Oltre la Route 66, Smoky Mountains il paradiso delle moto tra Tennessee e North Carolina
Curve, foreste, montagne e grandi strade panoramiche: le Great Smoky Mountains sono una delle mete più interessanti degli Stati Uniti per un viaggio in moto. Ecco cinque percorsi da mettere in programma, dal panoramico Foothills Parkway al celeberrimo Tail of the Dragon…
Non c’è solo la Route 66
Quando si pensa a un viaggio in moto negli Stati Uniti, il pensiero corre quasi inevitabilmente alla Route 66, la mitica strada che nell'immaginario collettivo rappresenta ancora oggi il grande viaggio americano su due ruote. Ed è difficile darle torto: attraversare gli Stati Uniti seguendo le tracce della “Mother Road” è un'esperienza che resta nel curriculum di qualsiasi motociclista. Ma non è l’unica.
Dall'altra parte del Paese, molto più a est, c'è un territorio che offre un'esperienza completamente diversa. Parte della catena degli Appalachi, le Great Smoky Mountains, al confine tra Tennessee e North Carolina, sono montagne ricoperte da fitte foreste, vallate, torrenti, cascate e strade tortuose che si arrampicano sulle creste. Qui non ci sono i lunghi rettilinei e i grandi spazi aperti che associamo all'America dei film. Ci sono invece curve, salite e discese diventate negli anni vere e proprie mete di pellegrinaggio per i motociclisti americani. Il cuore della regione è il Great Smoky Mountains National Park, ma attorno al parco si sviluppa una rete di strade panoramiche che permette di costruire itinerari di lunghezza e difficoltà diverse. Basandoci sulle guede motociclistiche americane, ne abbiamo selezionate cinque: alcune sono celebri in tutto il mondo, altre decisamente meno conosciute, ma tutte meritano di essere inserite nel programma di un viaggio in moto negli States.
Foothills Parkway, il tratto “mancante”
Il Foothills Parkway è una delle strade più particolari della zona. La sua storia comincia negli anni Trenta, ma il progetto è rimasto a lungo incompiuto. Il tratto più atteso, quello tra Walland e Wears Valley, è stato finalmente aperto nel 2018 dopo decenni di lavori e problemi legati soprattutto alla difficoltà del terreno. La parte completata nel 2018 misura circa 26 km e ha trasformato quella che era una strada incompleta in uno dei percorsi panoramici più interessanti delle Smoky Mountains. Il tratto corre lungo i rilievi ai margini del parco e offre numerosi belvedere e aree di sosta, con viste molto ampie sulle montagne. Il bello è che, rispetto alle strade più celebri della zona, il Foothills Parkway tende a essere meno affollato. È quindi un buon modo per cominciare a prendere confidenza con l’ambiente delle Smoky Mountains senza ritrovarsi immediatamente in mezzo al “traffico”. La strada non è particolarmente difficile dal punto di vista tecnico, con curve ampie e scorrevoli che rendono, insieme al panorama, il percorso decisamente piacevole.
Blue Ridge Parkway, la grande strada panoramica
Forse è la strada più spettacolare degli Appalachi. Certamente, con i suoi 755 km di lunghezza, la Blue Ridge Parkway è anche tra le più celebri strade panoramiche americane. Collega lo Shenandoah National Park, in Virginia, al Great Smoky Mountains National Park, vicino a Cherokee, in North Carolina. Naturalmente percorrerla tutta richiederebbe diversi giorni. Per un viaggio concentrato sulle Smoky Mountains è particolarmente interessante il tratto meridionale, quello che porta da Cherokee ad Asheville, lungo circa 100 km. Lungo il percorso si incontrano gallerie, cascate e belvedere, mentre la strada continua a salire e scendere tra le creste degli Appalachi. Uno dei punti più spettacolari è considerato essere il Richland Balsam Overlook, a circa 1.845 metri di quota, il punto più alto raggiunto dalla strada. Nonostante la brevità, per questo tratto le guide motociclistiche USA consglaino di mettere in conto almeno tre o quattro ore, soprattutto considerando le numerose soste. A tal proposito, nei dintorni di Maggie Valley merita senza dubbio una visita il Wheels Through Time Museum, dedicato alla storia della motocicletta americana e noto per la sua collezione di moto storiche funzionanti.
Newfound Gap Road: attraverso il parco nazionale
Per entrare davvero nel cuore delle Smoky Mountains c’è la U.S. 441, conosciuta in questo tratto come Newfound Gap Road. È la strada principale che attraversa il Great Smoky Mountains National Park collegando Gatlinburg, in Tennessee, a Cherokee, in North Carolina. È anche una delle strade più frequentate della zona, proprio perché costituisce uno dei principali collegamenti tra i due Stati. Vale quindi lo stesso consiglio dato per il resto del parco: partenza presto, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Il percorso è interessante non solo per le curve, ma soprattutto per il continuo mutare del paesaggio. Partendo dalle quote più basse si sale progressivamente fino al Newfound Gap, a circa 1.540 metri, il valico carrozzabile più basso attraverso il parco. Sul confine tra Tennessee e North Carolina è quasi obbligatorio fermarsi per una foto. Da qui si può proseguire verso Kuwohi, il punto più alto del parco, raggiungibile attraverso la strada secondaria che porta all’omonimo belvedere. Una delle caratteristiche più curiose della zona è il clima. Al Newfound Gap può fare decisamente più freddo rispetto alle vallate e una precipitazione che a Gatlinburg o Cherokee arriva sotto forma di pioggia può trasformarsi in neve in quota. Anche nei mesi estivi, quindi, è meglio avere con sé un abbigliamento adeguato.
Nota pratica: il parco, non richiede un vero e proprio biglietto d’ingresso, ma è comunque necessario acquistare un parking tag se si lascia il veicolo parcheggiato per più di 15 minuti all’interno dell’area. Il costo attuale è di 5 dollari per un giorno, 15 per una settimana e 40 per un anno.
Cherohala Skyway, curve e grandi panorami
La Cherohala Skyway è un'ottima alternativa al più famoso Tail of the Dragon. Collega Tellico Plains, in Tennessee, a Robbinsville, in North Carolina, attraversando le foreste nazionali di Cherokee e Nantahala. Il percorso misura circa 70 km e sale progressivamente fino a superare i 1.600 metri di quota. La strada è caratterizzata da curve ampie, lunghi tratti panoramici e un ambiente molto selvaggio. In alcuni punti la pendenza arriva intorno al 9%. Il nome “Skyway” non è casuale: per lunghi tratti la strada segue le creste delle montagne, con panorami che si aprono sulle vallate sottostanti. Ci sono numerosi punti di sosta e vale la pena prendersi tempo per fermarsi. Anche qui il meteo non scherza; in condizioni di nebbia il paesaggio cambia completamente e, in un attimo, la foschia può avvolgere completamente la strada e ridurre parecchio la visibilità, soprattutto nelle zone più elevate. Chi l’ha percorsa segnala anche che il segnale telefonico può essere assente o molto debole in diversi tratti: meglio non fare affidamento esclusivamente sullo smartphone per la navigazione. Trattandosi di un tratto piuttosto breve, le guide consigliano, partendo da Tellico Plains, di aggiungere alla giornata una deviazione verso Bald River Falls, una cascata particolarmente scenografica raggiungibile attraverso una strada forestale che si innesta sulla Skyway.
U.S. 129: Tail of the Dragon
E poi c’è lui: il Tail of the Dragon, il tratto più famoso in assoluto tra le strade motociclistiche delle Smoky Mountains. La formula è diventata quasi leggendaria: 318 curve in appena 18 km. Il tratto si trova lungo la U.S. 129, nei pressi di Deals Gap, sul confine tra Tennessee e North Carolina. Non ci sono incroci lungo il segmento più celebre e la strada è diventata negli anni una vera meta di pellegrinaggio per motociclisti e appassionati di auto sportive. Il percorso è indubbiamente spettacolare, anche se non necessariamente il più panoramico delle Smoky Mountains. Da quel punto di vista sono decisamente meglio la Cherohala Skyway o la Blue Ridge Parkway, ma se si cercano le curve non ci sono rivali. Il problema è che proprio la sua fama porta qui una quantità enorme di motociclisti e automobilisti. Nei fine settimana e nelle ore più frequentate il traffico può diventare intenso e il margine di errore si riduce rapidamente. La strada è generalmente in buone condizioni, ma questo non significa che sia facile. Il consiglio è quindi semplice: niente corse e niente sfide con gli altri. Il Tail of the Dragon va affrontato come una strada di montagna, non come un circuito. Anche perché gli incidenti non sono, purtroppo, un evento raro.
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Quando partire e come organizzarsi
Superfluo evidenziarlo: quelle fornito sopra sono soltanto alcune “idee” e brevi descrizioni. Per chi desidera affrontare un viaggio negli USA ed immergersi nella natura selvaggia del parco. Il consiglio è ovviamente quello di documentarsi bene su percorsi, regole e modalità di accesso. Ciò che possiamo dire qui è che le Smoky Mountains sono una destinazione accessibile tutti i motociclisti con un minimo di esperienza e percorribile in molti mesi dell’anno, ad esclusione di quelli più freddi. In ogni caso, la quota e il clima degli Appalachi consigliano però di non fidarsi troppo delle temperature della valle. In montagna il tempo può cambiare velocemente e la temperatura può scendere parecchio anche in estate. Prima di ogni giornata di viaggio è quindi bene controllare le condizioni meteo e lo stato delle strade sui siti del National Park Service e della Blue Ridge Parkway.
Venendo alle questioni più pratiche, per chi arriva dall’Italia, il modo più semplice per affrontare un viaggio del genere è generalmente il noleggio della moto negli Stati Uniti. Esistono diverse società specializzate, con flotte che spaziano dalle Harley-Davidson alle tourer e alle moto di altre marche. Un riferimento molto diffuso è EagleRider, che dispone di una rete di noleggio negli Stati Uniti e indica sul proprio sito anche i requisiti per i motociclisti stranieri. Prima della prenotazione ricordatevi di controllare non soltanto il prezzo giornaliero, ma anche franchigia, deposito, assicurazione, assistenza stradale, chilometraggio incluso e condizioni in caso di danno o furto. Le coperture possono cambiare sensibilmente da un contratto all’altro.
Per i documenti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti raccomanda ai titolari di patente italiana diretti negli Stati Uniti di procurarsi anche il Permesso internazionale di guida secondo la Convenzione di Ginevra del 1949. Le regole sul riconoscimento della patente italiana non sono infatti uniformi in tutti gli Stati americani. Per questo è opportuno verificare, prima della partenza, le prescrizioni di Tennessee e North Carolina, oltre a quelle richieste dalla società di noleggio.
Avendola citata: Route 66: sognando l’America e ingrassando