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Bici-velox contro le e-bike truccate: come funzionano e quali multe si rischiano

Non sono veri autovelox, ma strumenti capaci di scoprire le biciclette elettriche modificate per superare i limiti di legge. I primi controlli sono già partiti a Parma, con 15 sanzioni in poche ore, mentre altri Comuni si stanno attrezzando. Ecco come funzionano e che cosa rischiano i trasgressori 

Arrivano i bici-velox

Con circa 1,8 milioni di e-bike circolanti in Italia, secondo le stime di FIAB e Assoutenti, cresce anche il problema delle biciclette elettriche truccate, modificate cioè per raggiungere velocità ben superiori a quelle consentite. Un fenomeno di cui avevamo già parlato, raccontando i controlli effettuati a Milano, Torino e Bolzano, dove erano emerse numerose irregolarità. 
 

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Ora però la stretta si fa più “tecnologica”. A Parma, lo scorso 6 ottobre, la Polizia locale ha impiegato un dispositivo chiamato Dynostar, un banco prova portatile dotato di rulli sul quale viene posizionata la bicicletta. Lo strumento consente di verificarne le prestazioni, individuando eventuali modifiche che permettono al motore di continuare a fornire assistenza oltre i limiti di legge. Il primo servizio ha portato a 15 sanzioni, mentre, secondo FIAB e Assoutenti, altri Comuni si stanno attrezzando per effettuare controlli analoghi. Non si tratta quindi di autovelox che fotografano le biciclette troppo veloci, ma di strumenti che consentono agli agenti di verificare direttamente la regolarità del mezzo.

Quando una e-bike diventa un ciclomotore

L'articolo 50 del Codice della strada stabilisce che una normale bicicletta a pedalata assistita debba avere un motore con potenza nominale continua non superiore a 250 W, limite che sale a 500 W per i velocipedi adibiti al trasporto merci. L'assistenza elettrica deve ridursi progressivamente fino a interrompersi a 25 km/h, oppure quando si smette di pedalare. In pratica, il motore non spinge da solo la bici, ma “assiste” il ciclista fornendogli un tot di spinta extra. Non per nulla, i 25 km/h non rappresentano la velocità massima della bicicletta, ma quella oltre la quale il motore deve smettere di girare. Se invece il mezzo viene modificato per aggirare questi requisiti, non è più considerato una normale bicicletta, ma viene equiparato a un ciclomotore, con i conseguenti obblighi di patente, targa, casco e assicurazione.

Multe fino a 15mila euro?

È la cifra massima indicata dalle associazioni, ma va chiarito che non esiste una multa unica da 15.000 euro per una e-bike truccata. L'importo dipende dalle violazioni effettivamente contestate, che possono sommarsi tra loro. Come avevamo già avevamo spiegato qui, chi modifica una bicicletta per aumentarne illegalmente potenza o velocità rischia una sanzione da 845 a 3.382 euro, mentre per chi produce o commercializza e-bike che superano i limiti di velocità previsti le multe vanno da 1.084 a 4.339 euro. 
A queste possono aggiungersi poi le sanzioni per la circolazione di un mezzo considerato ciclomotore ma privo dei requisiti necessari, per esempio assicurazione, targa o patente. Nei casi previsti possono inoltre scattare il sequestro e altri provvedimenti sul veicolo.

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