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MotoGP Jerez - Marquez lotta, cade, si rialza e vince!

In una gara rocambolesca lo spagnolo è stato protagonista rientrando ai box al momento giusto dopo una caduta e sbaragliando la concorrenza sotto l’acqua

In una gara Sprint che ha alternato asfalto rovente a un improvviso diluvio tropicale, Marc Marquez ha dimostrato perché, su questo tracciato, rimane il punto di riferimento assoluto. Il fuoriclasse di Cervera non si è limitato a vincere: ha dominato, è caduto, si è rialzato e ha trionfato di nuovo, firmando un’impresa che ridisegna gli equilibri del campionato.

Scatti fulminei e la pressione di Di Giannantonio

Allo spegnersi dei semafori, Marc Marquez ha sfruttato perfettamente la pole position, ma la sorpresa dei primi metri è stata la progressione di Alex Marquez e Johann Zarco. In questa fase iniziale, a brillare è stato soprattutto Fabio Di Giannantonio: il pilota romano si è dimostrato estremamente solido e aggressivo sin dal via, mantenendo il passo dei primissimi e mettendo pressione costante al duo di testa formato dai fratelli Marquez. Mentre i leader cercavano di scappare, alle spalle di "Diggia" Jorge Martin accusava i primi segnali di un weekend maledetto: un problema ai dischi dei freni lo ha costretto a un lungo in curva 1, preludio di un ritiro pesante per le sue ambizioni iridate.

Il muro d'acqua e la carambola dei big

Il vero spartiacque della gara è arrivato all'ottavo giro, quando un fronte temporalesco ha colpito il circuito con una violenza inaspettata. La pista è diventata un cimitero di ambizioni in meno di sessanta secondi. Marc Marquez, che stava duellando carena contro carena con il fratello Alex, ha perso l'anteriore scivolando nella ghiaia. Nello stesso istante, quasi in fotocopia, finivano a terra anche Alex Marquez, Brad Binder e Enea Bastianini. La direzione gara ha scelto di non esporre la bandiera rossa, innescando il caos del cambio moto "flag-to-flag". In questa fase convulsa, l’esperienza di Marquez ha fatto la differenza: lo spagnolo ha rialzato la sua Ducati, è rientrato ai box con una manovra al limite e ne è uscito con le gomme rain mentre i suoi avversari erano ancora nel pieno della confusione tattica.

La rimonta di rabbia su Bagnaia e Morbidelli

Con le gomme scolpite e la visibilità ridotta al minimo, Marc Marquez ha iniziato a girare con un ritmo inavvicinabile. Francesco Bagnaia, abilissimo a evitare rischi, si era ritrovato virtualmente in testa, seguito da un Franco Morbidelli in stato di grazia. Tuttavia, la furia del "Cabroncito" non ha lasciato scampo: con una serie di sorpassi millimetrici, Marquez ha ripreso il comando, lasciando a Bagnaia solo la gestione di un secondo posto fondamentale. Morbidelli ha stretto i denti, difendendo un terzo gradino del podio che per lui vale quanto una vittoria.

Analisi dei Top 10: Promossi e Rimandati

  1. Marc Marquez (Ducati): Voto 10. Aliena la capacità di rialzarsi dopo una caduta e vincere sotto l'acqua. Ha trasformato un potenziale disastro in un capolavoro di furbizia e talento puro.

  2. Francesco Bagnaia (Ducati): Voto 8. Da "ragioniere" di lusso. Non ha cercato lo scontro diretto con un Marquez indiavolato, preferendo incassare punti pesanti in una giornata dove molti big hanno raccolto uno zero.

  3. Franco Morbidelli (Ducati): Voto 8.5. La vera sorpresa. Finalmente incisivo, ha guidato con pulizia sia sull'asciutto che sul bagnato, ritrovando un podio che dà ossigeno alla sua stagione.

  4. Fabio Di Giannantonio (Ducati):Voto 7.5. Protagonista assoluto della prima metà gara. Ha mostrato una velocità da podio e solo il caos del cambio moto gli ha tolto la gioia di una medaglia.

  5. Johann Zarco (Honda LCR): Voto 7. Porta la Honda ai vertici sfruttando la sua leggendaria sensibilità in condizioni miste. Un risultato che è oro colato per la casa giapponese.

  6. Maverick Viñales (Aprilia): Voto 6. L'unico dell'armata Aprilia a salvare la faccia. Ha faticato a trovare il ritmo col bagnato, ma ha limitato i danni chiudendo in zona punti.

  7. Jack Miller (KTM): Voto 6. Come sempre un leone nelle fasi confuse, ma la sua KTM non sembrava avere il passo per impensierire le Ducati una volta stabilizzata la situazione meteo.

  8. Pedro Acosta (KTM GasGas): Voto 6.5. Non ha commesso errori gravi , portando a casa un piazzamento solido in condizioni che avrebbero steso piloti ben più esperti.

  9. Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse): Voto 6. Una gara di sostanza. È rimasto lontano dai guai e ha approfittato delle numerose cadute altrui per artigliare un punticino iridato.

  10. Fabio Quartararo (Yamaha): Voto 5.5. Una gara di sofferenza estrema. La Yamaha sul bagnato continua a essere un rebus irrisolvibile, ma il francese ci mette il cuore per restare nei dieci.

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