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Bimota KB998 Rimini: come funziona l'aerodinamica adattiva con ali mobili

Le alette della Bimota KB998 Rimini cambiano posizione in base alla velocità e alla frenata per ridurre la resistenza aerodinamica o aumentare la deportanza. Ecco come lavora il sistema sviluppato insieme a GET

La Bimota KB998 Rimini è una delle poche moto di serie dotate di un sistema di aerodinamica adattiva. A differenza delle tradizionali ali fisse, le sue alette possono modificare automaticamente la propria posizione durante la marcia, con l'obiettivo di ridurre la resistenza all'aria nei tratti veloci e aumentare la deportanza quando serve maggiore stabilità. Dopo aver mantenuto riservati molti dettagli sul funzionamento del sistema, la Casa di Rimini e il partner elettronico GET hanno spiegato come lavora questa tecnologia.

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Il cuore del sistema è una centralina dedicata sviluppata da GET, divisione elettronica di Athena. L'unità riceve continuamente informazioni dai sensori della moto, come velocità, pressione esercitata sul freno e posizione dell'acceleratore, e gestisce di conseguenza il movimento delle ali. Queste sono azionate da un motore elettrico collegato tramite cavi, senza ricorrere a sistemi idraulici o pneumatici.

Il funzionamento è legato soprattutto alla velocità. Superati i 160 km/h le alette iniziano a ruotare, fino a raggiungere una posizione quasi piatta intorno ai 200 km/h, così da limitare la resistenza aerodinamica. Quando invece il pilota frena, le ali si spostano in avanti aumentando la deportanza, con l'obiettivo di migliorare la stabilità della moto. L'escursione è contenuta, pari a 15 gradi, ma il movimento è molto rapido e viene completato in circa mezzo secondo.

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Il sistema non utilizza i dati della piattaforma inerziale (IMU), quindi non tiene conto dell'angolo di piega, del beccheggio o dell'imbardata. Per questo motivo le due ali si muovono sempre in modo sincronizzato. Bimota ha valutato anche la possibilità di controllarle separatamente per ottenere una deportanza differenziata in curva, ma ha preferito una soluzione più semplice e adatta all'impiego stradale.

Non mancano le funzioni di sicurezza. All'accensione della moto le alette eseguono automaticamente un ciclo di apertura e chiusura per verificare il corretto funzionamento del sistema. Se durante la marcia dovesse verificarsi un'anomalia, le ali vengono portate automaticamente nella posizione di massima deportanza, considerata quella più sicura. Le alette mobili sono previste anche sulla versione omologata per la circolazione stradale e rimarranno presenti con l'aggiornamento Euro 5+, che introduce modifiche al motore e all'elettronica senza intervenire sul controllo aerodinamico. Una tecnologia destinata quindi a restare sulle moto di serie, nonostante la FIM abbia annunciato il divieto delle ali a geometria variabile nel Campionato Mondiale Superbike a partire dal 2027.
 

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