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Brasile, la MotoGP ci riprova dopo 20 anni

Il motomondiale torna a correre sul circuito di Goiania, dove aveva debuttato nel 1987, prima di spostarsi a San Paolo e Rio de Janeiro. Dal mondiale di Gardner a quello di Rossi, la storia di un amore difficile

Sono passati quarant'anni esatti dalla prima edizione del Gran Premio del Brasile, che si tenne il 27 settembre 1987, sempre a Goiania, ma su una pista e con una infrastruttura in parte differenti da quella attuale. 

Contrariamente però a quanto è avvenuto in Argentina, dove la storia motociclistica sportiva ha trovato una maggiore frequenza - se non continuità- in calendario, in Brasile gli appuntamenti a due ruote sono stati piuttosto sporadici. Vuoi per una Formula 1 che negli anni '80 e '90 ha fagocitato tutto nel mito di Ayrton Senna, vuoi per la mancanza di talenti – con sporadiche eccezioni come quella di Alex Barros- il motomondiale non è mai stato davvero di casa nel paese sudamericano grande rivale degli argentini.


Un inizio leggendario

Le prime edizioni del gran premio motociclistico del Brasile si disputarono proprio a Goiania, tra il 1987 e il 1989, anche se la pista era già stata costruita negli anni '70 ed era attiva dal 1974. I primi tre anni gareggiarono solo le 250 e le mezzo litro, perché 125 e 80 (quest'ultima classe continuò nel motomondiale fino al 1988) non partecipavano alle extraeuropee.

I nomi che compaiono nell'albo d'oro di quei primi anni sono tutti di primo livello: Wayne Gardner, Eddie Lawson, Kevin Schwantz, Dominique Sarron, Luca Cadalora, con Gardner che proprio nel 1987 si assicurò il titolo in Brasile con la mitica Honda NSR nei colori Rothmans. Il tutto in un'atmosfera surreale per la fuga radioattiva causata da un apparecchio radioterapico rubato da un ospedale.

La pista brasiliana era e rimane molto corta, con un solo lungo rettilineo e diverse curve, per lo più lente, ma più che altro viene ricordata per l'asfalto sconnesso e tutto il contorno. Dove con contorno non si intendono le infrastrutture, ma una certa vita notturna piuttosto esuberante.


Lo spostamento a Interlagos

Dopo una fugace apparizione a San Paolo nel 1992 – sulla pista di Interlagos dove tuttora corre la F1- il Gran Premio del Brasile tornò in calendario l'anno successivo alla scomparsa di Ayrton Senna. Nel 1995 venne portato a Rio de Janeiro, dove rimase fino al 2004 compreso, sul mitico Jacarepaguà.


Valentino e Lorenzo

Il buon Alex Barros, che pure aveva talento e qualche occasione per affermarsi l'avrebbe avuta, non è però mai riuscito a diventare profeta in patria, mentre Valentino Rossi a Rio de Janeiro ci ha pure vinto il titolo del 2002, festeggiato in tema calcistico. In quell'anno infatti il Brasile aveva vinto i mondiali di calcio in Giappone e Corea e Valentino Rossi omaggiò i verdeoro con una gag: il Dottore e alcuni suoi amici vestirono la celebre divisa della Seleçao. Comparve però anche una bandiera italiana e una finta coppa del mondo, che i componenti del fan club consegnarono al pilota. 

L'anno seguente, il penultimo in Brasile, vide invece un giovanissimo Jorge Lorenzo festeggiare in Brasile il suo primo successo nel motomondiale.


La pista attuale

Già nel 2019, c'erano stati tentativi di riportare la MotoGP a Rio de Janeiro, con un contratto quinquennale che successivamente è stato cancellato nel 2021 a causa della mancata costruzione del Rio Motorsports Park.

A dicembre 2024, la MotoGP ha ufficializzato un accordo con lo stato di Goiás – nell'entroterra, dimenticatevi le cartoline delle spiagge più famose del brasile- per un contratto quinquennale a partire proprio dalla stagione 2026. Torna così una competizione di altissimo livello a Goiania, che era finita lontana dai riflettori del “giro buono”.

Il circuito, ora ufficialmente conosciuto come Autodromo Internacional de Goiania – Ayrton Senna, ha subito importanti ristrutturazioni per adattarsi agli standard moderni. La pista, lunga 3.8 chilometri, presenta una combinazione di rettilinei veloci e curve tecniche, con il layout del circuito prevede nove curve a destra e cinque a sinistra. A chi può giovare una pista del genere: difficile dirlo, anche perché non ci sono stati test ufficiali MotoGP sul tracciato brasiliano. In questo caso, come in tutte le occasioni in cui c'è da essere svegli e pronti alle novità, l'indiziato numero uno è ovviamente Marc Marquez.
 

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