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Vespa 125 U, allora fu un autogol e oggi è ricercatissima

L’intenzione di Piaggio era proporre un modello meno costoso di quello standard, ma il pubblico lo avvertì come “più povero” e commercialmente fu un insuccesso clamoroso

Questa era una versione economica della Vespa 125 quando venne lanciata, nel 1952. Invece oggi sul mercato delle due ruote d’epoca ha un valore enorme. Indicativamente si parte da cifre tra 6000 e 10.000 € per un esemplare da restaurare e incompleto, ci vogliono fra 20.000 e 30.000 € per uno restaurato ottimamente e con molte parti originali e si arriva tra 25.000 e 40.000 € se l’oggetto del desiderio è conservato, originale, completo e con tutta la documentazione. Facendo attenzione che proprio per il suo valore la Vespa 125 U frequentemente è stata replicata o ricostruita, ma in questo caso le cifre scendono di molto.

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Buoni propositi

Il motivo è semplice: l’intenzione della Piaggio era proporre un modello meno costoso di quello standard, 130.000 lire contro 150.000, ma il pubblico lo avvertì come “più povero” e commercialmente fu un flop, con una produzione di appena 6000 esemplari. Dunque raro e al giorno d’oggi ricercatissimo.

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Discende da un modello economico destinato al mercato americano (Vespa Allstate) da cui ereditò tinta e faro sul manubrio; per ridurne il costo vennero eliminati le cromature, tre listelli pedana e i profili in gomma; addirittura si fece a meno dei piedini in gomma del cavalletto, dei gommini dei pedali avviamento e freno posteriore, e del sistema antifurto, il tappo del serbatoio divenne a incastro e la sella perse il molleggio anteriore. Cambiarono anche i carter motore in conseguenza dell’adozione di frizione e accensione di nuovo tipo, e venne eliminato il parzializzatore dell’aria sul carburatore, mentre la parte termica rimase invariata.

Quanto alla carrozzeria, per risparmiare vennero ridimensionati e costruiti in acciaio parafango, sacca attrezzi e cofano motore, questi ultimi due fissati alla scocca senza guarnizioni, mentre il portapacchi tornò ad essere un optional, con relativo sovrapprezzo.

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Presentata nel 1952

Presentata nel dicembre 1952 al Salone del Ciclo e Motociclo, non incontrò il favore del pubblico e per questo l’azienda cercò di smaltire le scorte puntando sul mercato esterno, difatti fu il modello del primo decennio più esportato in assoluto: quasi 1900 pezzi finirono all’estero, venne fornita anche alle poste di Teheran e alla polizia di Stato di San Cristobal in Venezuela. Un grosso quantitativo rimase a magazzino in fabbrica fino al settembre del 1955 e solo nel 1961 la Piaggio riuscì a sbolognare le ultime due, esportate il 28 dicembre in Portogallo. E pensare che oggi gli appassionati farebbero pugni per aggiudicarsene una…

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