Silverstone, Raul Fernandez fa il vuoto: Aprilia domina anche in gara lunga
Terzo podio tutto Aprilia in due giorni, ma con un altro nome sopra. Bezzecchi resiste ad Alex Marquez, cadono Ogura e Bagnaia
Il Gran Premio si decide alla prima curva
Bastano duecento metri. Jorge Martin scatta dalla pole con l'abbassatore che non si sgancia in curva 1 e si ritrova quarto; Raul Fernandez, che partiva dalla seconda casella e che ventiquattro ore prima era finito a terra nella Sprint, prende la testa e non la molla più. Al terzo giro firma il giro veloce della corsa, al sesto ha già tre secondi di margine, e da lì in avanti il Gran Premio di Gran Bretagna diventa una gara a parte: la sua. È la seconda vittoria in MotoGP per lo spagnolo, dopo Phillip Island dello scorso anno, e il dato statistico che si porta dietro è di quelli che a Silverstone ormai sono una tradizione: dodici Gran Premi corsi qui, dodici vincitori diversi. Alle sue spalle si è vista invece la gara vera. Martin ha impiegato nove giri per rimettersi in seconda posizione, passando il compagno di squadra Marco Bezzecchi in curva 3, ma quando ha alzato la testa il distacco dal vertice era già oltre i quattro secondi. Ha chiuso a 2"538, con il rammarico di quei duecento metri iniziali.
Bezzecchi resiste, e sono due podi in due giorni
Il terzo posto è la notizia italiana della domenica. Bezzecchi, al secondo weekend di corsa dopo l'operazione alla clavicola e al ginocchio, ha passato gli ultimi otto giri con Alex Marquez incollato alla ruota posteriore, incassando un paio di attacchi e rispondendo con il suo giro più veloce a due terzi di gara. Il pilota Gresini ha provato fino all'ultima tornata senza trovare lo spazio ed è arrivato quarto a 4"702, ancora una volta miglior Ducati. Quinto Pedro Acosta, sesto Fabio Di Giannantonio, che nel finale ha recuperato una posizione su Marc Marquez. Il campione del mondo in carica ha rivissuto esattamente il film del sabato: gomma posteriore finita in anticipo, sorpassi subiti prima dal fratello e poi da Acosta, settimo posto a 9"550. Ottavo Brad Binder, ma già a ventidue secondi: la corsa dei primi sette è stata un'altra cosa rispetto a quella del resto del gruppo.