Strada dei Cannoni: in moto oltre i 2mila metri (con qualche polemica)
Ex strada militare tra la Valle Maira e la Valle Varaita, la Strada dei Cannoni collega la Colletta di Rossana al Colle della Bicocca correndo sempre in quota oltre i 2.000 metri. Recentemente riaperta dopo un intervento di messa in sicurezza, è senza dubbio uno dei percorsi più spettacolari da fare in moto…
La Strada dei Cannoni tra riaperture e divieti
Dopo un importante intervento di riqualificazione e messa in sicurezza, nell’estate 2025 la Strada dei Cannoni è stata riaperta al transito con una formula sperimentale della durata di un anno. La gestione è frutto di un accordo tra i territori coinvolti, che da tempo si confrontano sull’utilizzo del tracciato. L’ordinanza comunale, in vigore dal 14 luglio 2025, prevede l’accesso esclusivamente a pedoni e ciclisti nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica. Martedì e giovedì la strada è aperta anche ai mezzi motorizzati - auto, moto e quad - con l’ipotesi di coordinare le aperture con l’Alta Via del Sale, così da offrire un’alternanza ai praticanti dell’off road. Non sono presenti varchi controllati né ticket di ingresso. Lungo il percorso si trovano cartelli con QR code che rimandano al regolamento, disponibile anche sul sito del Comune di Busca. La soluzione è definita “di compromesso”: la Valle Maira ha espresso contrarietà a un utilizzo diverso da quello ciclopedonale, mentre la Valle Varaita è favorevole a un uso plurimo. Le parti hanno concordato un periodo sperimentale di un anno e l’istituzione di un tavolo di lavoro per definire la gestione futura.
La polemica: moto sì, moto no?
Quando si parla di strade bianche d’alta quota, il dibattito si accende quasi sempre attorno ai mezzi a motore. Anche in questo caso, l’apertura a fuoristrada, quad e moto ha diviso il territorio, mettendo a confronto visioni differenti sul futuro turistico della zona. La Strada dei Cannoni è considerata un asse strategico per la valorizzazione dell’area e attira da tempo appassionati outdoor da tutta Europa. La scelta di limitare l’accesso motorizzato a due soli giorni settimanali rappresenta il tentativo di bilanciare esigenze diverse: tutela ambientale, fruizione lenta e utilizzo turistico più ampio. Un equilibrio delicato, destinato a far discutere ancora. Ma lasciamo la polemica a chi di mestiere e concentriamoci sul nostro itinerario…
L’itinerario in moto: 40 km tutti sulla cresta
Il tracciato si sviluppa per oltre 40 chilometri lungo lo spartiacque tra Valle Maira e Valle Varaita, dalla Colletta di Rossana (Busca) fino al Colle della Bicocca (Elva), raggiungendo al Colle di Sampeyre la quota di 2.324 metri, per un dislivello complessivo di circa 2.100 metri. La strada è sterrata “in quota” e corre sempre in cresta, con panorami ampi sulle Alpi Marittime e Cozie. Lungo il percorso si susseguono viste sul Santuario di Valmala, sul Monviso e, dal Colle di Sampeyre, un panorama a 360 gradi con le borgate di Elva e il monte Chersogno in primo piano. Proseguendo si incontrano altre cime, tra cui Cima delle Serre, Monte Cialmassa e Morfreid, prima di raggiungere il Colle della Bicocca (2.285 m). Il ritorno avviene sullo stesso tracciato.
Serve un pizzico di esperienza
Trattandosi di una sterrata in quota, serve per percorrerla in moto una certa esperienza. Nulla di estremo, ma è bene aver confidenza con la moto e alle spalle qualche giretto più semplice. Ciò detto, è un percorso sicuro: i lavori di recupero hanno previsto il ripristino del fondo nei tratti danneggiati, la realizzazione di slarghi e piazzole per facilitare l’incrocio tra veicoli in direzione opposta e l’installazione di guardrail nei punti più esposti.
Un po’ di storia: dalla via militare al rilancio turistico
La Strada dei Cannoni nasce nella prima metà del Settecento per volontà di Carlo Emanuele III, come infrastruttura logistica militare lungo il crinale alpino. Il progetto, concepito per consentire il rapido trasferimento di pezzi d’artiglieria e materiali lungo lo spartiacque tra Valle Maira e Valle Varaita, seguiva in buona parte l’andamento di vie preesistenti che già collegavano le due valli, ampliando e formalizzando antichi tracciati di collegamento che risalivano all’epoca pre‑moderna. Non per nulla, lungo la Strada, oltre alle ampie vedute sulle Alpi Marittime e Cozie, si notano resti di fortificazioni e strutture militari ormai in rovina, tra cui postazioni, ricoveri e tratti di opera muraria. Un primo intervento significativo di adeguamento risale al 1938, quando la Sezione del Genio di Cuneo avviò lavori per trasformare la preesistente mulattiera in una strada carrellabile, con conclusione degli interventi nel 1941. Nel 2014 è stato asfaltato un tratto di collegamento tra le provinciali di Lemma e Valmala, oggi nel territorio di Busca, consentendo la creazione di un anello sfruttato in chiave cicloturistica. Dopo l’acquisizione del sedime dal Demanio militare da parte dei dieci Comuni coinvolti, il recente intervento di riqualificazione ha segnato il passaggio definitivo da infrastruttura storica a strada turistica regolamentata.
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