Smartphone KO dopo un giro in moto? Colpa del manubrio
Lo smartphone fissato al manubrio è ormai il navigatore preferito da molti motociclisti. Le vibrazioni generate dalla moto possono però mettere a dura prova i delicati sistemi di stabilizzazione della fotocamera. Ecco perché succede e come ridurre il rischio…
Smartphone e moto
Una volta c’erano i navigatori satellitari, quelli con le mappe da scaricare e, in alcuni casi, anche il canone da pagare per averle sempre aggiornate. Ci sono ancora e funzionano benissimo ma, accanto a loro, è arrivato lo smartphone. È pratico, ha molte funzioni aggiuntive a quella del navigatore e, soprattutto, non è un dispositivo in più da acquistare e portarsi dietro: ce lo abbiamo tuuti e viene sempre con noi. Grazie ai supporti da manubrio lo si può avere sottocchio anche in moto, è possibile seguire il percorso, consultare il traffico in tempo reale e gestire la musica o le chiamate senza fermarsi. C'è però un aspetto che spesso viene sottovalutato: le vibrazioni trasmesse dalla moto possono gravemente danneggiare la fotocamera e comprometterne l’utilizzo. Il fenomeno è noto da tempo e riguarda soprattutto gli smartphone dotati di stabilizzazione ottica dell'immagine (OIS), una tecnologia ormai presente sulla maggior parte dei modelli di fascia media e alta. Non a caso anche alcuni produttori di smartphone e di accessori hanno pubblicato indicazioni specifiche sull'argomento, mentre nei forum dedicati al motociclismo e alla telefonia si trovano numerose testimonianze di utenti che hanno riscontrato problemi dopo aver utilizzato il telefono come navigatore.
Perché le vibrazioni possono fare danni
I moderni moduli fotografici non sono semplici sensori elettronici. Al loro interno trovano posto componenti meccanici estremamente piccoli e precisi che consentono di compensare i movimenti della mano che scatta e, quindi, migliorare la qualità delle immagini. Si tratta, com’è ovvio, di sistemi pensati per compensare (e resistere) solo a piccole vibrazioni e leggeri movimenti.
Le vibrazioni continue prodotte dal motore e trasmesse attraverso il manubrio sono altra cosa e, a lungo andare, sottoporre questi meccanismi a sollecitazioni per le quali non sono stati progettati. Se l'esposizione è prolungata, possono comparire malfunzionamenti come immagini sfocate, difficoltà nella messa a fuoco oppure una stabilizzazione che non lavora più correttamente. Naturalmente non significa che ogni smartphone montato sulla moto sia destinato a rompersi, dato che l'entità del rischio dipende da molti fattori come il tipo di motore - e quindi l’intensità delle vibrazioni - , i chilometri percorsi, le caratteristiche del supporto e persino dal modello di smartphone utilizzato.
I supporti antivibrazione aiutano, ma non fanno miracoli
Proprio perché il problema è conosciuto (la stessa Apple avvertiva dei rischi ormai più di 5 anni fa) diversi produttori hanno sviluppato supporti con sistemi antivibrazione o smorzatori da installare tra il supporto e lo smartphone. Dispositivi progettati per assorbire parte delle vibrazioni ad alta frequenza e ridurre le sollecitazioni trasmesse alla fotocamera. Si tratta di una soluzione certamente utile, ma non definitiva, specialmente per chi col telefono sul manubrio ci gira ogni giorno o per lungi e frequenti viaggi. Gli stessi produttori precisano infatti che gli smorzatori riducono il rischio, senza poter garantire una protezione totale in qualunque condizione d'uso.
L'alternativa è il mirroring
Chi utilizza spesso il navigatore può valutare anche una soluzione diversa, quella cioè del mirroring. Oggi la quasi totalità delle automobili e qualche modello di moto di fascia più alta permettono di default di collegare (con o senza filo) lo smartphone al display del veicolo, così da poterne sfruttare tutte le funzioni grazie ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto. Per le moto un po’ più datate o che comunque non possiedono schermi TFT compatibili si può ricorrere a piccoli schermi impermeabili che vengono fissati al manubrio e collegati allo smartphone tramite Bluetooth e connessione wireless. In questo modo, il telefono rimane in tasca, al sicuro da vibrazioni, pioggia, polvere, sole e vento, mentre sul display vengono visualizzate le principali funzioni: mappe, indicazioni stradali, musica, chiamate e messaggi. Prodotti come il Midland BikePlay (qui vi spiegavamo bene come funziona) ma anche dispositivi analoghi proposti da marchi come Chigee o Carpuride, seguono proprio questo principio. Per chi percorre molti chilometri ogni anno può rappresentare una soluzione interessante, perché consente di avere sempre sotto controllo il navigatore senza sottoporre il telefono a uno stress continuo e potenzialmente dannoso.
Ecco una buona selezione di schermi mirrorless per moto
Come capire se la fotocamera si è danneggiata
Se dopo aver utilizzato lo smartphone sulla moto compaiono uno o più di questi sintomi, è possibile che il modulo fotografico abbia subito un danneggiamento:
- la fotocamera fatica a mettere a fuoco, soprattutto sui soggetti vicini;
- le immagini risultano mosse o sfocate anche in piena luce;
- la stabilizzazione sembra non funzionare, con video particolarmente tremolanti;
- aprendo l'app Fotocamera si notano vibrazioni o oscillazioni dell'immagine anche quando il telefono è perfettamente fermo.
La presenza di uno di questi sintomi non significa automaticamente che il problema sia stato causato dalle vibrazioni della moto, ma è consigliabile effettuare alcune prove confrontando il funzionamento delle diverse fotocamere dello smartphone o rivolgendosi all'assistenza tecnica.