Quanto fa una moto col turbo? Gli incredibili dati della Kawasaki Z H2
La Z H2 ha un 4 cilindri con compressore, ma quanto fa davvero? Ecco i dati rilevati dal nostro Centro Prove
C'è un compressore volumetrico sotto la carena della Kawasaki Z H2, e questo cambia tutto. Il quattro cilindri da 998 cm³ della Z H2, attenzione, non è "solo" un motore aspirato affinato per tirare alto di giri: è un propulsore che spinge forte già dal basso, cresce senza esitazioni e raggiunge valori di potenza che appartengono a un altro segmento. Sul banco dinamometrico del Centro Prove, la moto ha mostrato numeri che poche naked possono anche solo avvicinare.
Potenza e coppia
- Potenza massima: 175 CV a 10.300 giri/min
- Coppia massima: 13,03 kgm a 8.700 giri/min
I 175 CV rilevati alla ruota sono un dato che parla da solo: tolte le perdite meccaniche, il motore eroga una potenza netta che molte supersportive dichiarano all'albero. Le mappe sono tre, la più conservativa, la L, con i suoi 94 CV, non è una versione depotenziata di ripiego — è un modo per rendere la Z H2 gestibile nel traffico, dove l'erogazione del compressore altrimenti richiederebbe polso fermo in ogni situazione. La coppia massima di 13,03 kgm arriva a 8.700 giri, ma la curva è già piena e consistente molto prima: il sovralimentatore fa il suo lavoro riempiendo i bassi e i medi regimi con una spinta continua che l'aspirato faticherebbe a replicare.
Velocità massima e accelerazione
- Velocità massima: 271,7 km/h
- Accelerazione 0-100 km/h: 3,21 s
- Accelerazione 0-400 m: 10,38 s
271,7 km/h è la punta registrata, un valore che colloca la Z H2 in compagnia delle sportive più performanti sul mercato. Lo 0-100 in 3,21 secondi e i 400 metri in 10,38 secondi non lasciano spazio a interpretazioni: l'accelerazione è brutale, condizionata soltanto dalla trazione disponibile e dalla tenuta dell'avantreno, che sui rilevamenti in rettilineo mostra qualche limite di stabilità quando si apre tutto.
Consumi
- Autostrada: 16,98 km/l
- Extraurbano: 23,24 km/l
- 90 km/h: 22,51 km/l
- 120 km/h: 20,84 km/l
- Al massimo: 9,02 km/l
- Autonomia a 120 km/h: 354,29 km
- Autonomia al massimo: 153,37 km
Con un motore da quasi 175 CV, i 17 km/l in autostrada sono un risultato quasi scontato. A 120 km/h il consumo si stabilizza a 20,84 km/l, che su 17 litri di serbatoio garantisce un raggio d'azione di 354 km: sufficiente per un trasferimento autostradale senza soste obbligate. Più interessante il dato extraurbano, dove si superano i 23 km/l a dimostrazione che, gestita con criterio, la Z H2 non è una moto insostenibile nei consumi quotidiani. Al massimo, però, si scende a 9 km/l e l'autonomia si dimezza rapidamente.
Peso e prezzo
- Peso in ordine di marcia: 226,5 kg
- Prezzo: 22.740 euro (versione SE 2026)
I 226,5 kg rilevati sulla bilancia sono meno dei 240 dichiarati da Kawasaki, ma rimangono un peso significativo per una naked. Sul misto veloce non si percepiscono come un limite, grazie alla ciclistica capace di reggere le prestazioni del motore. È nello stretto e nelle manovre a bassa velocità che la massa si fa sentire davvero. Il prezzo di 22.740 euro della versione SE (unica disponibile per il 2026) posiziona la Z H2 su un piano diverso rispetto alle naked convenzionali, e lo giustifica con un pacchetto tecnico — sospensioni elettroniche, IMU a sei assi, cambio elettronico, launch control — che non ha eguali nel segmento.
Come è fatta
La Z H2 Se monta le sospensioni a controllo elettronico che si adattano in tempo reale alle condizioni di guida. All'anteriore ci sono pinze radiali su dischi da 320 mm, al posteriore un disco da 260 mm: la frenata è potente e ben modulabile. Il cruscotto TFT a colori si interfaccia con lo smartphone e gestisce tre riding mode più uno personalizzabile, ciascuno dei quali coordina controllo di trazione cornering, ABS, sistema antimpennata, cambio elettronico e cruise control tramite la piattaforma inerziale IMU a sei assi. Il compressore volumetrico ha un layout compatto che non altera le dimensioni complessive della moto in modo evidente, ma il suo sibilo caratteristico lo segnala chiaramente all'apertura del gas.
Come va
In sella la posizione è naturale e "seduta", ben lontana dall'assetto d'attacco di una sportiva: la Z H2 è comoda per il pilota, anche se la sella è poco imbottita e la protezione aerodinamica è praticamente assente. Il quattro cilindri sovralimentato sorprende per la docilità ai bassi regimi — nelle mappature ridotte o in città non spaventa — ma basta aprire il gas per ritrovarsi proiettati in avanti con un vigore e un allungo che non si fermano facilmente. Il "sibilo" del compressore accompagna ogni accelerazione e diventa parte del carattere della moto. Tra le curve la Z H2 è precisa, il suo terreno di elezione è il misto medio-veloce: nello stretto i 226 kg rilevati si percepiscono, rendendo la moto meno reattiva di quanto il motore lascerebbe immaginare.
Foto e immagini