Bagnaia, i 5 (buoni) motivi che lo hanno portato in Aprilia
Il pilota Ducati paga due anni difficili e Borgo Panigale nel 2027 ha scelto di prendere Pedro Acosta al suo posto. Ma i motivi del divorzio sono diversi e Pecco spera di dare una nuova direzione alla propria carriera
Le sofferenze di Pecco Bagnaia in Ducati sono diventate purtroppo quasi una nuova normalità, che stride non solo con i due anni trionfali in cui ha vinto il mondiale, ma anche con un 2024 al termine del quale aveva comunque vinto 11 gare, nonostante il titolo fosse andato a Jorge Martin. Non stupisce perciò che Pecco abbia scelto proprio di prendere il posto dello spagnolo in Aprilia, cambiando per la prima volta marchio da quando è arrivato in MotoGP.
I motivi per cui Bagnaia ha sposato la causa di Noale sono diversi, andiamoli a vedere.
1. Una Ducati per Marquez
Borgo Panigale ha sempre dato e sempre darà due moto uguali e tecnici che prestano pari attenzione ai due lati del box. Detto questo, è innegabile che negli ultimi due anni la sensibilità di Gigi Dall'Igna e di tutti gli uomini in rosso sia stata “catturata” dalla presenza di Marc, un pilota sicuramente ingombrante, nel senso buono.
Marquez è pilota capace di fare la differenza in ogni frangente: la conseguenza principale è che è pure capace di guidare “sopra” i problemi e già in passato lo sviluppo della moto – vedi Honda- ne ha risentito. Non solo, Marquez ha un modo di pilotare che è diverso da quello di ogni altro essere umano, il che non è il massimo per chi si trova a prendere la stessa moto.
2. Un ambiente che lo coccola
Massimo Rivola è riuscito a tirare fuori il massimo da Marco Bezzecchi e a recuperare un rapporto, con Jorge Martin, che avrebbe fatto saltare i nervi a qualsiasi amministratore delegato. Bagnaia sa che va in una squadra che lo saprà ascoltare, sia dal punto di vista tecnico che umano, un aspetto molto importante per il tre volte campione del mondo.
3. Yamaha non va
Possiamo dirci tutto quello che vogliamo sulla grande competitività di cui godrà la M1 in futuro, ma al momento è la peggiore moto del lotto, come lo era nel momento in cui Bagnaia ha dovuto prendere una decisione. La corte di Yamaha a Pecco è stata lunga e interessante, sia sotto il profilo economico che di progetto, ma Bagnaia nel frattempo ha visto con i propri occhi quanto il ritardo del progetto V4 sia importante.
4. Che Aprilia
Non serve spendere troppe parole per fare comprendere che la RS-GP al momento è la moto migliore della griglia Ha vinto 4 gare su 5 fino a Barcellona, i suoi due piloti sono in testa al mondiale. E quale pilota che non pensa solo al portafoglio rinuncia alla moto più veloce?
5. Stimoli nuovi
Bagnaia avrebbe potuto anche fare “un passo indietro” per andare ad abitare il box di VR46. In quel caso, Ducati sarebbe stata ben disposta a fornirgli tutto il supporto necessario a correre come “terzo ufficiale” e l'ambiente sarebbe stato decisamente familiare. Pecco però ha bisogno anche di dare un taglio netto rispetto a uno stallo in cui è finita la sua carriera, stretta tra risultati che mancano e la sensazione – che inizia a serpeggiare nell'ambiente- che Bagnaia abbia vinto tanto soprattutto per i meriti della Desmosedici. Chiaro, sulle sue vittorie il peso di Ducati non è indifferente, ma vale la pena ricordare che sono diversi i piloti che l'hanno guidata, non tutti con risultati eccezionali.
Vincere con Aprilia, se ci riuscirà, potrà garantirgli una seconda parte di carriera dal sapore di una nuova vita.