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MotoGP, Diggia e Marquez: scintille dopo la Sprint. "Quello che è successo lo hanno visto tutti"

Dopo la caduta causata da Marquez al primo giro, Di Giannantonio fa polemiche ma non dimentica. Marc ammette l'errore e dovrà scontare un long lap penalty

Il fattaccio della curva 12

Sabato di tensione in Texas tra Marc Marquez e Fabio Di Giannantonio. La Sprint avrebbe potuto essere la grande serata del pilota romano, partito dalla pole per la seconda volta consecutiva dopo il Brasile e con un passo gara da possibile vittoria. Invece, al primo giro è finito tutto nella ghiaia della curva 12. Diggia era riuscito a risorpassare Marquez – che lo aveva scavalcato alla partenza grazie a un errore del romano alla prima curva – con una bella manovra tra le curve 7 e 8. Marc, ritrovatosi alle spalle di Diggia in fondo al rettilineo opposto, ha tentato un affondo in staccata che non ha funzionato: troppa scia dalle tre moto davanti, una buca in mezzo alla curva ha fatto il resto. L'anteriore della Ducati numero 93 si è chiuso e la moto ha travolto Di Giannantonio. Il romano è risalito in sella con la carena danneggiata, ha provato a proseguire ma dopo pochi giri si è dovuto ritirare. Marquez ha chiuso ultimo, firmando però l'ottavo miglior tempo di gara all'ultimo passaggio – un dettaglio che restituisce l'idea del passo che aveva.

Diplomazia a denti stretti

Nel dopogara, Diggia ha scelto la via della compostezza, pur lasciando intendere che il "fastidio" un pochino è rimasto: "Sono troppo contento di come stiamo andando, ci sono troppe cose positive per concentrarmi solo su quello che è successo nella Sprint", ha detto a Sky. Ma quando gli è stato chiesto un giudizio sull'episodio, la risposta è stata più tagliente: "Io faccio il pilota. Credo sia abbastanza palese in TV quello che è successo, non ci sono troppi punti di vista. Ci sono gli steward che giudicano... io sono concentrato per domani".
Marquez, dal canto suo, non si è nascosto: "Quando cadi è un peccato, ma quando coinvolgi anche un altro pilota ti senti male per lui. Diggia non poteva fare nulla, è stato un mio errore in staccata. Ho provato ad andare lungo e rientrare, ma mi si è chiuso l'anteriore. Devo essere penalizzato perché ho sbagliato, l'ho detto anche in direzione gara". E sullo stato d'animo del collega: "Abbiamo parlato, è arrabbiato, ma è normale. Lo sarei anche io". Gli steward hanno comminato al campione del mondo un long lap penalty da scontare nella gara di domenica, una penalità che si aggiunge alla sesta posizione in griglia e e che renderà la sua rincorsa all'ottava vittoria texana una scalata decisamente ripida.
Per Diggia, però, c'è ancora la gara lunga – e scatterà dalla pole. "Mi sento fiducioso, tutto sta andando molto bene. Devo solo provare ad arrivare davanti per imporre il mio passo", ha aggiunto. L'unico dubbio è sulla scelta delle gomme, con le temperature più alte previste per la domenica. Ma il messaggio di fondo è chiaro: il weekend non finisce qui, e Diggia vuole farlo finire a modo suo.

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