La regola dei 2 secondi, il trucco che ti salva la vita in moto
Per capire se stiamo rispettando la distanza di sicurezza dal veicolo che precede c'è un sistema infallibile: la regola dei due secondi. Ecco come funziona e le eccezioni
Non esiste una distanza uguale per tutti
Venti metri? Cinquanta? Cento? Quando si parla di distanza di sicurezza, la risposta corretta è: dipende. L'articolo 149 del Codice della strada stabilisce infatti che durante la marcia bisogna mantenere dal veicolo che precede una distanza tale da garantire in ogni caso l'arresto tempestivo ed evitare collisioni. Non viene quindi indicato, salvo alcune situazioni particolari che vedremo più avanti, un valore preciso espresso in metri.
La ragione è semplice: lo spazio necessario cambia continuamente. Contano velocità, condizioni del traffico e della strada, meteo, efficienza della moto, carico e prontezza di riflessi del conducente. Chiarissimo: a 30 km/h sull'asciutto la situazione è ben diversa rispetto a 130 km/h sotto la pioggia, così come lo è in sella ad una moto moderna con doppio disco e ABS oppure alla guida di una vecchietta di 60 anni coi freni a tamburo. Il discorso vale anche per le auto, ma in moto c'è un motivo in più per non stare incollati a chi precede: lasciando spazio si vede meglio ciò che accade davanti e si ha più tempo per accorgersi di buche, detriti, tombini, macchie d'olio o altri ostacoli che il veicolo davanti potrebbe nascondere alla vista fino all'ultimo momento.
La regola dei due secondi
Capire mentre si guida quanti metri ci separano dall'auto davanti non è certo semplice. Molto più pratico è ragionare in termini di tempo. È qui che entra in gioco la cosiddetta regola dei due secondi, un criterio utilizzato in numerosi manuali di sicurezza stradale. Il funzionamento è semplicissimo:
- scegliete un punto fisso lungo la strada, per esempio un cartello, un albero o un cavalcavia;
- aspettate che il veicolo davanti lo superi;
- cominciate a contare due secondi;
- se raggiungete lo stesso punto prima di aver finito, siete troppo vicini.
Poichè in due secondi si percorrono circa 28 metri a 50 km/h, 50 metri a 90 km/h e poco più di 72 metri a 130 km/h, il vantaggio della “regola dei 2 secondi” è che lo spazio aumenta automaticamente con la velocità. Attenzione però: i due secondi non sono una distanza minima prescritta dal Codice della strada italiano, né rappresentano necessariamente lo spazio necessario per arrestare la moto. Sono soltano un riferimento pratico per evitare di viaggiare troppo vicini al mezzo che precede.
Con la pioggia due secondi non bastano
I due secondi vanno considerati come un riferimento in buone condizioni di visibilità, aderenza e traffico. Quando la situazione peggiora, il margine deve aumentare. Sul bagnato, per esempio, diversi manuali di sicurezza consigliano di raddoppiare l'intervallo, portandolo quindi a circa quattro secondi. Con ghiaccio, neve, nebbia fitta o fondo particolarmente scivoloso ne possono servire molti di più. Lo stesso ragionamento vale su ghiaia, foglie bagnate, asfalto sporco, ma anche di notte o quando il sole basso limita la visibilità: si rallenta e si aumenta la distanza.
Non bisogna infatti dimenticare che lo spazio di arresto non comincia nel momento in cui compare un pericolo. Prima occorre vederlo, capirne la gravità e reagire; nel frattempo la moto continua a percorrere strada. Più alta è la velocità, più quei pochi istanti diventano metri.
Dietro a camion e autobus serve ancora più spazio
Un po' di margine in più è particolarmente importante quando davanti abbiamo un camion, un autobus o un furgone. Le loro dimensioni limitano infatti fortemente la visuale e, stando troppo vicini, diventa difficile capire ciò che sta accadendo più avanti. Una coda, un veicolo fermo, una buca o un oggetto sulla carreggiata possono così apparire soltanto quando è ormai necessario reagire. Conviene inoltre evitare di rimanere negli angoli ciechi dei mezzi pesanti, in particolare lateralmente. Una regola empirica utile è questa: se non riuscite a vedere gli specchietti del camion, è molto probabile che chi lo guida non riesca a vedere voi.
Inoltre, aumentare la distanza aiuta anche a proteggersi da spruzzi d'acqua, sassolini e piccoli detriti sollevati dagli pneumatici.
E quando si viaggia in gruppo?
Stare a pochi metri dalla moto dell'amico davanti per non perdere il gruppo non è una buona idea. Anche nelle uscite con altri motociclisti va mantenuto lo spazio necessario per reagire a una frenata o a un ostacolo improvviso. Sui rettilinei viene spesso utilizzata la cosiddetta formazione sfalsata, con le moto alternativamente disposte sui due lati della corsia. In curva, invece, è preferibile procedere in fila, lasciando a ciascun motociclista la libertà di scegliere la traiettoria più adatta o a lui più congeniale In ogni caso la formazione non deve trasformarsi in un trenino: la distanza di sicurezza viene prima della compattezza del gruppo.
A tal proposito: Giretti in moto? Ecco come si guida in gruppo
Contano anche moto, gomme, feni e pilota
Come accennato, la distanza corretta non dipende soltanto da ciò che succede davanti, ma anche dalla nostra moto. Pneumatici usurati o alla pressione sbagliata, freni non perfettamente efficienti, passeggero e bagagli possono modificare il comportamento della moto in frenata. Senza dimenticare il pilota: stanchezza, distrazione e scarsa concentrazione allungano inevitabilmente i tempi necessari per reagire. E l'ABS? È certamente un aiuto importante nelle frenate d'emergenza perché impedisce il bloccaggio delle ruote, ma non rende superflua la distanza di sicurezza. Nessuna elettronica può compensare una distanza insufficiente dal veicolo davanti.
Cosa dice il Codice della strada
Benchè non espressa in metri per le ragioni di cui sopra, la distanza di sicurezza è comunque un obbligo prescritto dall'articolo 149 del Codice della strada. Per la semplice violazione della distanza di sicurezza è prevista una multa da 42 a 173 euro, accompagnata dalla decurtazione di 3 punti dalla patente. Se dal mancato rispetto della distanza deriva una collisione con un grave danno ai veicoli, tale da comportare la revisione prevista dal Codice, la sanzione sale da 87 a 344 euro e vengono sottratti 5 punti. In caso di collisione con lesioni gravi alle persone si passa invece a una multa da 430 a 1.731 euro e alla perdita di 8 punti, ferme restando le eventuali conseguenze penali.
A onor di cronaca, va però ricordato che esistono in realtà alcune situazioni nelle quali il Codice indica una distanza precisa. Quando sono in azione macchine sgombraneve o spargitrici, per esempio, bisogna rimanere ad almeno 20 metri. Fuori dai centri abitati, quando il divieto di sorpasso riguarda soltanto determinate categorie di veicoli, tra questi deve invece esserci una distanza di almeno 100 metri, salvo sulle strade con due o più corsie per senso di marcia.
Ciò ricordato, concludiamo dicendo che per la normale guida in moto non serve mettersi a fare calcoli mentre si è in sella. Basta ricordare un principio molto semplice: più aumentano velocità e difficoltà, più deve aumentare la distanza. E quei due secondi possono essere un ottimo punto di partenza…