Promossi&Bocciati MotoGP: il miglior Miller di sempre splende nella domenica nera di Pecco

L'australiano è imprendibile, in una gara senza punti di riferimento spuntano anche Binder e Marquez, mentre Pecco prima fatica e poi va a terra. Quartararo ne approfitta e ringrazia anche i guai di Aprilia, che appieda Aleix Espargaro per un errore di impostazione delle mappature

Promossi&Bocciati MotoGP: il miglior Miller di sempre splende nella domenica nera di Pecco
Dalla roulette di Motegi esce il nome di Jack Miller: il ducatista che non ti aspetti vince il gp del Giappone, in una domenica nera per Pecco Bagnaia e Aleix Espargaro. Quartararo ringrazia gli avversari per gli errori e conserva la testa della classifica mondiale. Andiamo a vedere Promossi&Bocciati del gran premio del Giappone insieme al nostro Guido Sassi.

Chi piange, chi ride
Jack Miller è l'immagine stessa della felicità: l'australiano vince la sua quarta gara in MotoGP correndo bene come non mai, in testa praticamente dall'inizio alla fine. Tempi incredibili e cuore leggero, perché Thriller Miller a fine anno abbandonerà Borgo Panigale, non certo per scelta sua, ma intanto in questo 2022 sta disputando la sua miglior stagione di sempre. Tra poco convolerà anche a nozze con Ruby, la sua splendida fidanzata. Cosa volere di più?
Mostra un animo contento anche Marc Marquez, ieri in pole position e oggi quarto al traguardo, con sorpasso finale su Oliveira a testimoniare che non è arrivato stravolto a fine gara. La seconda Honda al traguardo è stata quella di Pol Espargarò, 12esimo a 10 secondi dal fenomeno di Cervera. Date a MM93 una moto solo leggermente più comunicativa all'anteriore e i risultati non tarderanno ad arrivare.
Non sembrava particolarmente felice Fabio Quartararo, ma sollevato sì: la caduta di Bagnaia all'ultimo giro, proprio mentre lo stava attaccando, gli regala 8 preziosissimi punti. Per Pecco non ci poteva essere epilogo peggiore. Il pilota Ducati era riuscito a raddrizzare un weekend partito male e proseguito peggio con una discreta rimonta; quando però ha visto El Diablo, a Bagnaia si è chiusa la vena e – sapendo di essere all'ultimo giro- ha probabilmente avuto fretta di attaccarlo il prima possibile. Il risultato è stato disastroso, ma infierire su un pilota che ha vinto 4 delle ultime 6 gare ed è arrivato ancora secondo una settimana fa sarebbe ingeneroso. Tremenda anche la domenica di Aleix Espargarò, che si è trovato impostata sulla sua RS-GP una mappa con limitatore a 80km/h che non si poteva disattivare. Ha cambiato moto in partenza, ma ormai la frittata era fatta.

Oscar del sorpasso
Celebrare un sorpasso a 22 giri dal termine – sostanzialmente a gara appena iniziata- può apparire eccessivo, ma la manovra di Miller su Martin merita più di un elogio. Intanto perché Jack partiva settimo e al giro precedente aveva fregato nello stesso punto Brad Binder, uno staccatore niente male, e in secondo luogo perché pure Jorge non è uno tenero, che in frenata si arrende facilmente. Miller è arrivato alla curva 11 come una palla di cannone, ha dovuto forzare di brutto l'inserimento in discesa (da 300km/h), ma è riuscito a tenere una buona traiettoria e – pur andando largo- ha tenuto il gas aperto ed è rimasto affiancato a Martin, chiudendo la manovra alla esse prima del traguardo. Chapeau.

Data check
Se Jack ha martellato tutta la gara sul tempo di 1'45” – con due soli passaggi nei primi 20 giri sul 46- per Bagnaia il gran premio è stato un vero calvario, almeno nella prima parte. Intruppato a centro gruppo, e con la pressione dell'anteriore troppo alta, Pecco aveva una moto difficile da fermare in frenata. Nuvola Rossa ha faticato per passare Pol Espargaro e a sua volta è stato passato da Bastianini; non è mai riuscito a scendere sotto il muro dei 46” prima del 18esimo giro. Lì però ha davvero iniziato a volare, recuperando una posizione e 8 decimi a Quartararo. Il finale lo sappiamo, ma ancora una volta la sensazione è che il pilota Ducati abbia bisogno di più tempo per lavorare sulla moto, per essere davvero competitivo.

Meditate gente
Miller, Binder, Martin, Marquez. Di tutti i primi quattro al traguardo si può dire che sono piloti abili a guidare con quello che hanno a disposizione, anche in condizioni particolari, tirando fuori il meglio più d'istinto che lavorando di fino. In fondo anche Quartararo, in questi due anni in Yamaha ufficiale, ha imparato a guidare sopra i problemi. È una dote molto importante, che potrebbe rivelarsi decisiva nella lotta al titolo. Mancano quattro gare, tre si correranno su piste che non vediamo da prima del Covid, il meteo in questo periodo dell'anno spesso è matto. Quello di oggi è stato solo l'antipasto, ci sarà da divertirsi.

 



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