Comstar, la ruota geniale inventata da Honda che non si fa più
Sviluppato da Honda negli anni Settanta, il sistema Comstar offriva leggerezza, rigidità e possibilità di montare pneumatici tubeless. Nacque in pista e poi approdò su diversi modelli stradali
Evoluzione del cerchio
Una volta erano semplici ruote in legno, come quelle di un carro, a cui venivano applicate rudimentali pneumatici fatti con strisce di gomma. Poi arrivarono i cerchi a raggi metallici, usati dal primo Novecento fino agli anni ’70, quando comparvero i primi cerchi in alluminio fuso, più rigidi e resistenti. Questa fu una rivoluzione, perché consentì di montare pneumatici tubeless, cioè senza camera d'aria Erano però anche molto più pesanti e, è chiaro, poco indicati alle corse. Impegnata nelle competizioni europee di resistenza con la RCB1000, moto basata sul motore quattro cilindri della CB750Four, Honda sviluppò allora il cerchio Comstar. L’obiettivo era creare una ruota adatta alle esigenze dei team di endurance che fosse leggera, rigida e compatibile con gli pneumatici senza camera d’aria.
Com’era fatto
Il Comstar univa il mozzo centrale al cerchio in alluminio tramite piastre a raggi. Rispetto ai cerchi tradizionali, non richiedeva manutenzione come la tensionatura dei raggi e permetteva di montare pneumatici tubeless, più sicuri in caso di foratura e più resistenti nelle corse. Il nome stesso deriva infatti da “Composite” e “Star”, a indicare la combinazione dei vantaggi dei cerchi a raggi e dei cerchi in lega e la forma a stella della ruota. Il design, diverso sia dai cerchi a raggi che da quelli in fusione, offriva una anche grande libertà stilistica. Non per nulla, nel 1977, Honda lo scelse anche per la CB750Four-II e, successivamente, per molti altri modelli stradali destinati all’esportazione.
Evoluzione sui modelli stradali
Una volta sdoganati, i Comstar continuarono ad evolvere. All’inizio le piastre di serie erano in acciaio, ma dal 1979 con la CB750F arrivarono ad esempio quelle in alluminio, inaugurando gli “All-Aluminium Comstar”. Negli anni successivi, furono introdotti vari design distintivi: il cosiddetto “Omote Comstar” (piastre in acciaio dei primi modelli CB750F), l’ “Ura Comstar” con piastre verniciate in nero o oro oppure il “Boomerang Comstar”, montato su CBX400F e VT250F e spesso abbinato a freni a disco ventilati inboard.
Comstar e competizioni
A partire dal ritorno nel 1979, Honda utilizzò il Comstar anche sulle moto da GP come l’NR500 quattro tempi e le successive NS500 e NSR500 due tempi. Chiamati “NS Comstar” vennero montati anche sui modelli repliche delle moto da GP, come l’NS, l’NSR e la CBR. La serie GP li utilizzò fino al 1985, finché l'evoluzione della tecnica non rese i cerchi in lega allo stesso livello se non addirittura migliori dei Comstar, che vennero così accantonati anche sulle moto di serie.
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