Il trucco della pistola benzina: così capisce che il serbatoio è pieno
Cosa c’è alla base del classico ed inconfondibile “clack” della pistola? Un sistema semplice ma ingegnoso, dal pescaggio del carburante fino allo stop automatico, ecco cosa succede facciamo il pieno alla moto…
Dal serbatoio alla moto
Tutto parte dai serbatoi interrati del distributore, dove benzina e gasolio vengono stoccati. Da qui il carburante risale fino al veicolo grazie a pompe dedicate: in alcuni casi sono sommerse e spingono direttamente il liquido verso l’alto, in altri funzionano per aspirazione, creando una depressione che richiama il combustibile nei tubi. La sostanza, ovviamente, non cambia. 
Una volta avviato il rifornimento, il carburante percorre le tubazioni del sistema, dove incontra una serie di dispositivi che ne regolano il funzionamento. Le valvole di non ritorno impediscono al liquido di rifluire verso il basso, mantenendolo sempre pronto all’erogazione e riducendo l’usura dell’impianto. Allo stesso tempo, la portata viene gestita da valvole dedicate, mentre un misuratore elettronico rileva in continuo la quantità erogata e la comunica al sistema che calcola il prezzo. Un sistema, è chiaro, che si attiva automaticamente appena si solleva la pistola dal distributore. Ma cosa succede quando il serbatoio della moto è pieno? Come fa il sistema a bloccarsi in automatico evitando alla benzina di straboccare? Una domanda banale dalla risposta tutt’altro che ovvia…
Il segreto del “clack”
Qui entra in gioco un dettaglio minuscolo ma fondamentale: il piccolo foro posto sulla punta della pistola. L’avreste mai detto?
Alla base di tutto c’è un principio fisico preciso, noto come effetto Venturi, dal nome del fisico italiano Giovanni Battista Venturi, secondo cui quando un fluido attraversa una strozzatura, la sua velocità aumenta e, contemporaneamente, la pressione diminuisce. È esattamente ciò che accade dentro la pistola. Il carburante, passando attraverso un restringimento interno, genera una depressione. Questa “aspirazione” viene convogliata fino alla punta attraverso un piccolo condotto collegato proprio al forellino che si vede sul beccuccio. Finché quel foro resta libero, il sistema aspira aria o vapori di benzina e il flusso prosegue senza interruzioni. È una condizione di equilibrio: la depressione c’è, ma viene continuamente compensata dall’aria aspirata. Quando però il livello del carburante sale fino a coprire la punta, la situazione cambia. Il foro non aspira più aria ma liquido, e questo manda in crisi l’equilibrio del sistema. La depressione non viene più “scaricata” e si crea uno sbilanciamento che fa reagire una piccola membrana interna. Il suo movimento è minimo, ma sufficiente ad azionare la chiusura della valvola: il flusso si interrompe di colpo ed è lì che si sente il classico “clack”.
Un'idea del 1939
Il meccanismo che oggi diamo per scontato ha origini lontane. L’idea risale al 1939, quando l'americano Richard C. Corson sviluppò un sistema capace di interrompere automaticamente il flusso al raggiungimento di un certo livello. Il brevetto arrivò pochi anni dopo e, da allora, il principio è rimasto sostanzialmente lo stesso.
Perché a volte si ferma prima
Succede (molto di più quando si fa il Diesel, che è più schiumoso), perché la pompa non misura realmente quanto è pieno il serbatoio, ma ciò che accade proprio alla punta della pistola. In altre parole, “vede” il carburante solo quando questo arriva a coprire il foro. Per questo motivo può capitare che l’erogazione si interrompa in anticipo. Succede, per esempio, oltre a quando si forma la schiuma, anche se la pistola è inclinata in modo sfavorevole oppure se il bocchettone è particolarmente stretto e il carburante tende ad accumularsi prima di scendere nel serbatoio. Sulle moto è meno frequente, ma non impossibile.
Occhio al troppo pieno
Dopo il primo scatto, la tentazione di aggiungere ancora qualche goccia è forte, magari per raggiungere l cifra tonda sullo schermo che conta il prezzo, ma (sulla moto) non è una buona abitudine. Riempire il serbatoio fino all’orlo può causare piccole fuoriuscite, soprattutto quando la moto viene rimessa sul cavalletto dopo aver fatto rifornimento in posizione verticale. Inoltre sui modelli più recenti è presente un sistema con filtro a carboni attivi che serve a trattenere i vapori di benzina. Questo componente è progettato per lavorare con i gas, non con il liquido. Se il livello del carburante supera il limite e la benzina entra nel sistema, il filtro può saturarsi e danneggiarsi, fino a richiedere la sostituzione.
A proposito di pieno: Fare benzina in moto: i pericoli nascosti