Misano, Marquez fa il bis e riprende Martin. Casa Italia si autodistrugge
Il pilota Ducati vince e aggancia Martin in vetta al Mondiale. Bezzecchi cade dalla testa al primo giro, Bagnaia al settimo
Un giro, ed è già finita
Ci sono weekend che si decidono in trenta secondi. Marco Bezzecchi era arrivato a Misano da padrone assoluto: comandava tutte le sessioni, si era preso la pole con il record della pista (1'29.982) e il sabato aveva mollato la Sprint a Marc Marquez solo per una staccata al limite alla prima curva. Oggi, davanti al suo pubblico, ha protetto bene l'interno al via, si è ritrovato primo e ha iniziato ad allungare. Poi, nel finale del primo dei 27 giri, è scivolato da solo mentre era in testa. Nessun contatto, nessuna scusa: gara finita prima ancora di cominciare, e con lei le ambizioni iridate che a Misano sembravano a portata di mano. Non è andata meglio a Francesco Bagnaia, a terra al settimo passaggio. Il miglior italiano al traguardo è Fabio Di Giannantonio, settimo, seguito da Enea Bastianini ottavo e Luca Marini nono: una tripletta tricolore che fa più rumore per dove non è arrivata che per dove è arrivata.
Marquez amministra, Martin si spegne
Sgomberato il campo dal rivale più veloce, Marc Marquez si è ritrovato primo già al secondo giro e da lì ha fatto quello che sa fare meglio quando non deve inventarsi nulla e da quando si è fatto male e ha capito che a volte, contare fino a 5 può servire, e cioè gestire. Stesso copione della Sprint, stessa lucidità. Alle sue spalle Jorge Martin ha provato a stare nel ritmo nella prima parte, salvo poi calare vistosamente sulla distanza e chiudere quinto, dietro anche a Fermin Aldeguer. Il secondo posto se l'è preso Alex Marquez, doppietta in famiglia, mentre il podio l'ha completato Pedro Acosta con la KTM. Sesto Raul Fernandez, decimo Fabio Quartararo, primo degli uomini Yamaha, con Brad Binder subito dietro. Franco Morbidelli ha scontato un long lap penalty a inizio gara e non è mai rientrato in corsa per qualcosa di serio. Weekend di selezione naturale, peraltro: hanno visto la bandiera a scacchi solo in quattordici, con Pol Espargaró ultimo dei classificati e i ritiri di Joan Mir, Diogo Moreira e Jack Miller (tutti per caduta) più quello di Alex Rins.
Mondiale in parità. Ma non proprio
Il conto della domenica romagnola è presto fatto: Marquez e Martin sono appaiati a quota 274 punti. Appaiati sulla carta, però, perché in caso di parità comanda chi ha vinto di più, e il computo è impietoso: cinque successi del Cabroncito contro uno dello spagnolo di Aprilia. Bezzecchi resta terzo a 241, ma con venti punti buttati in una curva e la sensazione che un'occasione così, sul tracciato che più di tutti conosce a memoria, non si ripresenti tanto facilmente. Completano il quadro Di Giannantonio quarto a 223 e Acosta quinto a 209. Prossima tappa in Austria, dove le Aprilia avranno qualcosa da farsi perdonare.