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Flop Toprak Razgatlioglu, da fuoriclasse in SBK a ultimo della MotoGP

Tre titoli mondiali in Superbike, uno stile di guida spettacolare e aspettative altissime. Eppure, l'esordio di Toprak Razgatlioglu in MotoGP si sta rivelando decisamente più complicato del previsto. Colpa di una Yamaha poco competitiva o di un’incapacità di adattarsi alla nuova categoria? 

Un debutto ben lontano dalle aspettative

Il passaggio di Toprak Razgatlioglu dalla Superbike alla MotoGP era stato accolto con grande entusiasmo. Dopo aver conquistato tre titoli mondiali, prima con Yamaha e poi con BMW, il pilota turco sembrava pronto a mettere il proprio talento alla prova anche nella classe regina. Del resto, le sue spettacolari staccate e la capacità di portare al limite moto anche inferiori alla concorrenza avevano alimentato aspettative piuttosto elevate. A poche gare dalla conclusione del campionato, però, il bilancio è decisamente meno entusiasmante. Razgatlioglu occupa la 21ª posizione nella classifica generale con appena 18 punti, risultando ultimo dei quattro piloti Yamaha titolari. Il suo miglior risultato resta l'11° posto ottenuto nel GP d'Ungheria, mentre nelle altre gare è riuscito soltanto sporadicamente ad avvicinarsi alla zona punti. 
Una situazione difficile da digerire per un pilota abituato a dominare, ma che in parte era stata annunciata già durante i test invernali. Come avevamo raccontato a febbraio, il turco aveva incontrato non poche difficoltà nell'adattare il proprio stile di guida alle caratteristiche della MotoGP.

La Yamaha non aiuta

Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto l'adattamento. La nuova Yamaha M1 con motore V4 si sta dimostrando poco competitiva, tanto che le difficoltà coinvolgono anche gli altri piloti della Casa di Iwata, a cominciare dal ben più esperto Fabio Quartararo. Uno degli aspetti più critici è la mancanza di aderenza al posteriore, problema sul quale Razgatlioglu si è soffermato più volte e che è emerso in maniera particolarmente evidente durante il Gran Premio d'Austria. Sul circuito di Spielberg il turco ha chiuso ventesimo, a oltre 46 secondi dal vincitore Pedro Acosta, denunciando una preoccupante mancanza di trazione fin dai primi giri, quando gli pneumatici erano ancora nuovi. Una situazione che lo ha portato addirittura a considerare il ritiro: "A volte penso anche di tornare ai box, ma continuo a guidare per rispetto verso Yamaha", ha ammesso il pilota, spiegando di non riuscire più a divertirsi in sella alla propria moto. Parole pesanti, soprattutto se pronunciate da un campione che ha costruito gran parte della propria carriera sulla capacità di sfruttare al massimo l'aderenza disponibile. In Superbike, infatti, Toprak era abituato a utilizzare il pneumatico posteriore anche per far ruotare la moto in uscita di curva, una tecnica che con le Michelin della MotoGP richiede un approccio completamente differente.

Anche la spalla complica il finale di stagione

Come se non bastasse, a complicare ulteriormente la situazione è arrivato l'infortunio durante il recente Gran Premio d'Indonesia. Nelle prove libere di Mandalika, Razgatlioglu è stato protagonista di una violenta caduta che gli ha provocato la lussazione della spalla destra. Nonostante l'incidente, il turco è riuscito a partecipare alle qualifiche e alla Sprint, ma nella gara domenicale ha dovuto ritirarsi dopo appena otto giri, a causa della progressiva perdita di forza nel braccio. Il pilota ha annunciato ulteriori accertamenti medici per valutare l'entità della lesione, dichiarando di sperare di poter evitare un intervento chirurgico.

Il 2027 potrebbe cambiare tutto. Oppure no

La speranza, tanto per Razgatlioglu quanto per Yamaha, è che il nuovo regolamento MotoGP del 2027 possa rimescolare le carte. Il passaggio dai motori di 1.000 cm³ a quelli di 850 cm³, la riduzione dell'aerodinamica e soprattutto l'arrivo delle gomme Pirelli al posto delle Michelin potrebbero modificare profondamente il comportamento delle moto. Una rivoluzione della quale abbiamo già visto i primi assaggi nei test di Brno, ai quali ha partecipato anche Razgatlioglu che proprio con i Pirelli ha maturato una lunga esperienza in Superbike, anche se quelli destinati alla MotoGP saranno prodotti differenti e richiederanno comunque un nuovo adattamento. 
Resta poi l'incognita Yamaha: il cambio di regolamento rappresenterà un'opportunità per recuperare terreno, ma non garantisce certo che la futura M1 sarà più competitiva dell’attuale. Per Toprak, insomma, il 2026 rischia di chiudersi come un lungo e difficile apprendistato. Il talento dimostrato in Superbike non è in discussione, certo, ma la MotoGP, l’abbiamo visto in più occasioni, è tutta un’altra cosa…

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