Salta al contenuto principale

MotoGP, il mistero della gomma: perché Ducati non riesce a battere Aprilia?

Le ultime 4 gare sono state vinte da Bezzecchi, che vola con la RS-GP. La Desmosedici non "digerisce" gli pneumatici dalla carcassa dura, che saranno utilizzati fino all'avvio della stagione europea

La doppietta Aprilia di Goiania non fa scalpore tanto per il risultato in sé, anche perché già a Barcellona nel 2023 Aleix Espargarò e Maverick Vinales avevano piazzato un bel 1-2. Ma in Brasile la prima Ducati è arrivata addirittura a 3.7 secondi dal vincitore e il Bez si è aggiudicato tutte le ultime 4 gare corse tra fine 2025 e inizio 2026. 

Come è possibile che ci sia stato un tale ribaltamento di valori in campo in così poco tempo? La risposta, almeno in parte, verrebbe ancora una volta dalle gomme.


Duro è meglio

Di Giannantonio già nel primo dopo gara ha spiegato il problema di Ducati con gli pneumatici: “Con le alte temperaturte non riusciamo a staccare profondo”. Insomma, non una cosa da poco, soprattutto considerando che abitualmente è proprio quello il punto di forza della Desmosedici. 

E se una frenata efficace in linea generale può essere imputata a diversi fattori, sulla risposta al gas - anche quella carente rispetto agli standard di Borgo Panigale- come può la GP26 essere andata in crisi? Una spiegazione l'ha fornita Gigi Dall'Igna, in realtà già dopo la Thailandia. 

Il direttore generale di Ducati Corse ha sottolineato il fatto che le gomme che saranno utilizzate fino a Jerez de la Frontera (quindi ancora ad Austin, perché il Qatar è stato posticipato) hanno una struttura più rigida, il che le rende più “scivolose” per la Ducati: meno performanti in frenata, soprattutto per Marquez che non ha mai fatto mistero di riuscire a lavorare alla grande con gomme un po' “ballerine”, ma che offrono grip. E pure in accelerazione c'è qualche problema a scaricare tutta la potenza a terra. Insomma, il problema sarebbe temporaneo, per lo meno nei termini prestazionali visti da inizio stagione ad adesso.


Aprilia vola

dall'altra parte del paddock, Aprilia invece gongola. La RS-GP va a nozze con queste coperture: il fatto che siano un po' più rigide infonde stabilità alla moto, che ha un carattere di suo ancora poco “addomesticabile”, almeno se confrontata alla Ducati. La carcassa dura permette di rendere la RS-GP più neutra e i piloti sentono maggiore confidenza.

Stando così le cose, con Austin alle porte e l'inizio della stagione europea come passo successivo, sembrerebbe che la festa di Noale non possa durare troppo. In Texas Marquez ha una marcia in più rispetto agli avversari e nel frattempo le gomme attuali esauriranno il loro corso.

Qua però viene il bello: è davvero tutta qua la differenza tra le due moto? E se Aprilia si trovasse bene anche con gli pneumatici che saranno forniti dalla Spagna in poi? L'inizio del mondiale è stato sicuramente emozionante, non ci resta che aspettare la prossima puntata.

Leggi altro su:
Aggiungi un commento