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MotoGP - Tardozzi non ci sta: "Una Ducati su misura per Marquez? Discorsi da bar"

Il team manager Ducati smonta la tesi di una moto costruita su misura per il 93 e ammette che a Mandalika l’Aprilia è andata oltre le attese

Una moto, tanti vestiti

Da quando Pecco Bagnaia ha perso il filo e Marc Marquez è diventato il riferimento del box rosso, nel paddock gira con insistenza una teoria: la Desmosedici avrebbe preso, evoluzione dopo evoluzione, la forma del suo pilota più vincente, lasciando gli altri a rincorrere una moto che non sentono più loro. È un film già visto con la Honda RC213V, che per anni si è portata dietro la fama di moto domabile solo dal 93. A Davide Tardozzi l’accostamento non va giù. Dopo il GP d’Indonesia, ai microfoni di Sky, ha liquidato la questione senza giri di parole: per il team manager Ducati sono “discorsi da bar”. La sua difesa, però, non si ferma alla battuta. Chi partecipa allo sviluppo, spiega, sa perfettamente cosa è stato fatto per Marc e cosa per gli altri, perché a Borgo Panigale la possibilità di lavorare pilota per pilota c’è sempre stata. Gli esempi li porta lui: Bagnaia corre con una carena diversa da quella del compagno e per parecchio tempo ha usato un’appendice aerodinamica sul forcellone differente. Secondo Tardozzi lo stesso margine di scelta ce l’hanno anche Di Giannantonio e Alex Marquez, che lui mette nel novero dei piloti ufficiali. Che le soluzioni scelte da Pecco non abbiano dato i frutti sperati è un altro discorso, e Tardozzi non lo nasconde.

I conti di Mandalika

Sul fronte dei risultati il tono è quello del realista. Quattro Aprilia nelle prime quattro posizioni a Mandalika sono un segnale difficile da ignorare. Lo stesso Tardozzi ammette che in Ducati si aspettavano una superiorità di Noale meno netta. La classifica, però, lascia spazio all’ottimismo: Marquez è a soli due punti da Jorge Martin con 185 punti ancora in palio, tanto che il team manager definisce il bilancio del weekend, numeri alla mano, un successo. Il vero esame sarà Phillip Island, che indica come la trasferta più delicata. I curvoni veloci, da percorrere a lungo alla massima inclinazione, potrebbero esaltare la RS-GP. Se in Australia la Ducati riuscirà a limitare i danni, è il suo ragionamento, il Mondiale resterà sotto controllo. Sugli ordini di scuderia Tardozzi gioca a carte scoperte: secondo lui l’Aprilia ha tutto il diritto di darli e prima o poi lo farà. Al loro posto, dice, si comporterebbe allo stesso modo. La differenza con la storia recente di Borgo Panigale è che la Ducati ha sempre dato tutto anche ai piloti satellite, arrivando a giocarsi il titolo contro di loro, come nel 2024 con Martin su Pramac. Qui invece la sfida è tra due Case diverse. Notizie meno buone in casa Gresini: Fermin Aldeguer verrà operato al pollice destro martedì 13 ottobre a Barcellona e, secondo Tardozzi, difficilmente sarà in sella in Australia.

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