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Test Brno: Pirelli e 850, buona la prima?

Lunedì le MotoGP sono scese in pista per le prime prove collettive con la nuova configurazione di motore e nuovi pneumatici, con i piloti titolari. I tempi sono già buoni, il feeling con i nuovi prototipi non è ancora al top. Prossimo appuntamento con le moto 2027 in Austria

La nuova era delle 850 e delle Pirelli è iniziato lunedì a Brno, con il primo test collettivo che ha visto le MotoGP a cilindrata ridotta scendere in pista nelle mani di piloti ufficiali e tester. 

Gli nuovi pneumatici sono stati provati da Marc Marquez e Fermin Aldeguer per Ducati, Marco Bezzecchi e Raul Fernandez per Aprilia, Luca Marini e Joan Mir per Honda, Toprak Razgatlıoglu e Augusto Fernandez per Yamaha, Pedro Acosta, Daniel Pedrosa e Pol Espargaró per KTM. La giornata si è svolta con condizioni piuttosto simili al weekend di gara.

I tempi? Non così male

Anche se ufficialmente non è stata fornita alcun tipo di informazione sui tempi, Pirelli si è ritenuta soddisfatta della giornata. La prima di tre: a Brno si aggiungeranno Spielberg, dopo il gran premio e Valencia, nel tradizionale test di fine/inizio anno.

Per ora, i piloti Aprilia hanno ottenuto i migliori tempi, un 1'54" secco, a nove decimi dal giro veloce (1'53"122) della gara di domenica per Fabio Di Giannantonio, a poco meno di tre secondi dalla pole di Ai Ogura (1'51"139). Altre informazioni - non confermate- abbassano il tempo delle due Aprilia di un ulteriore decimo, con Ducati in 1'54", KTM in 1'54"3 e Honda in 1'55". Non ci sono informazioni sui tempi Yamaha, ma Razgatlioglu pare che non sia stato troppo soddisfatto delle gomme, trovandole piuttosto differenti da quelle che aveva lasciato in superbike.

Quali prospettive?

Girare a tre secondi scarsi dalla pole non è un cattivo risultato, per vari motivi. Il primo è motivazionale. Con un campionato in corso, il giorno dopo una gara che a sua volta fa parte di un back to back, non si può pensare di avere a disposizione piloti in cerca di performance. Oltre alla stanchezza accumulata, bisogna mettere in conto che nessuno vuole rischiare più del dovuto. Fatta la tara a chi è in sella, c'è poi l'elemento di novità della gomma, che va compresa nel suo migliore utilizzo, tanto dal punto di vista dello stile di guida richiesto che del set up da abbinare.

Aggiunto quest'altro elemento, bisogna considerare che Brno è una pista da quasi due minuti al giro: se fosse il Sachsenring, tanto per dire, il distacco sarebbe stato forse dimezzato. Detto tutto questo, chiaramente le 850 non sono poi così lontane come cavalleria dalle mille e di conseguenza le loro prestazioni.

La domanda quindi sorge spontanea: se l'obiettivo era ridare fiato a vie di fuga che iniziano a diventare un po' strette e corte per le attuali prestazioni, non sarebbe stato meglio andarci giù un po' più pesantemente? Al momento le 850 sono a metà strada esatta tra le 1000 e le Moto2 (David Alonso ha segnato la pole in 1'57"718), ma chiaramente si tratta di un limite che si sposterà decisamente verso le attuali MotoGP. 

Risposte più precise le avremo a fine anno, quando i progetti delle nuove moto saranno più a punto e anche le gomme saranno una evoluzione di quelle attuali. Per ora c'è una curiosità crescente e la certezza che queste MotoGP saranno comunque estremamente veloci.

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