MotoGP Ducati, Marquez a pezzi. Forcada: "Dopo 5 mesi non si è ripreso. Così non va"
Nel podcast Dura la vita di Jorge Lorenzo, l'ex capotecnico analizza il momento difficile del campione del mondo: tra infortunio alla spalla e Ducati in crisi, il quadro è preoccupante
Il fisico scricchiola
Ramón Forcada non è mai stato tipo da giri di parole. Da quando ha lasciato il ruolo di capotecnico – lo ricordiamo per gli anni con Jorge Lorenzo, ma anche con Crivillé, Stoner e Morbidelli – il tecnico catalano è diventato una delle voci più lucide e taglienti del paddock.
La sua tribuna è "Dura la vita", il podcast di Lorenzo, dove dopo ogni GP si fa il punto, senza filtri. E l'analisi post-Austin è di quelle che lasciano il segno, soprattutto per chi tifa Ducati. Al centro c'è Marc Marquez, campione del mondo in carica ma fin qui lontanissimo dalla versione del 2025, quando vinse i primi tre Gran Premi e 25 gare totali tra Sprint e gare lunghe.
Ad Austin – una delle sue piste-feticcio, sette vittorie in carriera – lo spagnolo ha chiuso quinto in gara dopo una long lap penalty e dopo un sabato da 17° per una scivolata nella Sprint. In classifica generale è quinto a 36 punti dal leader Bezzecchi dopo tre soli weekend di gara. Numeri che non mentono, e lo stesso Marquez non si nasconde: "Sono io che manco, non la moto. Nei primi giri, quando le gomme sono nuove, la moto diventa più aggressiva e in questo momento non riesco a guidarla. Non mi sento bene in sella, finisco in una posizione innaturale e mi limito a guidare. Guido e basta, sono ancora veloce, ma non riesco a fare la differenza". L'infortunio alla spalla destra rimediato a Mandalika nel 2025, dopo il contatto con Bezzecchi, ha richiesto un intervento chirurgico e un lungo inverno di riabilitazione. Ad Austin il verdetto è stato impietoso.
Il verdetto di Forcada
È qui che Forcada affonda il colpo. L'analisi è chirurgica: "Non so quanto sia colpa della moto, ma Marc ha un sacco di lavoro da fare. Non l'abbiamo davvero visto a suo agio quest'anno, e si capisce anche dal linguaggio del corpo". Sulla caduta nella Sprint, Forcada è ancora più diretto: cinque anni fa, prima dell'infortunio di Jerez 2020, Marc avrebbe probabilmente salvato quella situazione d'istinto. "Non è una questione mentale, è istintiva, ma col passare degli anni e degli infortuni qualcosa cambia". E poi la frase che fa più rumore: "Il fatto che Marc abbia la necessità di guidare una moto facile è un segnale allarmante. Secondo me un pilota che ha avuto il miglior anno della sua vita dopo un lungo infortunio e poi improvvisamente si infortuna di nuovo dopo aver vinto il campionato e non si è ripreso in cinque mesi… Questo fa riflettere: qualcosa non va..."
C'entra anche Ducati
Ma il problema non è solo fisico. Forcada allarga il campo alla Ducati intera, che a suo dire paga una certa confusione: "Con tutte le moto che ha in griglia, il problema di Ducati è che non ha una visione chiara. Ne ha due uguali e tutte le altre diverse. Non c'è un riferimento preciso". Nemmeno in pista le cose vanno meglio: "Alex non trova il ritmo, Aldeguer è un'incognita, Franky è lontano, Marc e Pecco pure. L'unico che sembra davvero a posto è Di Giannantonio". Intanto nel box Aprilia il quadro è ribaltato: Bezzecchi ha infilato cinque vittorie consecutive in gara lunga (record: 121 giri consecutivi in testa, battuto quello storico di Lorenzo), e secondo Forcada Noale è ormai il riferimento tecnico che tutti cercano di copiare: "Aprilia è stata l'unica ad avere il coraggio di seguire la propria strada senza copiare gli altri. Ora la moto da copiare è l'Aprilia". La chiosa dell'ingegnere è un messaggio chiaro per Ducati e per Marquez: "Se il leader della squadra non è al 100%, la squadra perde la direzione". La pausa di tre settimane prima di Jerez sarà tutto tranne che una vacanza.
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