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Non solo Guzzi, 4 fabbriche leggendarie da vedere e visitare

Fabbriche ancora operative, sedi storiche e musei che possono essere visitati dagli appassionati… Qiesti stabilimenti sono gioielli per appassionati

Oltre al nuovo (e bellissimo) stabilimento della Moto Guzzi, ci sono altre fabbriche sono diventate veri luoghi di culto per gli appassionati, custodi della storia dei marchi e, in qualche caso, attrazioni aperte al pubblico. Da Borgo Panigale a Milwaukee, passando per Berlino e Hinckley, ecco quattro stabilimenti dove sono nate - e continuano a nascere - alcune delle moto più famose del mondo.

Ducati, Borgo Panigale

Ducati ha casa a Borgo Panigale dal 1936, anche se all'epoca dalle linee non uscivano ancora motociclette ma componenti radio ed elettrici. Le moto sarebbero arrivate nel dopoguerra e da allora lo stabilimento bolognese è diventato il cuore della Casa. 

La prima pietra, dicevamo, venne posata il 1° giugno 1935 e il complesso entrò in funzione l’anno successivo. Il primo grande sviluppo avvenne tra il 1935 e il 1939, seguito da ulteriori ampliamenti tra il 1940 e il 1944, quando Borgo Panigale era diventato una sorta di piccola città industriale con migliaia di dipendenti. Il 12 ottobre 1944 la fabbrica fu pesantemente colpita dai bombardamenti alleati e dovette essere in gran parte ricostruita nel dopoguerra: proprio da quelle macerie sarebbe cominciata la trasformazione di Ducati da produttore di apparecchi radio e strumenti di precisione a costruttore di motociclette. Da allora il sito è stato continuamente modificato e ampliato, senza però abbandonare la sede originaria sulla Via Emilia. Uno degli interventi più recenti è il nuovo edificio Finitura e Delibera Estetica, inaugurato nel 2022: 4.400 m² caratterizzati da grandi superfici vetrate e in policarbonato, illuminazione naturale e pannelli fotovoltaici, dove le moto ricevono gli ultimi componenti e vengono sottoposte al controllo estetico prima della spedizione. È un buon esempio del volto attuale di Borgo Panigale, dove gli edifici industriali storici convivono con reparti decisamente più moderni
La trasformazione non è finita: nell’aprile 2026 Ducati e il Comune di Bologna hanno firmato un accordo per un nuovo programma di ampliamento e riqualificazione che interesserà edifici, uffici, reparti produttivi e di Ricerca & Sviluppo, oltre agli spazi storici e museali.

Visite e apertura al pubblico

Ancora oggi qui vengono progettate e assemblate le Ducati destinate ai mercati di tutto il mondo. Ed è possibile vedere da vicino come nascono: il Factory Tour attraversa i reparti produttivi, dalle lavorazioni meccaniche all'assemblaggio dei motori e delle motociclette. Accanto alla fabbrica c'è poi il Museo Ducati, dove sono esposti i modelli che hanno segnato la storia del marchio, con ampio spazio naturalmente dedicato alle corse. Le visite alla produzione sono guidate e vanno prenotate. Tutti i dettagli, compresi prezzi, orari  e modalità di accesso, li trovate sul sito ufficiale. 

BMW, Berlino-Spandau

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La storia dello stabilimento BMW di Berlino-Spandau è anche in questo caso precedente a quella delle moto che vi vengono costruite. Alcuni degli edifici industriali del complesso risalgono infatti al 1914 e, prima dell'arrivo di BMW, il sito era legato alla produzione di motori aeronautici. La Casa bavarese acquisì lo stabilimento nel 1939 rilevando la Brandenburgische Motorenwerke, mentre la produzione motociclistica arrivò gradualmente nel dopoguerra: nel 1958 venne trasferita qui la costruzione dei telai, nel 1966 uscì la prima BMW completa assemblata a Berlino e nel 1969 l'intera produzione motociclistica venne trasferita da Monaco a Spandau. All'epoca circa 400 dipendenti costruivano appena 30 moto al giorno. 
Da allora la fabbrica è cresciuta senza sosta. Nel 1977 venne posata la prima pietra di un nuovo reparto di assemblaggio, mentre tra il 1999 e il 2003 BMW investì 280 milioni di euro in un nuovo padiglione, una verniciatura automatizzata e nuovi impianti per le lavorazioni meccaniche. Altri ampliamenti sono arrivati negli anni successivi: nel 2012 il sito si è esteso su un'area adiacente e nel 2015 BMW ha annunciato altri 100 milioni di euro di investimenti, comprendenti l'ampliamento della verniciatura e un nuovo centro logistico con un magazzino verticale alto 36 metri
La cosa più interessante è il contrasto tra vecchio e nuovo: una parte delle lavorazioni viene ancora svolta negli storici edifici in mattoni, alcuni tutelati, nei quali oggi funzionano sofisticati centri CNC e impianti automatizzati. Il complesso occupa circa 230.000 m² e può produrre fino a 900 moto al giorno. Nel marzo del 2026 da qui è uscita anche la quattromilionesima BMW costruita a Berlino.

Visite e apertura al pubblico

La fabbrica è visitabile con i tour della BMW iFACTORY EXPERIENCE. Si entra realmente nello stabilimento per osservare la produzione delle moto e le diverse fasi di lavorazione. Le visite pubbliche a Berlino sono disponibili su prenotazione; modalità, disponibilità e prezzi aggiornati si trovano sul sito BMW dedicato ai factory tour.

Triumph, Hinckley

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Per Triumph bisogna andare a Hinckley, nel Leicestershire, ma qui la storia è più recente. Lo stabilimento è infatti il simbolo della rinascita moderna del marchio britannico: dopo l'acquisizione da parte di John Bloor, negli anni Ottanta venne progettata in gran segreto una nuova generazione di motociclette e già nel 1987 il primo quattro cilindri da 1.200 cm³ girava al banco nella nuova struttura. Nel 1990 Triumph tornò ufficialmente sulla scena internazionale con una gamma completamente nuova, progettata e costruita proprio nella fabbrica appena realizzata a Hinckley. Anche questo stabilimento ha però attraversato momenti difficili. Nel 2002 un enorme incendio distrusse Factory 1, il principale edificio destinato all'assemblaggio. Hinckley continuò comunque a essere il centro nevralgico dell'azienda e negli anni successivi il complesso venne ulteriormente sviluppato. Oggi qui si trovano il quartier generale mondiale, il Centre of Design Excellence, le attività di progettazione, prototipazione e collaudo, una verniciatura realizzata con investimenti multimilionari e un nuovo impianto britannico di assemblaggio. Vero, la produzione Triumph è ormai internazionale, con altri stabilimenti in Asia e Sud America, ma ogni nuova Triumph continua a essere concepita, prototipata e testata a Hinckley. Dal punto di vista estetico - architettonico il complesso non possiede edifici storici riconoscibili come quelli di Harley o BMW: è una fabbrica decisamente più moderna. A renderla particolare per gli appassionati è soprattutto l'area dedicata ai visitatori, preceduta dalla Avenue of Legends, con targhe che ricordano personaggi legati alla storia della Casa.

Visite e apertura al pubblico

Triumph offre una delle esperienze più complete. La Factory Visitor Experience, con esposizione di moto storiche e moderne, shop e 1902 Café, è visitabile gratuitamente. Il Factory Tour è invece a pagamento e va prenotato: dura circa 90 minuti e copre quasi 2 km all'interno dello stabilimento, passando dalla lavorazione degli alberi motore alla verniciatura, dalla linea di assemblaggio al banco a rulli, fino alle aree dedicate allo sviluppo dei motori e alla Moto2. I tour pubblici vengono organizzati dal mercoledì alla domenica. Sul sito trovate tutti i dettagli. 

Harley-Davidson, Milwaukee

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Quella di Juneau Avenue, a Milwaukee, è probabilmente la più riconoscibile delle quattro. Harley-Davidson iniziò nel 1903 nella celebre piccola costruzione in legno dietro casa Davidson, mentre nel 1906 venne realizzata la prima vera fabbrica. La crescita fu però talmente rapida che già nel 1910 cominciò la costruzione di un nuovo complesso: grandi edifici di cinque piani in mattoni rossi, progettati anche dall'architetto A.C. Eschweiler e dotati di enormi finestre per portare quanta più luce e aria possibile nei reparti. Tra il 1910 e il 1913 la fabbrica fu praticamente un cantiere continuo e nel 1921 il campus aveva già assunto gran parte dell'aspetto che conserva ancora oggi. I suoi elementi più riconoscibili sono proprio le lunghe facciate in mattoni e vetro, la passerella che collega alcuni edifici e soprattutto la torre dell'acqua con la scritta Harley-Davidson, ancora visibile sopra il complesso. Una vera icona dell'architettura industriale di Milwaukee. 
La produzione di motociclette a Juneau Avenue terminò nel 1973 e gli edifici vennero trasformati nel quartier generale della società, ma anziché essere demoliti sono rimasti sostanzialmente al loro posto. Anzi, dal 1994 il nucleo storico della Harley-Davidson Motorcycle Factory è inserito nel National Register of Historic Places, il registro federale statunitense dei luoghi di interesse storico.

Visite e apertura al pubblico

Qui la situazione è un po' particolare: l'interno della vecchia fabbrica non è normalmente aperto al pubblico, salvo tour organizzati in occasione di eventi speciali. Si può però seguire un percorso esterno autoguidato attraverso il campus e visitare il vicino Davidson Park. Sempre a Milwaukee c'è poi il grande Harley-Davidson Museum. 
Per entrare invece in una vera fabbrica Harley in attività bisogna spostarsi a Menomonee Falls, poco fuori Milwaukee. Qui si trova Powertrain Operations e viene proposto il tour “Walk the Line”, un percorso di circa 90 minuti durante il quale si osservano costruzione, assemblaggio, collaudo e controllo dei motori prima della spedizione agli stabilimenti di assemblaggio finale. Le visite si tengono dal lunedì al venerdì e vanno prenotate. 

Tra quelle appena citate, lo sappiamo, manca una fabbrica altrettanto bella ed importante. Essendo appena stata ristrutturata ed inaugurata, le abbiamo dedicato un intero articolo: Che spettacolo! Ecco come è fatta la nuova fabbrica Moto Guzzi

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