MotoGP 2018, intervista a Capirossi: “Ducati ha lasciato un segno forte nella mia carriera”

MotoGP news – Alla vigilia del Gran Premio di Catalunya abbiamo fatto due chiacchiere con Loris Capirossi, che ci ha raccontato la sua esperienza in Ducati, ha parlato degli ultimi movimenti di mercato che hanno visto Jorge Lorenzo e Ducati protagonisti e ha commentato il campionato in corso

MotoGP 2018, intervista a Capirossi: “Ducati ha lasciato un segno forte nella mia carriera”
La sfida Ducati di Capirex
In questo momento in cui Ducati è tornata alla vittoria con Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso continua a essere competitivo con la sua Desmosedici GP la nostra Serena Zunino ha intervistato Lori Capirossi che ha raccontato la sua esperienza con la casa di Borgo Panigale. Proprio in questi giorni, infatti, per la precisione il 15 giugno, cade l’anniversario della sua prima vittoria con la “rossa” avvenuta nel 2003 sulla pista della Catalunya e “Capirex” ha commentato le ultime decisioni di mercato che hanno reso ancora più chiara la griglia di partenza del prossimo anno.

Com è stato il tuo passaggio in Ducati?
La mia storia con Ducati è iniziata a metà del 2002, dopo che la casa costruttrice ha annunciato al Mugello l’ingresso in MotoGP, presentando il progetto e la moto. Successivamente hanno iniziato a contattare vari top rider per capire chi era interessato, hanno parlato tra gli altri con me e con Biaggi. Ducati aveva sicuramente tanta esperienza sul bicilindrico, ma non ne aveva sui quattro cilindri che appunto presentarono. Tutti erano un po’ scettici nell’accettare. Quando sono andato nel loro Reparto Corse per il primo incontro, mi è piaciuto subito l’ambiente, il progetto e l’idea che avevano nell’evoluzione del progetto e quindi accettai. Era una sfida perché nessuno l’aveva mai vista in pista, non aveva ancora girato, quindi era tutto nuovo. Alla fine poi ha pagato la scelta, dopo la sofferenza iniziale la moto si è dimostrata competitiva.

Quale aspettative avevi?
Soprattutto di poter lavorare con una squadra ufficiale, di poter essere parte integrante dello sviluppo della moto. Ero insieme a Troy (Bayliss, ndr) che non aveva esperienza in MotoGP, io avevo carta bianca sullo sviluppo, quindi ho lavorato insieme a loro per farla crescere.

Come potresti descrivere la tua esperienza in Ducati?
È stata un’esperienza che mi ha portato molto. Poter lavorare direttamente con una casa ufficiale è stato bello e interessante. Sono stati anni profondi nella mia carriera. Ducati è stata la marca che sicuramente mi ha lasciato un segno più forte.

Parlando dei giorni nostri, te l’aspettavi la rinascita di Lorenzo?
Con un pilota del calibro di Lorenzo nessuno ha mai messo in dubbio il suo talento. Secondo me ha faticato un pochino nel trovare realmente il feeling con la Ducati. È una moto particolare, diversa probabilmente dalle giapponesi che Jorge aveva guidato da tutta la vita. Lui è forte, al Mugello ha trovato il feeling che gli serviva ed è stato vincente. Penso che lo vedremo competitivo anche in altre gare, non è stato sporadico il risultato del Mugello.

Come commenti il divorzio tra lui e Ducati?
Senza dubbio Ducati ha ingaggiato Lorenzo pensando di vincere tutto e subito. Non è andata così. Lui ha faticato un po’ di più e ora che forse ha trovato la quadra giusta non è più nel futuro Ducati. Sono cose che succedono, le corse sono fatte così. I piloti cambiano e questo è successo a Lorenzo.

Pensi che sia stato un errore di valutazione di Ducati?
No, assolutamente. Non voglio esprimere un giudizio nelle scelte di Ducati. Sono scelte che hanno discusso e fatto all’interno dell’azienda e se hanno fatto questo è perché ritenevano che fosse giusto.

Dall’altra parte del box c’è invece Dovizioso che punterà al titolo iridato.
L’anno scorso Andrea ha fatto un passo avanti incredibile. È stato in gioco per il mondiale fino all’ultima gara di Valencia. È maturato, è velocissimo con la Ducati e secondo me sarà di nuovo in lotta. Quest’anno, a parte un po’ di sfortuna o qualche errore, è lì davanti sempre tra i migliori. Il “Dovi” sarà un nuovo pretendente anche quest’anno.

Facciamo un quadro generale del campionato quest’anno?
Valentino Rossi sta stupendo sempre di più, all’età che ha è sempre protagonista ed è velocissimo, anche se la Yamaha forse non è la moto migliore del gruppo in questo momento. Lui lo troveremo in lotta fino alla fine. Vinales fa molta fatica nella prima parte di gara e poi è molto veloce nella seconda. Marquez è l’uomo da battere, il campione del mondo in carica e penso che sia senza dubbio uno dei piloti più forti. Quest’anno batterlo non sarà facile, ma c’è anche Dovizioso che sta andando molto bene con la Ducati, quindi il campionato è ancora molto lungo. I protagonisti saranno sempre quelli, con l’aggiunta di Lorenzo, che se continua con la fiducia che ha trovato al Mugello…

Ti ha stupito l’ingaggio di Lorenzo da parte di Honda?
È stata una sorpresa un po’ per tutti. Sono stati molto bravi tutti a tenere nascosta la notizia e a farla saltare fuori nel momento giusto. Sarà una bella coppia per Honda, sono due super rider questo è chiaro! Quando ci sono due grandi campioni nella stessa squadra, come con Valentino e Vinales in questo momento, ognuno poi farà la sua strada. Non devono andare a cena insieme! (ride)

Infine come commenti la situazione di Pedrosa?
Sono tifoso di Dani perché è un grande pilota. Non è mai riuscito a vincere un titolo in MotoGP, è stato un pilota Honda tutta la vita, dal 2006 ad oggi. Ha avuto la sua opportunità, e ora bisognerà capire cosa farà in futuro. Se deciderà di smettere sarà una scelta forte, tanto di cappello. 

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