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Maxi old-style: linee retrò ed anima sportiva

Affascinanti e curate nelle linee, le maxi retrò sono anche moto veloci, con una dotazione tecnica ricca e ciclistiche strettamente imparentate con le loro cugine naked. Ecco quattro modelli davvero interessanti

Prestazioni, consumi, peso e prezzo sono i fattori più importanti che spesso influenzano un appassionato nell’acquisto di una determinata moto rispetto ad un’altra. Tuttavia anche l’occhio vuole la sua parte, e una moto prima di tutto deve essere bella e deve piacere a chi la compra. Fra le proposte più affascinanti ci sono le modern classic, modelli che riprendono il fascino intramontabile delle moto di un tempo, ma sotto le loro forme morbide e sinuose si nascondono piattaforme tecniche moderne spesso derivate da modelli sportivi.  Dopo aver provato la Honda CB1000F, il cui stile arriva direttamente dalle CB750F e 900F Bol D’or degli anni Ottanta ma motore, telaio e ciclistica sono quelli della Hornet 1000, vediamo ora altre proposte che seguono questa filosofia.

Honda CB1000F

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Presentata ad ottobre dello scorso anno ed esposta per la proma volta in Europa in occasione di EICMA 2025,  la CB1000F è la roadster di Honda che nasce sulla piattaforma motore-telaio della naked CB1000 Hornet. Il cuore è quindi sportivo, difatti il motore è un quattro cilindri in linea di 1.000 cm³ di derivazione CBR1000RR Fireblade 2017-2019. Un motore ovviamente rivisto nelle specifiche e adattato all’utilizzo stradale, e specie sulla 1000F ha una messa a punto dedicata pensata per privilegiare la coppia ai bassi e medi regimi, rinunciando a qualche CV in alto. Difatti, rispetto alla CB1000 Hornet la F ha 28 CV in meno (124 contro 152) erogati a 9.000 giri/min. Il valore massimo della coppia si attesta invece a 103 Nm a 6.750 giri/min. 

Pressoché identica la ciclistica, con telaio a diamante in acciaio, forcellone bibraccio in alluminio e sospensioni Showa pluriegolabili. All’anteriore troviamo una forcella a steli rovesciati di 41 mm e un monoammortizzatore posteriore con leveraggio Pro-Link. Esteticamente si ispira a modelli entrati nella storia come la CB900F Bol D’Or e la CB750F, riprendendo le linee degli anni ’80, con serbatoio, fiancate e sella che formano un insieme armonico fino al codone. Elementi distintivi includono il faro tondo, il doppio clacson frontale, grafiche retrò e scarico con terminale a megafono. 

Prezzo: 12.190 euro f.c.

Z900 RS SE

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La Kawasaki Z900RS SE  è stata rinnovata in occasione di EICMA 2025 principalmente nella dotazione, ma ci sono stati alcuni piccoli interventi anche a livello estetico che ne hanno innalzato ulteriormente il fascino neoretrò che la contraddistingue. Sono nuovi il terminale di scarico e i collettori, così come le alette sulla testa dei cilindri. 


Viene confermato il motore quattro cilindri in linea di 948 cm³ con raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero e 111 CV di potenza massima a 8.500 giri. Arrivano però corpi farfallati ride-by-wire, il cruise control e un pacchetto elettronico di assistenza alla guida con piattaforma inerziale a sei assi. ABS e controllo di trazione funzionano quindi anche a moto inclinata e il cambio è elettronico bidirezionale. La ciclistica prevede una forcella a steli rovesciati di 41 mm di diametro regolabile nell’idraulica e un monoammortizzatore posteriore con leveraggio orizzontale. L’impianto frenante vede pinze radiali e dischi di 300 mm all’avantreno. La dotazione comprende connettività Bluetooth tramite l’app Kawasaki Rideology e una presa USB-C integrata al manubrio. La versione SE si distingue per sospensione posteriore Öhlins con regolazione remota del precarico, impianto frenante Brembo con pinze radiali e tubi in treccia e livrea dedicata, ispirata a quella della Z1 “Fireball”. 

Prezzo: 14.890 euro.

Triumph Trident 800

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Presentata ad EICMA 2025, la Trident 800 è una classica stradale che riprende la chiave stilistica della sorella minore Trident 660, le cui linee nascono dalle sapienti mani del designer italiano Rodolfo Frascoli. 

Il motore è lo stesso tre cilindri in linea di 798 cm³ che fece il suo debutto sulla crossover sportiva Tiger Sport 800, ma in questa configurazione impiega tre corpi farfallati ed è stato rivisto lato aspirazione per ottimizzare la risposta ai medi e alti regimi. I suoi valori sono di 115 CV e 85 Nm, mentre il cambio è elettronico bidirezionale. Ad abbracciare il propulsore un telaio in acciaio di nuova concezione, sostenuto da sospensioni Showa. All’anteriore troviamo una forcella con steli rovesciati di 41 mm di diametro regolabile in compressione ed estensione, mentre al posteriore lavora un monoammortizzatore regolabile in precarico ed estensione. L’impianto frenante vede all’avantreno due dischi di 310 mm di diametro, mentre al retrotreno è presente un disco singolo. Il peso in ordine di marcia è di 198 kg. Non mancano ABS e controllo di trazione con funzione cornering, tre modalità di guida, cruise control e luci full-LED. 

Prezzo: 9.995 euro f.c.

XSR900

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Presente dal 2016 nei listini della Casa giapponese, la Yamaha XSR900 è la sorella retrò della nuda MT-09, con la quale condivide gran parte della ciclistica, dell’elettronica il motore. Il suo look retrò si ispira alle moto anni ’70, con il codone squadrato, grosso serbatoio “piatto”, faro anteriore circolare e steli forcella oro. Negli anni ci sono state diverse evoluzioni, sia nella meccanica che nello stile e nelle versioni; con la GP che celebra la storia della Casa di Iwata nel mondo delle competizioni. Novità 2026 è la livrea dedicata a “King” Kenny Roberts, celebre pilota americano che gareggiò per ben 13 anni con Yamaha, ottenendo tre titoli mondiali nella classe 500 

Cuore di questa roadster è il collaudato Crossplane tre cilindri in linea di 889 cm³, 119 CV di potenza massima a 10.000 giri/min e 93 Nm di coppia. A tenere a bada tutti i CV c’è un’elettronica di prim’ordine, ereditata dalla cugina MT-09: piattaforma inerziale a sei assi, controllo di trazione e ABS, entrambi “cornering”, controllo dell’impennata e dell’imbardata, cambio elettronico bidirezionale, quattro mappature motore e cruise control. Il telaio è una struttura Deltabox con forcellone in alluminio e sospensioni KYB: la forcella ha steli rovesciati di 43 mm ed è completamente regolabile, mentre il mono è collegato al forcellone tramite leveraggi. All’avantreno troviamo una coppia di dischi di 298 mm con pinze radiali, mentre al retrotreno un disco singolo di 245 mm. Altezza della sella da terra e peso in ordine di marcia valgono rispettivamente 81 cm e 193 kg. 

Prezzo: 11.799 euro f.c; 13.499 euro f.c. per la versione GP

 

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