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MotoGP, salario minimo garantito per i piloti: 500.000 euro!

L’idea è quella di introdurre uno stipendio minimo per tutti i piloti della classe regina a partire dal 2027. Una soglia minima che non toccherebbe bonus legati alle prestazioni

Una base garantita per tutti

L’idea è sul tavolo e, secondo le indiscrezioni circolate nel paddock, sarebbe già inserita nella bozza del nuovo accordo commerciale che accompagnerà la MotoGP nella prossima era regolamentare. Dal 2027 - anno in cui debutterà anche il nuovo regolamento tecnico - potrebbe entrare in vigore un salario minimo obbligatorio di 500.000 euro per tutti i piloti MotoGP a tempo pieno, rookie compresi. La proposta sarebbe oggetto di confronto tra il promoter del Motomondiale, MotoGP Sports Entertainment (ex Dorna), e l’associazione dei costruttori, nell’ambito del quadro commerciale 2027-2031. Un passaggio chiave per definire non solo gli equilibri economici del Circus, ma anche le tutele contrattuali dei piloti
Il principio è semplice: fissare una soglia sotto la quale nessuno possa scendere. I 500.000 euro rappresenterebbero la parte fissa del contratto, alla quale continuerebbero ad aggiungersi bonus legati a vittorie, podi, pole position e piazzamenti in campionato.

Non un tetto, ma un “pavimento”

È bene chiarirlo: non si tratta di un tetto massimo agli stipendi, ma di un “pavimento” economico. I contratti dei top rider resterebbero liberi di superare ampiamente questa cifra, come già accade oggi. Nel paddock il tema non è nuovo. Da anni si parla della necessità di una maggiore tutela economica per chi corre nella classe regina, anche alla luce dei tentativi - mai concretizzati in modo definitivo - di creare un’associazione piloti strutturata.  
L’impatto si vedrebbe come è ovvio solo sui contratti più bassi, senza intaccare il meccanismo che premia i campioni capaci di generare valore sportivo e commerciale per l’intero sistema: mercato moto, sponsor, diritti TV, biglietti e visibilità globale. 
D’altra parte, in uno sport dove il rischio in pista è identico per tutti, ma le retribuzioni sono molto diverse, la misura punta a ridurre le distanze più estreme senza “appiattire” il merito.

Quanto guadagnano oggi i piloti MotoGP

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Come accennato, l’impatto della “riforma” sarebbe visibile solo sui contratti più bassi. Una manciata di piloti visto che la maggior parte guadagna ben oltre i 500mila di minimo. In attesa di conoscere gli stipendi 2026, le cifre più recenti disponibili fanno riferimento alla stagione 2025 e restituiscono un quadro piuttosto chiaro. Al vertice della classifica troviamo Marc Marquez e Fabio Quartararo, entrambi a quota 12 milioni di euro di stipendio base. Subito dietro Francesco Bagnaia con 7 milioni.

Ecco la graduatoria completa degli stipendi 2025 (parte fissa, esclusi bonus e sponsor):

  • Marc Marquez (Ducati) – 12 milioni
  • Fabio Quartararo (Yamaha) – 12 milioni
  • Francesco Bagnaia (Ducati) – 7 milioni
  • Jorge Martin (Aprilia) – 4,2 milioni
  • Maverick Vinales (KTM) – 4 milioni
  • Johann Zarco (Honda) – 4 milioni
  • Jack Miller (Yamaha) – 3 milioni
  • Joan Mir (Honda) – 3 milioni
  • Enea Bastianini (KTM) – 2,5 milioni
  • Alex Rins (Yamaha) – 2,2 milioni
  • Pedro Acosta (KTM) – 1,5 milioni
  • Franco Morbidelli (Ducati) – 1 milione
  • Brad Binder (KTM) – 1 milione
  • Alex Marquez (Ducati) – 900.000 euro
  • Miguel Oliveira (Yamaha) – 800.000 euro
  • Fabio Di Giannantonio (Ducati) – 400.000 euro
  • Luca Marini (Honda) – 400.000 euro
  • Marco Bezzecchi (Aprilia) – 300.000 euro
  • Raul Fernandez (Aprilia) – 300.000 euro
  • Fermin Aldeguer (Ducati) – 300.000 euro

Il divario è evidente: pochi piloti superano i 7 milioni di euro, mentre una parte consistente del gruppo si colloca sotto i 2 milioni, con diversi contratti che scendono addirittura sotto i 500.000 euro. Proprio qui si inserirebbe la novità del salario minimo: con una base fissata a 500.000 euro, i piloti attualmente nella fascia più bassa vedrebbero crescere automaticamente la componente fissa del proprio ingaggio.


 

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