MotoGP Starting Grid: Jerez, Ducati e Aprilia alla resa dei conti
Siamo solo alla quarta gara della stagione, ma il Gran Premio di Spagna è già un crocevia della stagione. Borgo Panigale ci ha vinto negli ultimi 5 anni, ma Noale viene da 5 successi consecutivi. Chi la spunterà?
Dopo la lunga pausa dovuta al rinvio del Gran Premio del Qatar, torna il motomondiale con l'atteso debutto della stagione europea a Jerez de la Frontera. I protagonisti della MotoGP ci arrivano con una classifica impensabile alla vigilia del campionato. Aprilia veste i panni di protagonista con Bezzecchi e Martin, Marc Marquez è costretto a inseguire. Pedro Acosta non si arrende, Bagnaia e Yamaha hanno bisogno di resettare il database e ripartire da zero. Andiamo allora a vedere nel dettaglio i temi del Gran Premio di Spagna nel nostro MotoGP Starting Grid.
Ultime notizie
Niente Spagna per Maverick Vinales: lo spagnolo non scenderà in pista a Jerez. La decisione, presa a scopo precauzionale, è legata allo spostamento di una vite inserita durante una operazione alla spalla lo scorso luglio, problema che lo aveva già costretto a ritirarsi dal precedente appuntamento di Austin, comportando poi un ulteriore intervento a fine marzo. KTM non sostituirà il suo pilota, perché anche Pol Espargarò è infortunato e Dani Pedrosa ha gentilmente declinato l'invito.
Top Gun è uno dei piloti che sono ancora interessati dal valzer del mercato: possibile una promozione nel team ufficiale al fianco di Alex Marquez, ma le sue condizioni di salute sono un discreto punto interrogativo. Con tutti i big già accasati, il destino delle “seconde linee” in ottica 2027 entra in una fase calda. Tra i piloti di casa nostra interessati dalle trattative, ci sono ancora Fabio Di Giannantonio, Luca Marini, Enea Bastianini, Franco Morbidelli e Nicolò Bulega in cerca di una sella. Il rider con più prospettive è proprio il Diggia, che si sta guadagnando sul campo una solida riconferma in Ducati, a cui però chiede un trattamento da ufficiale. Le alternative? Aprilia clienti, KTM o Honda, che al momento sono però dei ripieghi.
Attenzione poi ai test del lunedì, dove chi rincorre è chiamato a colmare il gap. Ducati ha delle idee per riportare la sua Desmosedici là davanti - detto che potrebbe riuscirci già nel weekend- Yamaha ha urgenza di recuperare terreno, almeno su Honda.
Che numeri
Marco Bezzecchi è il pilota da titolo, almeno quello dei giornali, in questo inizio di 2026: 3 vittorie consecutive su 3 gare corse, a cui vanno aggiunte le 2 del finale di 2025, per una manita piena di successi. Peccato solo per il rendimento nelle Sprint, dove un quarto posto è il miglior risultato, affiancato da 2 cadute. Questo sabato in tono minore ha permesso a Jorge Martin di stargli vicino in classifica: 77 punti dello spagnolo contro gli 81 dell'italiano. Al terzo posto c'è Pedro Acosta, a quota 60 grazie a tanta tenacia e alla capacità di sfruttare le buone occasioni, più indietro un'altra coppia, con i ducatisti Fabio Di Giannantonio (50) e Marc Marquez (45) separati solo da 5 punti.
Insomma, la classifica rimane molto corta e Jerez de la Frontera sarà il vero test sulle ambizioni di case e piloti.
La sfida
In Andalucia, tra i vari confronti, quello tra Ducati e Aprilia avrà un valore speciale: Borgo Panigale ha dominato negli ultimi 5 anni, con altrettanti successi, raccolti da ben 3 piloti diversi (Miller, Bagnaia, Alex Marquez). Aprilia invece non è mai nemmeno salita sul podio, con l'eccezione di un terzo posto nel 2022 per Aleix Espargaro. Se Noale riuscirà a riscrivere questa storia, allora avremo la certezza che Fabiano Sterlacchini ha disegnato una moto che potrà imporsi su ogni pista del mondiale. Se invece torneremo alla tradizione che vuole la Desmosedici inavvicinabile a Jerez de la Frontera, il campionato prenderà la forma di un confronto più equilibrato, dove le due case potranno giocarsi ognuna le proprie carte, a seconda della pista dove correranno.
Hot spot
Jerez de la Frontera è una pista che non ha segreti: ci si corre da quarant'anni e molte case ci vanno anche per i test privati, oltre che per quelli ufficiali. La curva 13, la “mitica” di Rossi e Gibernau, è uno dei punti caldi insieme alla Dry Sack, ma forse il tratto a cui prestare più attenzione in questa edizione è la doppia sinistra che la segue, un cambio di direzione dove Marc Marquez riesce a fare la differenza sul giro. Vedremo se sarà ancora l'arma – non più tanto segreta- con cui il nove volte campione del mondo potrà finalmente tornare a vincere sulla pista del suo terribile infortunio.