MotoGP 2018, intervista esclusiva Dovizioso: “Con Ducati per vincere il titolo mondiale”

MotoGP news – Andrea Dovizioso è in una forma fisica strepitosa e ha iniziato nel migliore dei modi la seconda parte di stagione, con una bella vittoria a Brno. In occasione del Gran Premio d'Austria abbiamo potuto fare una chiacchierata con lui e ci ha raccontato come vive la pressione in pista, cosa ne pensa della lotta al titolo e quali somiglianze vede con il suo prossimo compagno di squadra Danilo Petrucci

MotoGP 2018, intervista esclusiva Dovizioso: “Con Ducati per vincere il titolo mondiale”
"Nel posto giusto al momento giusto"
Dopo due settimane di pausa, l'azione del Motomondiale ha ripreso per la seconda metà stagionale e Andrea Dovizioso ha mostrato fin da subito un ottimo feeling con la sua Ducati, andando a vincere sul circuito della Repubblica Ceca. Proprio in occasione della tappa successiva, il Gran Premio d'Austria, la nostra Serena Zunino ha potuto intervistarlo e il "Dovi" ha raccontato le sue sensazioni in vista dell'undicesimo GP stagionale, ha parlato della lotta al titolo e del suo rapporto con Ducati.

Come arrivi qui dopo la straordinaria prestazione di Brno?
Già di base, quando vai su una pista dove il tuo stile tecnicamente si adatta, questo aiuta. Arrivandoci poi da una vittoria come Brno, logicamente parti tranquillo, sereno e consapevole di quello che puoi fare. Come sempre accade, sono uno che non si fa trasportare tanto dalle emozioni. So benissimo quanto potrà essere difficile vincere qui, per tanti motivi: la competitività di Jorge, mi aspetto le Honda e le Yamaha molto forti. Credo che quest’anno in più piloti potranno gocarsela, tutti hanno aumentato la potenza, tutti hanno montato le ali. Su un circuito così corto tutto si raggruppa.

Non senti il peso delle aspettative?
Questo peso ce l’ho dall’anno scorso, non ne ho di più quest’anno. A differenza di come viene commentato il tutto dai giornalisti, ci sono piloti che vivono le cose in un modo amplificato in positivo o in negativo. Nell’eventualità che io non vinca questa gara qui, verrò massacrato, ma molto probabilmente non mi farà l’effetto che pensano quelli che scrivono per mestiere, come non mi faceva effetto  sentire o leggere degli articoli pre-Brno come se la mia fosse una stagione disastrosa. Secondo me c’è un po’ di superficialità nel commentare certe cose. Perché devo dare importanza a un commento non tanto positivo, quando non è stato visto nell’insieme? Sto vivendo serenamente un po’ tutto. Innanzitutto non leggo tantissimo in generale perché c’è tanto in giro e non mi interessa molto. Mi godo e vivo tutto quello che posso godermi al meglio, consapevole di quello che voglio ottenere, di quello che voglio fare. Tutto l’iperpositivo e il negativo lo metto sempre da parte, non vivo di quella roba.

Quest’anno in particolare hai iniziato l’anno con i riflettori già puntati su di te. Come hai gestito questo aspetto?
Benissimo. Purtroppo erano troppi anni che non mi giocavo dei campionati e la gente si era abituata a considerarmi come un quarto, un quinto, un sesto pilota, ma la mai vita e la mia carriera non è mai stata così, è sempre stata in lotta per vincere. Da quando ho 6 anni, fino ad adesso. Di conseguenza mi sento a mio agio in questa situazione, ad avere la pressione del campionato addosso.

Ho sentito che in un’intervista hai detto che per tanti anni ti sei sentito incompreso. Adesso cos’è cambiato?
È cambiato l’aver capito un po’ di più come ha senso rapportarsi con le persone, come ha senso vivere su certe piccole cose e questo di conseguenza si è riversato sui risultati. Questo mi ha aiutato a gestirmi meglio in alcuni aspetti della vita, e di conseguenza sono arrivati risultati migliori di prima, e per noi, che eravamo già vicini a vincere, è bastato poco.

Pensando al titolo, chi vincerà quest’anno?
L’effetto gomme ha un’influenza importantissima, più che la moto. Si tratta tanto del modo di guidare, oltre che alla moto. C’è quindi un continuo lavoro nei piccoli dettagli perché alla fine della gara fanno la differenza. Purtroppo, parlando di questo campionato, ci troviamo in questa situazione che è un po’ brutta perché Marquez, il più forte in questo momento, ha margine. In alcune gare non è mai stato battuto e quindi non è facile batterlo, dove invece non è tanto competitivo normalmente fa il podio. Di conseguenza è un po’ difficile pensare al campionato in questo momento, non siamo focalizzati su questo.

Uno degli appuntamenti cruciali della lotta al titolo dello scorso anno è stato il Gran Premio d’Australia. Avete preso delle contromisure o studiato qualcosa che vi possa aiutare?
È una questione di caratteristiche di moto e bisogna cercare di limare. Secondo me quest’anno abbiamo fatto uno step, non abbiamo cambiato il nostro dna. Non puoi pensare di arrivare a Phillip Island e vincere, però secondo me siamo più forti dappertutto, credo lo saremo anche lì.

Quest’anno condividi il box con Jorge Lorenzo, dal prossimo anno ci sarà Danilo Petrucci. Quali pensi siano le differenze principali tra i due?
Credo che dentro il box ci potrà essere più collaborazione. Non c’è questa necessità nel mondo della MotoGP di oggi, le squadre sono strutturate con tante persone e si lavora con i dati aperti, però se c’è è meglio. Questa è una cosa che potrà esserci il prossimo anno ed è una cosa che è difficile averla con tutti. Questo può aiutare. Anche la mentalità di Danilo secondo me può essere produttiva per lui e anche per me, secondo me, avendo oltretutto uno stile di guida simile, si potrà lavorare bene insieme fuori e dentro la pista.

Dal punto di vista umano invece?
Una cosa su cui siamo abbastanza simili è l’umiltà. Siamo molto tranquilli, siamo abbastanza autonomi e non abbiamo persone intorno che ci viziano, che sono state pagate per avere un certo tipo di ruolo. Normalmente le persone che ci circondano sono amici, pari livello e si fanno le cose insieme.

Continua la tua storia d’amore con la Ducati, sei sempre più un pilota Ducati a tutti gli effetti
Mi sento nel posto giusto al momento giusto. Sono arrivato in una situazione disastrosa e insieme, piano piano, soffrendo, siamo riusciti a tornare dove volevamo tornare. Quindi avere davanti altri due anni oltre a questo è qualcosa di importante per cercare di ottenere quel risultato che entrambi vogliamo ottenere.

Hai sentito la passione al WDW?
Tantissima!! Al WDW è un problema vivere, non tanto sentire quella sensazione. La gente è veramente… tanto calda!

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