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Sterrato da urlo in alta quota: la strada Fenil-Pramand-Foëns-Jafferau

La galleria dei Saraceni riapre e torna percorribile uno degli itinerari militari più spettacolari dell’Alta Val Susa. Un percorso di oltre 30 km tra fortificazioni ottocentesche, quota elevata e sterrati panoramici che culminano ai 2.775 metri dello Jafferau. Ecco l’itinerario…

Una rotabile strategica tra Ottocento e Grande Guerra

Nuovamente transitabile, la Galleria del Seguret lungo la Strada militare 79 è un must per chi ama il motociclismo in quota. La Strada Fenil-Pramand-Foëns-Jafferau nasce a partire dal 1890 come Rotabile militare n. 79, con l’obiettivo di collegare il fondovalle della Dora ai capisaldi difensivi posti a protezione della conca di Bardonecchia, cioè le batterie Fenil, Pramand, Foëns e il Forte Jafferau. Il tracciato originario sviluppa circa 20 km con un dislivello superiore ai 1.700 metri, ai quali si aggiungono le diramazioni verso le singole opere fortificate per un totale di circa 32 km. Il punto culminante è il Forte Jafferau, a 2.775 metri, tra le fortificazioni più alte d’Europa dopo la Batteria dello Chaberton. Elemento distintivo dell’intero sistema è la Galleria del Seguret, detta anche “dei Saraceni”, lunga 876 metri, scavata tra il 1924 e il 1929 sotto le pareti calcaree del Monte Seguret per proteggere la strada dalla caduta di massi. Una struttura a “U”, unica nel panorama delle rotabili militari alpine occidentali.

Chiusura, riapertura e regole di transito

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Negli anni scorsi la galleria era stata chiusa dal Genio militare per problemi strutturali e rischio crolli. Si era ipotizzata persino una demolizione definitiva per ragioni di sicurezza. L’acquisizione della strada da parte dei Comuni di Salbertrand, Oulx e Bardonecchia, insieme all’intervento del Consorzio forestale dell’Alta Valle di Susa, ha invece consentito il recupero della rotabile. I lavori di sistemazione sono stati completati e, da qualche mese, la galleria è nuovamente aperta al transito. È prevista una regolamentazione coordinata con quella della Strada dell’Assietta (qui il nostro itinerario completo), con limitazioni giornaliere per i mezzi motorizzati. Attualmente la tratta occidentale verso Bardonecchia risulta transitabile ai veicoli a motore nei giorni di mercoledì e sabato: prima di salire è comunque consigliabile verificare eventuali ordinanze aggiornate dei Comuni competenti. Considerata la quota, il periodo consigliato va da fine primavera a inizio autunno, compatibilmente con l’apertura ufficiale e l’assenza di neve residua.

L’itinerario in moto

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Dalla bassa Val Susa ai 2.775 metri dello Jafferau, la Strada militare Fenil-Pramand-Foëns è senza dubbio uno degli itinerari off-road più spettacolari delle Alpi occidentali. Si sale tra tornanti sterrati e fortificazioni ottocentesche fino alla celebre Galleria dei Saraceni, lunga quasi 900 metri e scavata nella roccia. Un percorso storico e panoramico assolutamente da fare.

Da Salbertrand al Colletto Pramand

La partenza avviene poco sopra Salbertrand, dove lo sterrato si stacca dalla SS24 e inizia a salire nel bosco con tornanti regolari e fondo generalmente compatto. Dopo i primi chilometri si incontra il Forte Fenil, posto su un terrazzo naturale dominante la valle. Proseguendo si raggiunge il Colletto Pramand (2.087 m), da cui si dirama sulla sinistra una breve salita di circa 1,3 km che conduce ai resti della Batteria Pramand (2.106 m), punto panoramico privilegiato sull’Alta Valle di Susa e sulle cime francesi della Meije e degli Écrins.

La Galleria dei Saraceni

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Superato il tratto in quota si entra nel segmento più iconico: la Galleria del Seguret.
È lunga quasi 900 metri, completamente scavata nella roccia, priva di illuminazione e con fondo irregolare. Superfluo ricordarlo: in moto è fondamentale procedere con velocità moderata, facendo molta attenzione a umidità e tratti sconnessi

Verso il Foëns e lo Jafferau

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Usciti dal tunnel si prosegue in falsopiano fino al bivio per il Forte Foëns (2.177 m), quindi la strada riprende a salire con lunghi traversi fino al Colletto Basset e alla dorsale che conduce al Forte Jafferau. L’ultimo tratto è più esposto, con pendenze più marcate e fondo variabile: qui la quota si fa sentire e il panorama si apre a 360 gradi. I 2.775 metri dello Jafferau rappresentano il punto culminante dell’itinerario, con vista che spazia dalla conca di Bardonecchia alle Alpi francesi. Uno spettacolo. 

La discesa su Bardonecchia

Dal versante ovest si scende verso Bardonecchia lungo una pista sterrata di circa 8,4 km realizzata nel dopoguerra. Dopo un tratto quasi pianeggiante intorno ai 2.100 metri, la strada perde quota con tornanti più ripidi fino a raggiungere l’asfalto in zona Millaures. Questa tratta è soggetta a regolamentazione e apertura limitata ai mezzi motorizzati. Per chi vuole completare l’itinerario in chiave storico-militare, da Bardonecchia è possibile salire al Forte Bramafam, oggi museo, costruito tra il 1874 e il 1889 per difendere la linea ferroviaria del Fréjus e il traforo Torino-Modane.

Cosa vedere lungo il percorso

Lungo la Fenil-Pramand-Foëns-Jafferau non si percorre soltanto uno sterrato d’alta quota: si attraversa un vero sistema difensivo alpino di fine Ottocento. Tra batterie, forti e opere accessorie, ogni deviazione racconta un capitolo della storia militare della Val Susa. Ecco le principali fortificazioni che il motociclista incontra lungo l’itinerario o può raggiungere con brevi deviazioni. 

Forte Bramafam e Museo

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Costruito tra il 1885 e il 1894, il Forte Bramafam fu per anni la principale fortificazione delle Alpi Cozie, in una linea difensiva ideale che comprendeva Fenestrelle ed Exilles e che sarebbe poi culminata nello Chaberton. La sua funzione era proteggere la linea ferroviaria Torino-Modane e il traforo del Fréjus, controllando l’accesso alla conca di Bardonecchia. Dal 1995 è oggetto di un importante intervento di recupero e oggi ospita un museo dedicato alla storia del Regio Esercito e alla militarizzazione delle Alpi tra fine Ottocento e Seconda guerra mondiale. Per gli appassionati del genere non c’è nulla di meglio! L’area espositiva supera i 4.000 metri quadri e comprende uniformi, documenti, fotografie e ricostruzioni ambientali.
Si raggiunge con una breve salita asfaltata dal centro di Bardonecchia: una deviazione consigliata per chi conclude l’itinerario sul versante ovest.

Forte Jafferau

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Posto a 2.775 metri di quota, è tra le fortificazioni permanenti più alte d’Europa ed è la più alta in Italia. Realizzata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento sulla sommità del Monte Jafferau, occupava un tratto di cresta lungo circa 300 metri. Era armata con otto cannoni da 149/35 e poteva ospitare circa cento uomini. Nel giugno 1940 entrò in azione contro le postazioni francesi oltre confine. Oggi restano le strutture murarie esterne, parte dei locali interni e i resti della polveriera poco al di sotto della batteria.

Forte Foens

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Situato a circa 2.200 metri sul versante meridionale dello Jafferau, fu costruito tra il 1897 e il 1899 e prende il nome dalla borgata Foëns sottostante. L’opera era protetta da terrapieni e da un muro di difesa perimetrale. Sono ancora riconoscibili le postazioni della batteria e la riservetta munizioni, mentre parte delle strutture difensive risultano danneggiate. Disarmato al termine della Seconda guerra mondiale, il forte è oggi proprietà privata ma visitabile esternamente lungo il tracciato della militare.

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