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Silverstone: nella Sprint Martin non sbaglia un giro, Aprilia fa il colpaccio

 Prima vittoria dopo Le Mans per lo spagnolo, con Ogura e Bezzecchi a completare la prima tripletta Aprilia in una gara corta. Marc Marquez nono

 Dieci giri, un solo copione 

Anteriore hard per tutti, posteriore soft per quasi tutti: le scelte gomme alla partenza della Sprint di Silverstone erano praticamente identiche in tutto lo schieramento. Poi sono bastati dieci giri per scoprire che le stesse gomme, sotto moto diverse, raccontano storie molto diverse. Jorge Martin è scattato bene dalla pole e la gara, di fatto, è finita lì. Ha preso il comando alla prima curva, ha costruito subito il margine che gli serviva e ha chiuso davanti a tutti in 19'49.066, con Ai Ogura a 1"530. Il giapponese ci ha provato nei primi giri ma non ha mai trovato il varco: per lui secondo posto in gara e secondo posto in classifica, che ormai è una posizione di famiglia. Per Martin è invece la prima vittoria da Le Mans, arrivata al rientro dalla pausa estiva e con gli ultimi aggiornamenti aerodinamici della RS-GP. Il terzo gradino se l'è preso Marco Bezzecchi, a 3"974, alla sua prima gara dopo gli interventi alla clavicola e al ginocchio dell'estate. Partenza aggressiva, sorpasso su Marc Marquez già nel primo giro e poi gestione fino in fondo. Podio tutto Aprilia: nella storia della Sprint non era mai successo, e infatti alla bandiera a scacchi il riminese non è riuscito a trattenere le lacrime. 

Marquez male

Se l'Aprilia ha fatto festa, la Ducati ha passato il pomeriggio a guardarsi le spalle. Il caso più clamoroso è quello del campione in carica: Marc Marquez è partito sesto, ha provato a rispondere a Bezzecchi, poi da metà gara si è ritrovato in difensiva con il posteriore in crisi. Nel finale ha subìto tre sorpassi in serie da Pedro Acosta, Joan Mir e Franco Morbidelli, chiudendo nono a quasi quattordici secondi. Un degrado che, ha ammesso poi, nessuno si aspettava di quella entità. Meglio le altre GP26: Alex Marquez ha portato a casa il quarto posto strappandolo a Fabio Di Giannantonio, quinto. Il romano, quarto in griglia, ha corso più in gestione che in attacco. Chiude sedici punti più in là Pecco Bagnaia, diciassettesimo: partito sedicesimo, non è mai stato in partita, con la mano operata al tunnel carpale che continua a limitarlo e la solita lamentela sul poco grip posteriore. 

 

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