perché la concorrenza sembra avere le armi spuntate. Un doppio successo vale 37 punti, il che vorrebbe dire che Jorge deve riuscire a raccogliere almeno 8 punti. Facile? Difficile? Il weekend di Martin si prospetta complicato.
La sfida
Lo scorso weekend, Jorge ha fatto fatica a mettere insieme una giornata di prove e sette giorni in più non possono fare un miracolo. Una frattura si salda o non si salda, il radio è rotto e correre nelle sue condizioni è un calvario. Certo, la prospettiva di punti "facili" la domenica invoglia, ma tra portare la moto al traguardo e riuscirci con una prestazione decente ce ne passa.
Il pilota Aprilia dovrebbe conquistare 8 punti, che corrispondono a un ottavo posto domenicale. E se anche le moto sulla griglia saranno appena 18 e almeno un paio di ritiri si possono mettere in conto, significherebbe arrivare fuori dalla top10 comunque di un bel po'.
Ci vorrebbe qualcuno in grado di battere Marquez e allora le possibilità di Martin potrebbero aumentare. Pedro Acosta rimane l'indiziato numero uno. Il Qatar è tradizionalmente una pista buona per le KTM e - almeno il sabato- una RC16 nelle mani di Pedro Pe potrebbe valere un successo nella Sprint. Chiaro, siamo a giocare sul filo dei punti e comunque la sostanza non cambia. Se non sarà il Qatar, sarà Portimao a decretare la vittoria di Marquez nel mondiale.
Hot spot
1068 metri: è la lunghezza del rettilineo del Qatar, una rampa di lancio per fare volare le Ducati, nella massima espressione della loro potenza. In passato, prima che le appendici alari diventassero così importanti, la Desmosedici è arrivata a toccare i 362.4 chilometri orari.
Da quel momento in poi le top speed sono leggermente calate e per andare forte sul rettilineo di partenza conta molto anche la percorrenza dell'ultima curva. Diciamo che non sono solo cavalli, ma un buon mix di potenza e accelerazione legata alla gestione dell'elettronica e della gomma a fare la differenza. Per chi vorrà battere Marquez, sarà cruciale trovare un buon set up, cercare di tenere la scia e puntare su una staccata a vita persa alla curva 1. Sarà l'unica arma per riuscire ad avere la meglio sullo spagnolo, e potrebbe non bastare.