GD, la moto che nacque dalla SIRIE e finì a confezionare caramelle
Nata da una costola della della SIRIE, la G.D. seppe distinguersi negli anni Trenta con motoleggere e modelli sportivi, prima di chiudere la produzione motociclistica nel dopoguerra per convertirsi alla costruzione di macchine confezionatrici per caramelle, sigarette e medicinali…
Dalla SIRIE alla nascita della G.D.
Tutto comincia a Bologna, nei primi anni Venti. La SIRIE (Società Italiana Rappresentanze Importazioni Esportazioni) era attiva nell’importazione e vendita di materie prime, auto, moto, biciclette e macchine da cucire. La società ottenne rappresentanze importanti – dai fari Bosch alle automobili Citroën e Charron, fino alla DKW – ma una serie di problemi la portarono a chiudere nel 1923.
Dalla crisi della SIRIE nasce la G.D.: Guido Dall’Oglio e Gherardo Ghirardi brevettano un motore a due tempi che attira l’attenzione degli addetti ai lavori, e poco dopo viene presentata una moto con il marchio G.D., ancora prima della fondazione ufficiale dell’azienda, avvenuta il 1° febbraio 1924. La nuova impresa parte come attività dell’avvocato Mario Ghirardi: le iniziali del marchio – Ghirardi & Dall’Oglio – indicano una collaborazione legata al brevetto più che una società strutturata. Alla fine del 1925 Dall’Oglio e Gherardo Ghirardi lasciano l’azienda, e Mario Ghirardi resta l’unico referente. Dal 1926 il marchio diventa semplicemente G.D. – Ghirardi.
Gli anni delle gare e delle prime soddisfazioni
La seconda metà degli anni Venti è un periodo di relativa stabilità. La produzione si consolida e le G.D. trovano spazio sul mercato e nelle gare, allora uno degli strumenti migliori per farsi conoscere. Con l’inizio degli anni Trenta, però, le cose cambiano: la concorrenza cresce, i margini si riducono e le vittorie in pista si fanno più rare. La G.D. inizia a mostrare segni di difficoltà, sia sul piano sportivo che commerciale, e diventa chiaro che serve un ripensamento.
Il tentativo di rilancio: motoleggere e modelli sportivi
La risposta arriva con le motoleggere da 125 e 175 cm³, evoluzione delle biciclette a motore.
Tra il 1928 e il 1929 vengono presentati modelli come la Turismo 175 S 63, la Speciale Corsa 175 M61 e la Tipo CM 175, tutti a cilindro orizzontale. Nonostante l’impegno, però, faticano a imporsi sul mercato. Segue un tentativo più ambizioso: una 175 a quattro tempi con buone prestazioni, telaio in tubi d’acciaio aperto davanti e sospensione anteriore a parallelogramma. Anche qui, il successo sperato tarda ad arrivare.
La serie 70 e l’ultima evoluzione
Nel 1930 debutta la serie 175 “70 A”, con una serie di affinamenti rispetto ai modelli precedenti. La 70 A Normale viene affiancata dalla 70 AL2 Lusso, con doppio scarico e impianto elettrico, e dalla Tipo 70 B Veloce, che supera i 100 km/h. Nonostante i miglioramenti, la produzione resta limitata.
Nel 1932 il listino si riduce a due modelli: la 70 AT2, derivata dalla 70 A Normale, e la 70 AS T2, evoluzione della 70 AS2. Quest’ultima rappresenta il vertice della produzione di serie G.D.: qualità costruttiva elevata, cura dei dettagli superiore alla media, peso contenuto e linea coerente con l’idea di motoleggera sportiva. Il grande fanale Bosch, lo scarico bitubo e la livrea del serbatoio la rendono immediatamente riconoscibile.
Gli ultimi anni e la fine della produzione
Tra difficoltà economiche e rallentamenti produttivi, la G.D. prosegue l’attività fino al 1942, quando l’azienda viene rilevata dai cugini Enzo e Ariosto Seragnoli. Durante la Seconda Guerra Mondiale la produzione si concentra su motocarri e componentistica bellica, un destino comune a molte industrie italiane. Nel dopoguerra la decisione è definitiva: la G.D. abbandona le due ruote e si dedica alle macchine confezionatrici e imballatrici per caramelle, sigarette e medicinali. Così si chiude, quasi senza clamore, la storia di una casa motociclistica che seppe distinguersi nonostante le difficoltà.
Un'altra moto di cui in pochi si ricordano? La storia dimenticata della Lombardini, la GP nata in una stalla
Foto e immagini
- Accedi o registrati per commentare