MotoGP Starting Grid: in Thailandia un poker di rivali all'assalto di Marquez
Il campione del mondo rimane il favorito tra i piloti, come Ducati tra le moto. Aprilia alza l'asticella delle ambizioni: Bezzecchi è veloce e Rivola si prepara ad accogliere Bagnaia tra le sue fila
Il mondiale MotoGP è pronto a ripartire. Si corre in Thailandia: Marc Marquez si presenta ancora una volta come l'uomo da battere e Ducati è sicuramente il riferimento tecnico per tutto il paddock. Aprilia però alza la testa dopo l'ottimo 2025 di Marco Bezzecchi: l'impressione generale è che a Buriram ci si potrà divertire parecchio. Andiamo a scoprire il perché in questa prima uscita stagionale di MotoGP Starting Grid.
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I test di Buriram hanno portato più conferme che sorprese e il 2026 sembra al momento una sorta di prolungamento della passata stagione. Marco Bezzecchi lo ha iniziato da leader, come ha concluso il 2025: la sua Aprilia pare ancora più veloce e ben riuscita rispetto alla moto dell'anno scorso, che comunque è stata la migliore RS-GP di sempre per vittorie e posizione in classifica.
Marc Marquez dal canto suo è tornato e sarà fisicamente pronto, così come suo fratello, apparso carico e concentrato, in sella alla stessa Desmosedici del #93 e di Pecco Bagnaia. Il tre volte campione del mondo per ora ha ritrovato fiducia in sella alla sua Ducati, dichiarando di avere sensazioni migliori rispetto al 2025. In fase di frenata, Bagnaia ha ritrovato il sorriso e anche il mercato sembra avergli portato la moto che voleva. Il passaggio in Aprilia gli permetterà di lavorare in un ambiente molto attento alle sue esigenze, dove riuscirà a sentirsi nuovamente al centro del progetto.
Che numeri
Il mondiale riparte dal numero 9, come i mondiali vinti da Marc Marquez. Rispetto a un anno fa il fenomeno di Cervera ha un titolo in più, che non è solo un numero, come tutti ben sappiamo. Da venerdì inizierà l'operazione sorpasso a Valentino Rossi, una missione che è inutile negare sia un obiettivo, seppure non apertamente confessabile. Le possibilità ci sono e molto concrete: la condizione fisica è stata pienamente o quasi recuperata, le statistiche confermano un dominio assoluto sugli ultimi 15 anni di motomondiale.
Marquez ha corso 285 gare, vincendone 99 e andando a podio in 165 occasioni: in media è ampiamente più di una volta su due gran premi corsi e anche il numero delle pole position (102, 8 su 18 solo nella scorsa stagione) fa capire che lo spagnolo non ha perso velocità. Insomma, Marquez rimane un bel problema per tutti quelli che vogliono o vorranno diventare campioni del mondo.
La sfida
Sono quattro i piloti che partono con i “gradi” per tentare l'assalto alla corona: Bezzecchi, Bagnaia, Alex Marquez e Pedro Acosta. Dove con assalto alla corona non si intende per forza vincere il titolo, Pedro Pe per esempio non ha la moto per farlo. Mettere in discussione il re nelle singole gare è invece pur sempre una possibilità e un primo passo nella direzione di una ipotetica detronizzazione di Marc.
La stagione di questi quattro protagonisti designati sarà costellata di una lunga serie di prove che dovranno superare per “certificarsi” top rider. Bezzecchi l'anno scorso ha fatto tutto bene, guadagnandosi un ruolo che non era ancora totalmente suo, così come Alex Marquez. Entrambi partono con le stesse credenziali di Acosta – ex enfant prodige ancora alla ricerca del suo primo successo- e di Bagnaia, che deve ritrovare smalto per dare credito a una seconda parte di carriera più impegnativa di quella vissuta fino ad adesso. Nelle prossime 22 gare probabilmente avrà l'ultima occasione per battere Marquez ad armi pari, o batterlo in assoluto. Carpe diem.
La pista ai raggi x
A Buriram, la MotoGP ha corso 6 volte, il che la rende ancora una delle piste più recenti del mondiale. Negli ultimi 3 anni, in Thailandia Ducati ha vinto tutte le gare e tutte le Sprint, su un tracciato che presenta buoni allunghi e staccate decise, ma anche una sezione di misto che richiede un set-up di compromesso. Le curve, lungo i 4,55 chilometri di sviluppo, sono appena 12, ma il layout appare piuttosto lavorato. Si tratta di una pista larga, dove i punti di sorpasso non mancano: alla 3 come alla 12, ma ci si possono “inventare” altri spot per tentare l'azzardo (se vi volete divertire rivedete l'edizione 2023, con la battaglia a tre tra Bagnaia, Martin e Binder).
Al Chang International Circuit non dovrebbe piovere nel fine settimana. Ed è un bene, perché quando arrivano le precipitazioni sulla pista thai, sono piuttosto violente e per risolvere la questione serve addirittura l'intervento della “Sciamana”: accadde nel 2022, quando ci volle una danza propiziatoria per calmare il temporale.