Salta al contenuto principale

Pedrosa: che fatica guidare le moto con le alette...

L’aerodinamica influisce tantissimo sulla guida di una MotoGP. Ce lo spiega Dani Pedrosa, collaudatore di lusso di KTM e protagonista di un’ottima gara Sprint

L'aerodinamica condiziona tutto

Ritiratosi dalla carriera agonistica a fine 2018 (ma corre questo weekend a Jerez in veste di wild card e nella Sprint ha chiuso terzo), Dani Pedrosa è oggi un collaudatore “di lusso” di KTM e ha dato un contributo fondamentale per sviluppare la RC16, anche per quel che riguarda l'aerodinamica, lui che arriva da un’epoca in cui le moto erano pulite e prive di alette. Come riporta il sito As.com Pedrosa ha ammesso: “L’aerodinamica gioca ormai un ruolo nella prestazione di tutti gli ambiti: accelerazione, alta velocità, frenata o sterzata”.

 

Il lato negativo delle alette

E poi ha continuato: “Si ha molta più difficoltà a sterzare la moto da sinistra a destra, o quando si segue qualcuno. Le velocità sono più elevate in curva, rendendo la moto meno agile. Più stabilità equivale a meno agilità”. E tutto questo porta anche a non vedere più grandi sorpassi, oltre al fatto che sul rettilineo si può generare un effetto risucchio che può diventare la causa di vari incidenti.

 

Cosa bisogna fare secondo Dani

Una  soluzione ad oggi non c’è, ma Pedrosa ha suggerito: “Bisognerebbe trovare un equilibrio tra l'aerodinamica e la manovrabilità della moto”. Perché le gare siano diverse e il fattore pilota torni a essere più visibile. Poi bisognerà capire come cambierà il regolamento dal 2027 in avanti, cosa su cui si sta lavorando e pare che tra gli obbiettivi ci sia una limitazione all’aerodinamica...

Perché Liberty Media ha comprato la MotoGP?

Leggi altro su:
Aggiungi un commento