Passo del Mortirolo in moto: perché farlo (e perché potrebbe non piacervi)
Famoso soprattutto per le imprese del Giro d'Italia, il Passo del Mortirolo è anche una meta molto amata dai motociclisti. Ma, rispetto ad altri grandi valichi alpini, ha un carattere ben preciso: strada stretta, pendenze importanti e tanti tornanti. Ecco perché vale la pena percorrerlo... e perché potrebbe non essere adatto a tutti
Il Passo del Mortirolo
Pochi passi alpini dividono i motociclisti quanto il Passo del Mortirolo. Basta un giro su qualche forum per rendersene conto: c'è chi lo considera una tappa irrinunciabile e chi, dopo averlo affrontato una volta, preferisce tornare sui più scorrevoli Stelvio o Gavia. Il motivo è semplice: qui non si viene per le grandi vedute d'alta quota o per una guida veloce, ma per il piacere di affrontare una strada tecnica e certamente più impegnativa di altre.
Prima di partire vale la pena conoscere anche una curiosità. Quello che tutti chiamano Mortirolo è in realtà il Passo della Foppa, posto a 1.852 metri di quota. Il nome "Mortirolo" è però ormai entrato nell'uso comune e identifica l'intero valico che collega la Val Camonica con la Valtellina. La sua fama è legata soprattutto al Giro d'Italia, che negli anni lo ha trasformato in uno dei simboli del ciclismo mondiale grazie alle sue pendenze impegnative e alle imprese dei grandi campioni.
Il percorso: dal cuore della Val Camonica alla Valtellina
L'itinerario classico parte da Edolo, in provincia di Brescia, e raggiunge Monno, dove inizia la salita vera e propria. La carreggiata si restringe quasi subito e la strada entra nel bosco alternando una lunga serie di tornanti a brevi rettilinei. L'asfalto è generalmente in buone condizioni, ma la sede stradale rimane piuttosto stretta e richiede attenzione, soprattutto nei fine settimana estivi, quando non è raro incrociare gruppi di ciclisti lì attirati dalle gesta dei loro idoli e, immancabili, perfino qualche camper.
Raggiunta e superata la vetta, si scende verso Mazzo di Valtellina, affrontando un versante altrettanto ricco di curve. Da qui si può rientrare verso Edolo passando da Grosio, Grosotto, Tirano e il Passo dell'Aprica, chiudendo un anello di circa 120 chilometri che permette di attraversare due vallate molto diverse tra loro senza affrontare trasferimenti troppo lunghi.
Chi preferisce può naturalmente percorrere il passo nel senso opposto, salendo da Mazzo di Valtellina, cioè dal versante reso celebre dal Giro d'Italia, con pendenze che nei tratti più impegnativi arrivano a sfiorare il 18%.
Perché vale la pena affrontarlo
Come accennato, il Mortirolo non è il classico passo alpino da percorrere in scioltezza. È una strada che richiede concentrazione e restituisce grandi soddisfazioni a chi ama la guida tecnica.
Il primo punto di forza è proprio il tracciato: decine di tornanti, continui cambi di ritmo e una carreggiata che obbliga a guidare con precisione. È un percorso che mette al centro il piacere della guida più che la velocità. Anche l'ambiente ha un fascino particolare. Gran parte della salita attraversa fitte foreste di abeti e larici, regalando una sensazione di immersione nella montagna diversa rispetto ai grandi passi caratterizzati da ampi panorami d'alta quota. Infine, altro aspetto positivo, il Mortirolo rappresenta anche una tappa perfetta da inserire in un itinerario più ampio tra Val Camonica, Valtellina e i grandi valichi alpini della zona, permettendo di costruire tour ben più ampi.
Perché invece potrebbe non essere il passo giusto per voi
Proprio le caratteristiche che lo rendono speciale possono però rappresentare un limite per alcuni motociclisti. La carreggiata è stretta per buona parte del percorso e gli incroci con auto, camper o biciclette richiedono prudenza. I tornanti sono numerosi e spesso molto chiusi, mentre le forti pendenze impongono una guida pulita, soprattutto con moto pesanti o a pieno carico.
Inoltre, chi cerca grandi panorami come quelli offerti dai passi lì vicino potrebbe rimanere deluso dato che, come detto, gran parte del tracciato si sviluppa all'interno del bosco e solo nei pressi della vetta il paesaggio si apre maggiormente. Se l'obiettivo è godersi ampie vedute alpine, passi come Stelvio, Gavia o Umbrail risultano sicuramente più spettacolari.
La variante: un grande tour delle Alpi
Se il Mortirolo da solo può sembrare una meta relativamente breve, può diventare uno degli ingredienti di uno dei più bei itinerari motociclistici dell'arco alpino. Una buona variante che allunga il giro potrebbe essere la seguente: partendo da Edolo si raggiunge Ponte di Legno, si sale al Passo di Gavia e si scende a Santa Caterina Valfurva. Da qui si prosegue verso Bormio e si affronta il leggendario Passo dello Stelvio, scendendo poi a Prato allo Stelvio.
L'itinerario continua fino al Lago di Resia, celebre per il campanile che emerge dalle acque, quindi rientra in territorio svizzero attraversando l'Umbrailpass, la strada asfaltata più alta della Confederazione, che riporta nuovamente sul versante valtellinese dello Stelvio. Da Bormio si scende quindi verso Sondalo, Grosio per affrontare, ciliegina sulla torta, il Passo del Mortirolo e tornare infine a Edolo.
Non vi basta? Chi dispone di una giornata in più può allungare ulteriormente il viaggio passando dal Passo del Foscagno, raggiungendo Livigno e il Passo della Forcola, per poi rientrare in Italia attraverso Tirano e il Passo dell’Aprica.
Avendolo citato: È il momento del Passo Gavia, curve mozzafiato per pochi mesi