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MotoGP: la dinamica dell’incidente tra Acosta, Marquez e Di Giannantonio

Paura tremenda al 12° giro del GP di Catalogna. La KTM del murciano perde potenza, il pilota della Ducati Gresini non riesce a evitarlo: impatto violentissimo e moto disintegrata. Coinvolto anche Di Giannantonio. Esposta la bandiera rossa.

Attimi di puro terrore e fiato sospeso sul circuito del Montmelò, dove il Gran Premio di Catalogna di MotoGP è stato bruscamente interrotto al dodicesimo dei ventiquattro giri previsti. Un incidente spaventoso, una dinamica tanto imprevedibile quanto pericolosa che ha visto coinvolti tre dei grandi protagonisti della gara: Pedro Acosta, Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio. La Direzione Gara ha esposto immediatamente la bandiera rossa per consentire i soccorsi e ripulire la pista dai detriti.

La dinamica dello scontro

Tutto è cominciato in pieno rettilineo, nel tratto velocissimo che conduce verso la staccata di curva 10. Pedro Acosta, che fino a quel momento si trovava al comando della corsa alla guida della sua KTM, ha accusato un improvviso e repentino problema meccanico. "Lo Squalo" di Murcia si è visto privare di colpo della potenza del suo motore, rallentando drasticamente mentre si trovava sulla traiettoria ideale a velocità elevatissima.

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Alle sue spalle, vicinissimo e lanciato in piena accelerazione nel gruppo di testa, arrivava Alex Marquez. Il pilota del team Ducati Gresini si è trovato davanti la moto di Acosta quasi ferma e, nonostante un disperato tentativo di correzione, l'impatto è stato inevitabile e violentissimo. La Desmosedici dello spagnolo ha colpito di striscio la KTM prima di partire per la tangente, schiantandosi contro il muro esterno di protezione. L'impatto con le barriere è stato devastante: la moto di Marquez si è letteralmente disintegrata.

Effetto a catena: coinvolto Di Giannantonio

Il caos generatosi in pista ha purtroppo mietuto un'altra vittima. Nella carambola e nella disintegrazione della moto di Marquez, alcuni detriti pesanti – tra cui, parrebbe dalle prime ricostruzioni, l'intera ruota anteriore della GP26 azzurra – sono rimbalzati pericolosamente sul tracciato.

A fare le spese del devastante effetto a catena è stato l'incolpevole Fabio Di Giannantonio. Il pilota romano della Ducati VR46, che seguiva a breve distanza all'interno dello stesso gruppetto di testa (dal quale sono scampate miracolosamente le Aprilia di Jorge Martin e Raul Fernandez), è stato centrato da uno dei pezzi volanti, perdendo il controllo della propria moto e scivolando a terra.

Le condizioni dei piloti

Dopo attimi di comprensibile sgomento e grandissima apprensione per le condizioni di Alex Marquez, rimasto a terra dopo il terribile volo e non inquadrato dalle telecamere nei primi minuti, la Race Direction ha diffuso i primi aggiornamenti rassicuranti: tutti i piloti coinvolti sono coscienti.

Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio sono riusciti a rientrare autonomamente verso la pit lane in sella alle proprie moto. Sebbene "Diggia" abbia accusato un forte dolore al braccio sinistro a causa dell'impatto con il detrito ed sia stato subito indirizzato al centro medico per tutti gli accertamenti del caso, entrambi sono stati dichiarati idonei per la ripartenza.

La preoccupazione maggiore resta focalizzata su Alex Marquez, apparso visibilmente dolorante e trasferito d'urgenza in barella presso la clinica del circuito per escludere fratture o traumi interni significativi dopo il durissimo impatto contro le barriere.

Nuova partenza e ancora caos

Purtroppo anche il secondo start viene rovinato da un incidente. Alla prima staccata si scatena una carambola che coinvolge la Ducati di Francesco Bagnaia e le due Honda di Luca Marini e Johann Zarco. Ad avere la peggio nel contatto sono proprio loro tre: "Pecco" si rialza subito in piedi, ma accusa un dolore al polso; Marini riesce a rientrare rapidamente ai box, mentre c'è molta apprensione per Zarco, che sembra aver subìto un brutto colpo alla gamba durante la dinamica della caduta.

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