MotoGP 2019, quasi tutti i numeri sono di Marquez

MotoGP news – La stagione appena disputata è stata quasi perfetta per Marc Marquez, che è caduto solo una volta in gara e per il resto è sempre andato a podio. Ecco quali sono tutti i numeri dell’anno, la maggior parte di questi portano il suo nome, tranne uno...

MotoGP 2019, quasi tutti i numeri sono di Marquez
Il 2019 in numeri
Alla sua settima stagione in MotoGP Marc Marquez ha conquistato il suo sesto titolo della classe regina, l’ottavo in carriera, firmando il record di precocità, con 26 anni e 231 giorni. Basterebbe questo per far capire che in questo momento è lui il re della MotoGP, ma nella scorsa stagione ci sono altri dati statistici che lo confermano. Partiamo dalle vittorie: ne ha firmate ben 12, sulle 19 gare, doppiando quasi tutte le altre che sono state da Andrea Dovizioso (due), Alex Rins (due), Danilo Petrucci (una) e Maverick Vinales (due). A parte la caduta di Austin, se non ha vinto Marquez ha sempre tagliato il traguardo in seconda posizione e nel 2019 ha così ottenuto un totale di 18 podi. Il secondo in questa speciale classifica è Dovizioso, fermo solo a quota nove, seguito poi da : Viñales (7), Fabio Quartararo (7), Jack Miller (5), Petrucci (3), Rins (3), Cal Crutchlow (3) e Valentino Rossi (2).
Anche nel giro secco Marquez è un maestro, e infatti sono 10 quest’anno le sue pole position, contro le sei del fenomeno Quartararo e le tre di Vinales. Anche nei giri veloci in gara Marquez primeggia e dietro di sé fa il vuoto: dodici giri veloci sono il suo bottino contro i due di Quartararo e gli altri di Miller, Rins, Dovizioso, Viñales e Rossi, uno a testa.
In gara il protagonista è stato spesso Marquez, che ha percorso 264 giri al comando. Numero davvero importante se si considera che sono solo 73 quelli percorsi da Quartarao, 49 quelli di Vinales e 33 quelli di Dovizioso.
L’unica classifica in cui Marquez non primeggia è quella delle cadute. Qui è Johann Zarco a occupare il primo posto, con 17 cadute, seguito da Jack Miller a quota 15 e poi da Marquez e Francesco Bagnaia a quota 14.


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