MotoGP - Marquez, operazione riuscita. Ma adesso?
Il recupero per riportare braccio e spalla a piena funzionalità gli farà perdere sicuramente il prossimo gran premio, ma anche il Mugello rimane un punto interrogativo. Inutile forzare i tempi, il 2026 sembra di Aprilia
Si è tenuto oggi l'intervento chirurgico su Marc Marquez, fratturarosi al piede destro nella caduta di ieri a Le Mans. L'annuncio era stato dato dal team manager della Ducati, Davide Tardozzi, confermando che da ieri sera il campione spagnolo è a Madrid, dove si è svolta la doppia operazione a piede e spalla, che dalle prime informazioni rilasciate è andata al meglio. Oltre a ricomporre la frattura al quinto metaraso, l'intervento è servito anche a inserire un pin al quarto.
Tempi lunghi
Se dal punto di vista “tecnico” c'è soddisfazione per come si è svolto l'intervento, ora inizia un percorso di recupero né semplice, né breve.
Marquez si era fratturato il quinto metatarso del piede destro cadendo nella Sprint del GP di Francia. Ma già dopo i primi accertamenti aveva rivelato alle telecamere di Sky Sport che la sua situazione fisica era più complicata e legata a un pregresso.
Per quello che ha comunicato, era già in programma dopo il GP di Spagna un altro intervento alla spalla, perché la mobilità al braccio non era ottimale e una vite si era spostata, toccando il nervo del braccio destro. “Quando sono caduto ho provato a rialzarmi subito, ma avevo già capito che c’era qualcosa che non andava al piede. Per fortuna mi sono fratturato solo il quinto metatarso. È una frattura che richiede un intervento chirurgico, ma sistemeremo tutto insieme. Non avevo detto nulla fino a oggi, ma avevo già programmato un’operazione alla spalla destra dopo il GP di Catalogna. Dopo Jerez ho capito subito che c’era qualcosa che non andava. Mentalmente cercavo di convincermi che fosse tutto a posto, ma dopo quella gara sono andato dal dottore e gli ho detto che c'era un problema. Dopo gli esami hanno visto che, dalla caduta in Indonesia, era tutto a posto, ma una vite si era rotta e un’altra si era spostata leggermente. Parliamo di uno o due millimetri, ma bastavano per toccare il nervo radiale. È il nervo che controlla tutto il braccio e per questo motivo stavo guidando in modo incostante. Quando il nervo viene sollecitato non riesco a guidare bene, ed è anche il motivo di certe cadute così strane”.
Campionato compromesso
Sui tempi di recupero, le risposte non possono essere certe. Il nove volte campione del mondo salterà sicuramente il GP di Catalunya, ma anche quello d'Italia (29-31 maggio) è a forte rischio. Il Mugello non è certo la pista più semplice dove tornare a correre se non si è in condizioni ottimali, anche solo per le sollecitazioni fisiche che impone.
D'altronde il campionato della rossa di Borgo Panigale sembra ormai compromesso. La vetta del mondiale è lontana 71 punti, ma anche Jorge Martin è a 70. Non è tanto però la distanza in graduatoria a pesare, quanto la competitività della Desmosedici, che non ha ancora permesso a Marc di vincere una gara lunga nel 2026. Non solo, il comportamento della GP26 è a tratti difficile da interpretare e gestire, come si evince dal gran numero di cadute dei piloti ufficiali e non in queste prime 5 gare del campionato.
Meglio insomma non forzare il rientro, e lavorare in ottica del finale di stagione e di un 2027 che per Marc rappresenterà un campionato cruciale per capire quanto ancora la sua carriera potrà dargli.